Pubblicato in: cancro, cancro allo stomaco, come sto, conseguenze gastrectomia totale, diario, gastrectomia totale, pensieri

Per riderci su…

Adesso che sono passati quattro anni e mezzo dalla mia operazione, posso anche lasciarmi andare a qualche battuta in proposito. Ci pensavo stamattina: per quanto si dica che lo stomaco asportato si riforma con il tessuto intestinale collegato all'esofago, io non riesco a vederla così. Ho sempre la sensazione che mi manchi un pezzo.
Cosi,tanto per riderci su:

– Adesso non potrò più dire che sento le farfalle nello stomaco…

– Guardando qualcosa che fa inorridire, non potrò più dire di avere avvertito un pugno allo stomaco…

– E come mi devo comportare quando ci sono i film che richiedono uno stomaco di ferro?

– Cosa avrei dovuto dire ad un collega che, anni fa, appena rientrata dal lunghissimo periodo di malattia, aprendo la finestra mi disse "Ma che puzza, non senti che ti prende allo stomaco?"

– E che dire a mia cugina che, giorni fa, in auto durante una curva mi ha detto "Rosy, tieniti lo stomaco…" (Ho risposto, "Beh quel che resta", anche se in realtà  non resta nulla…)

– La frase più carina me la disse un mio amico, qualche anno fa, mentre provavo a bere un goccio di coca cola: "Nooo, Rosie, che fai?!! Ti si scolla tutto!!"
E' riuscito davvero a farmi ridere…

– La frase cbe odio più di tutte, invece è quando mi dicono: "Ma lei è gastroresecata?"
Odio questa parola che mi fa sentire come un pezzo di carne macellato e ricucito come una bambola di pezza…

– Però ora ho la fortuna di poter mangiare i peperoni senza che mi vengano più su, e non è poco… 😉

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11 pensieri riguardo “Per riderci su…

  1. Tatuata: penso che ogni tanto scherzare faccia bene, è anche vero che ogni tanto si vorrebbe che il tutto non fosse mai accaduto, ma insomma si fa perché la vita va avanti… Un abbraccio!

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  2. Qualche tempo fa ero a Roma per lavoro. A tavola stavamo parlando e ad un certo punto uno dei commensali ( che non conoscevo e che non sapeva niente di me) ha detto: “non so cosa darei per toccare un bel paio di tette rifatte”. Ed io gli ho risposto: “fai un’offerta e ne possiamo parlare”. Poveretto, credo volesse sprofondare. Poi abbiamo riso sul suo imbarazzo ed è andato tutto bene.

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