Pubblicato in: cancro, cancro allo stomaco, conseguenze gastrectomia totale, diario, gastrectomia totale, postumi

TINS & CANS

Oggi facevo uno spuntino nella sala mensa del mio lavoro, e intanto osservavo una delle macchinette distributrici, piene di lattine di bibite gassate.  Mi è tornata alla mente la strana emozione che ho provato nel 2004 quando ho rimesso piede nell'ufficio del mio lavoro precedente.

Ero andata a lavorare fino al giorno prima di essere ricoverata in ospedale. Ci sono tornata dopo circa due mesi e mezzo, senza più lo stomaco e dopo avere iniziato il primo ciclo di chemioterapia.

Mi ricordo di avere aperto il piccolo frigo che avevamo per vedere se ci fosse ancora qualcosa di mio, e di aver visto una piccola, solitaria, lattina di bibita al pompelmo.

Vedendola (e da operata da poco)  ero stata subito assalita da una sensazione indescrivibile, sapendo che quella NON POTEVA PIU' essere roba mia. Mi ero sentita come se di colpo fossi diventata un'altra persona.

Ho immaginato come sarebbe stato berla tutta e magari vedere tutti i miei punti interni saltare via uno ad uno, come esplosi…che idea tremenda. 😎

Adesso, dopo 4 anni, mi capita di bere qualche sorso di bevande gassate, ma solo un assaggio. E, quando guardo le lattine nei distributori, mi ricordo sempre di quella spaventosa sensazione di non essere più io, che adesso per fortuna è passata da tempo!

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7 pensieri riguardo “TINS & CANS

  1. Credo di capirti, anche se io ho provato una sensazione del genere con i vestiti, la biancheria intima in particolare. Prima di ammalarmi mi ero presa una giacca per il mio nuovo lavoro di ufficio, e praticamente non l’ho mai messa.

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  2. concordo con Julia, io 3 mesi prima mi ero rifatta il guardaroba, jeans, maglioni, sottogiacche, pantaloni a vita bassa, pantaloni sempre a vita bassa da sera, il tutto rigorosamente taglio 40, dopo un anno non entravo più in nulla e ho faticato a disfarmi di un paio di pantaloni di armani in tessuto tecnico, molto fashion, li avevo messi solo 2 volte.

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  3. Il cancro ti porta via qualcosa di fisico e non ti permette di mangiare, indossare certe cose. Ma soprattutto ti rapina il cervello. Si impadronisce di una pezzo della tua anima, della tua sensibilità, della tua interiorità. E non te lo restituisce MAI PIU’. Brutto bastardo, ricordati, verrà il giorno in cui ad ogni tua apparizione i ruoli saranni scambiati. Saremo noi a distruggere te. E sarà una rivincita per noi, per i nostri figli, e per i tanti, troppi che per colpa tua se ne sono dovuti andare. Milva

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  4. Max: grazie, è carino questo commento!
    Julia, Ziacris, Milva: tutte noi abbiamo visto la nostra vita profondamente cambiata dal cancro.
    In qualche modo è stato come la divisione delle acque di Mosé.
    Da una parte, prima, c’era la vita normale, ora, dall’altra parte, c’è la vita dopo il cancro e ad ognuna di noi ha portato via qualcosa che avevamo prima e che non potremo più avere.
    Per fortuna non abbiamo perso il coraggio, quello non ci manca proprio.
    Un forte abbraccio a tutte voi!

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