Pubblicato in: cancro, cancro allo stomaco, carenze post gastrectomia, come sto, controlli

Ipocondria

Stamattina sono stata a fare le analisi per capirci di più su questi dolori alle gambe. 16 esami, devo aspettare fino a lunedì pomeriggio per avere l'esito.
Come dicevo nel post precedente probabilmente non è nulla, io propendo per una carenza di calcio, il mio medico per un'eventuale forma virale.
Però è proprio vero che una volta che ci si è ammalati di cancro, si diventa ipocondriaci. Ogni disturbo che magari in condizioni normali nemmeno si noterebbe (anche se in questo caso il male alle gambe lo noto eccome) dopo quello che è successo, diventa nell'immaginazione il segnale di qualcosa di preoccupante.
E' un'idea che non si riesce a soffocare, anche se poi quasi sempre non è nulla di grave.
Però riesco a terrorizzarmi anche se mi fa male un'unghia! Il brutto è che nemmeno riesco a sfogare più di tanto questa possibile paura. Infatti di giorno cerco di non pensarci però poi di notte mi giro e mi rigiro nel letto.
Forse è anche la paura che mi è venuta da quando, con i sintomi di cattiva digestione che avevo nel 2004, ho continuato a rimandare la gastroscopia che non mi andava di fare, fino a ridurmi al ricovero in ospedale.
Ora sono arrivata all'eccesso opposto, qualsiasi sintomo mi mette subito in allarme.
In un certo senso non ricordo più com'era la vita spensierata di quando pensavo solo ai concerti da vedere.
Sì, ora ci penso ancora, ma quante ansie in più…
Però questa è la faccia della medaglia che meno mi dà fastidio, in fondo mi ripeto sempre che in linea di massima sto bene, mi sono abituata ai piccoli problemi, al cambiamento nella mia vita.
Che sarà mai, supererò presto anche questo piccolo problema… o carenza di calcio o infiammazione che sia, ho da fare ancora tante passeggiate…
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10 pensieri riguardo “Ipocondria

  1. E’ quella paura di dover ricominciare dacapo, di non farcela, di arrivare tardi, è la superstizione di essersela sfangata una volta che ci fa temere di non farcela la seconda, di non avere più bonus davanti. E’ quell’aver assaporato “il gusto pieno della vita” che ci fa aver paura di perdere tutto in una volta e male

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  2. ma dai ti sei rotta un piede 14 anni fa?? non me ne ricordavo proprio!! mi spiace per le tue gambette vedrai che si sistemeranno presto. non ti ci vedo in una spa, ma qualche bel massaggio potrebbe rilassarti i muscoli (anche quello cerebrale). e poi non ha controindicazioni!! spero di rivederti presto eh!! altrimenti che ti segnala la stampa estera??
    PS
    le mele di giugno non sono di stagione!!
    un abbraccio e a presto!!

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  3. eh, si. ci vuole giusto un po’ di cocciutaggine. quella per andare fino in fondo a controllare tutto, senza avere scrupoli. con la serena consapevolezza sempre di avere lunghissssssime camminate da fare davanti! in ogni modo dita incrociate e un abbraccio!

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  4. ziacris: è proprio quello che hai scritto tu infatti, è come camminare su un filo di ragnatela…
    T: sì, era il 1995 a metà luglio, (avevo rischiato pure di saltare il nostro secondo Reading Festival, invece poi come sempre ce l’avevo fatta!!!)
    Appena mi si riprendono le gambe ci facciamo un bel giretto, ok?!
    Hai ragione per le mele, però ormai ci si scorda delle stagioni della frutta, non si capisce più nulla, però le mele marce si trovano anche in inverno…
    widepeak: sì, non bisogna mai nascondere la testa sottoterra come gli struzzi, meglio capire subito. Baci!

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  5. Ti leggo non troppo assiduamente e me ne scuso.
    Sono certa che il problema alle gambe derivi solo dalla mancanza di calcio, tu sei forte e supererai questa paura senza problemi.
    Ti abbraccio.
    Sound

    ps. mi riaffaccio per sapere tue notizie a breve… tieni duro!

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  6. Sound: ciao carissima!!!!!! Mi fa sempre troppo piacere sentirti. Sì, tengo duro, certo…è solo questa cosa strana che mi preoccupa, ma ce la farò…Bacioni

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  7. eh già, è tutto il pomeriggio che bestemmio per un effetto ritardato della chemio, mi ha fatto rimettere il pranzo, nonostante la pillule antinausea…
    poi, l’amica con cui ho pranzato, mi ha telefonato “ma tu i peperoni li hai digeriti bene…?”
    ehm…
    sissi

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  8. Sissi: mi dispiace che tu sia stata male. Cerca sempre di resistere.
    Bella domanda sui peperoni…Penso che a volte la gente avrebbe bisogno di un bello “strattone”.

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