Pubblicato in: concerti, morrissey

Morrissey a Bologna

MORRISSEY MORRISSEY MORRISSEY

Grande, ancora grandioso Morrissey…
In un'arena piena di fango ma non di gente, vedo il secondo concerto di Morrissey della mia vita e rimango di nuovo emozionatissima.
Da quando ero in treno, in procinto di arrivare a Bologna, ho in testa The first of the gang to die, uno dei miei pezzi preferiti da You are the quarry.
E in testa l'avevo durante tutto lo svolgersi del Flippaut di domenica 13/06/04.
Già dall'arrivo, proprio mentre suonavano The Veils, un gruppo che trovo estremamente gradevole. Mi piace il modo di porsi del cantante, che si fa prendere molto da ciò che canta e gira per il palco pestando qua e là le assi con i suoi stivali in parossismi di entusiasmo…specie durante la conclusiva MORE HEAT THAN LIGHT.
Devo dire che mi è piaciuta molto anche THE LEAVERS DANCE.
Li ho visti anche al mini show alla Feltrinelli di Roma qualche mese fa, ma sul palco direi proprio che fanno presa!
-Hector was the first of the gang to die…
Poi suonano i Jet, ma non mi piacciono..noiosi e ripetitivi.
-Hector was the first of the gang to die…
Tocca a The Rasmus, un concerto che avrei evitato di vedere senza versare una lacrima! Scopiazzano qua e là, assomigliano a troppi gruppi e mancano di originalità, oltre ad atteggiarsi a grandi gothiconi, quando poi non c'entrano praticamente nulla col genere.
-Oh my/ Hector was the first of the gang to die…
Quando Morrissey sta per iniziare finalmente il suo set..beh la pioggia che abbiano temuto per tutto il giorno decide di arrivare e l'inizio concerto ci trova tutti intenti a cercare qualcosa con cui ripararci…
Morrissey arriva di colpo, su un palco che per sfondo ha il suo nome scritto a lettere enormi totalmente illuminate da lampadine ed un gong glitter (!). Il concerto è introdotto proprio dalle note di….THE FIRST OF THE GANG TO DIE.
Rimango senza parole poi mi lascio prendere al massimo!
Morrissey, Morrissey, non sono più i tempi dei gladioli appesi ai pantaloni e delle collane….
Infatti ora è il tempo di una specie di rampicante (?) appeso alla cintura proprio sotto all'ombelico, che finisce ben presto gettato al pubblico, così come qualche brano più in la, la sua camicia rossa e chissà che se l'è beccata!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Lo show prosegue, tra le mille mosse tipiche di Morrissey, con HAIRDRESSER ON FIRE e IRISH BLOOD ENGLISH HEART.
Lui dice, beffardo: "E' uscito un nuovo disco, ma so che non lo comprete mai!"
Rispetto all'OYE ESTEBAN TOUR del 1999, vedo un Morrissey molto più in vena di polemizzare, ed infatti ne ha per tutti!
Scherza (?) con il pubblico delle prime file che a quanto pare inneggia di continuo ai Muse, e lui ribatte che gli piacciono i Muse ma adesso C'E' LUI sul palco ed incita la gente ad intonare il tipico coro che non manca mai ai suoi concerti: ovvero MORRISSEY MORRISSEY MORRISSEY…
E poi di nuovo Muse Muse Muse, smorfie e dito medio alzato! Diciamo che si sfoga un pochettino…
Poi commenta che il giorno prima c'era molto più pubblico, perché c'erano i KORN, e fa un gioco di parole, dice THERE WERE KORN … SWEET CORN! Tra un brano e l'altro ne ha anche per BRITNEY SPEARS!
Intanto la scaletta mi sorprende sempre di più, non mi aspettavo che la scelta cadesse su pezzi così vari:
SUCH A LITTLE THING, A RUSH AND A PUSH AND THE LAND THAT WE STAND ON IS OURS,
Inizia anche THE HEADMASTER RITUAL, classico degli Smiths…ma il suo microfono non funziona e lui innervosito chiede uno STOP STOP STOP. Poi però non riprende più il brano ed inizia invece EVERYDAY IS LIKE SUNDAY, durante la quale gli viene finalmente sostituito il microfono fasullo…
Ovazione tra noi per questo brano!
Del nuovo disco sceglie I'M NOT SORRY, quasi una risposta a distanza di anni alla storica SUEDEHEAD dove ripeteva all'infinito I'M SO SORRY…poi THE WORLD IS FULL OF CRASHING BORES, HOW CAN ANYBODY POSSIBLY KNOW HOW I FEEL?, LET ME KISS YOU, I LIKE YOU.
Il concerto (breve per tutti, solo un'ora!) si chiude con 2 brani davvero a sorpresa: RUBBER RING da THE WORLD WON'T LISTEN, degli Smiths come lo è anche la classica, unica, incredibile THERE IS A LIGHT THAT NEVER GOES OUT che mai avrei sperato di avere ancora l'occasione di sentire dal vivo!
Così come il concerto finisce, finisce anche la pioggia! Incredibile.
Rimane ancora lo show dei Muse, ma dopo aver visto Morrissey sentiamo tutti che il Festival avrebbe potuto tranquillamente concludersi qui…
Suonano, sono bravi ma….Morrissey ha catturato tutta la nostra attenzione.
Il giorno dopo, in giro per Bologna, incontriamo il cantante dei Muse assieme ad una ragazza. Girano tranquilli e lui è così minuto, così poco appariscente che si può confondere tranquillamente tra le persone che girano in una Bologna indaffarata.
Di sicuro questo è stato un altro viaggio per musica che ricorderò a lungo…peccato non essere riuscita a mangiare normalmente. Il giorno dopo il concerto,  a pranzo abbiamo mangiato un bel piatto di tortellini bolognesi, ma io non sono riuscita a digerirli fino alla sera…era come se avessero piantato le tende nel mio stomaco… Anche in treno avevo un bel peso sullo stomaco, fino a sera… 😦

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