Pubblicato in: blog, cancro, cancro allo stomaco, diario, gastrectomia totale, nutrizione post gastrectomia, sfoghi

Fragilità

Sabato mi sono scoperta inaspettatamente fragile, per un episodio banale.
Ero al supermercato e una promoter mi ha offerto un flaconcino di fermenti lattici, aprendomelo davanti.
Io non potevo assaggiarlo in quel momento, perché la mia alimentazione mattutina è un sapiente incastro di orari e di cibi costruito su misura a seconda delle mie esperienze sulle nausee e sugli effetti di eccesso di zuccheri e di latticini.

Così ho risposto: "No grazie, non posso berlo".
La tizia mi ha guardato sorpresa e mi ha detto: "No?? Come mai?"
Non volevo dirle che non ho più lo stomaco, mi sono inventata un'allergia ai latticini.
E lei, tosta, "Ma ho visto che guardava gli yogurt."
Come spiegarle che riesco a mangiarli a seconda degli orari?
Le ho detto "Sì, ma non erano per me."

Stranamente questo insignificante episodio mi ha fatta sentire male dentro, non è facile spiegare alle persone che non ho più lo stomaco e poi non volevo dirlo ad un'estranea.

Ma quando ho cambiato reparto…avevo le lacrime agli occhi.
Forse perché mi ha fatta pensare al mio problema troppo bruscamente. Forse perché in quel momento mi sono sentita davvero fragile. Ma non avere più lo stomaco per un tumore non è una colpa.
Casomai è fonte di gioia essere ancora vivi.
Tuttavia non lo ritengo un argomento da supermercato.
Mi sono asciugata gli occhi e sono rientrata in me, anche pensando alla forza che mi dà il mio blog…e i vostri commenti.

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14 pensieri riguardo “Fragilità

  1. eh già…sono questi proprio i momenti che ci fanno sentire fragili, quelli della "normalità" altrui, della mancanza di delicatezza senza malafede degli estranei, della voglia di non scoprirsi, di non stare a dire…. questi supermercati a volte fanno proprio male. ti capisco tanto!

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  2. A me capitò una cosa del genere quando ero nel periodo post-chemio…avevo ancora male a tutte e due le braccia e facevo fatica a mettere il carrello del supermercato al suo posto, e una tipa molto frettolosa e molto idiota mi sollecitò dicendo "su su, un po’ di forza"… Ho lasciato perdere, ma poi mi sono ritrovata con gli occhi lucidi. Purtroppo questi momenti sono difficili da spiegare, tu l’hai fatto benissimo e spero sia anche stato liberatorio!:-*

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  3. julia: grazie per aver raccontato questo "tuo" episodio, mi fa capire che queste cose è normale provarle.

    widepeak: sì. è vero, a volte è proprio la distanza dalla normalità a fare stare male. Meno male che poi mi sono distratta al reparto libri! 😀

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  4. Ciao carissima, mi spiace aver letto quello che ti è capitato al supermercato.
    Quanto bisognerebbe riflettere prima di parlare,  ma per alcuni è il solo modo per far prendere aria alla propria voce.
    Capita spesso, di trovare persone superficiali del tipo "ma come ti trovo giù, cosa ti succede???? Sei dimagrita, sei ingrassata??? Non sei più la stessa!,
    "Ma fatti una padella di cazzetti tuoi!!!!"
    Sabato pomeriggio, proprio al supermercato, c’era una famigliola, apparentemente "normale", composta da mamma, papà, nonna e un bimbetto di circa quattro anni con dei bellissimi capelli rossi.
    Era molto carino, e vivacissimo.
    Cercava attenzione in tutti i modi,  ma la madre con molta calma le diceva,
    "per il momento fai finta che non sono la tua mamma, io qui con te non ci sono, hai capito", più lei sosteneva sta stronzata più il bimbetto si disperava.
    Interviene il padre, lo prende in braccio cercando di calmarlo, ma più il padre fa così, più il bimbetto si dispera, urla, e la mamma divertita con un ghigno da stronza si defila, e lui sempre più disperato.
    Ma il bello viene adesso: interviene la nonna, con tutta la sua saggezza,
    "FAI IL BRAVO, SE NO, VADO A CHIAMARE UN MAROCCHINO!!!!!!!!!!!"
    Povero bimbetto dai capelli rossi.
    Un abbaccio
    4P

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  5. arghhhhhhh
    sai che sono tornata in italia due settimane fa, e mia nonna (che è stata tenuta all’oscuro di tutta la vicenda) mi ha buttato lì un "cos’è questo taglio così corto??? sembri un ragazzo!"
    ehhh…grazie. è bello essere a casa.
    un bacio cara
    sissi

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  6. Cam, come mi dispiace, mi sono immagonata. Ma tu non sei fragile, tu sei forte, hai superato l’empasse della promoter.
    Eh sì, ho il bel da dirti che sei forte, ma quei momenti lì sono sempre in agguato pr ricordarci che non siamo quello che vedono gli altri.
    Ecco, magari mettila così, hai un aspetto talmente sereno che da fuori non si nota nulla della tua malattia, sei bella e solare forse anche di più, di coloro che ti stavano attorno.
    Bestia che casino ho fatto..una calda, una fredda e unatiepida, bel commento incasinato. Ho provato a sollevarti il morale

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  7. Siamo donne fortissime in situazioni molto pesanti e fragili in momenti inaspettati. Sai quando sono andata in crisi? Un mese fa, quando l’ASL mi ha scritto che avevo diritto alla vaccinazione contro il virus A. Improvvisamente i dieci anni trascorsi sono diventati dieci minuti. Mi sono ritrovata angosciata come al momento della diagnosi. Mah…  il cancro ti lascia, oltre a tutto il resto, una "invalidità mentale" che ti accompagna, anche se indesiderata, per tutta la vita.

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  8. Milva: è vero, anche quando uno pensa di essersi allontanato dal "ricordo" della malattia, succede qualcosa che la fa tornare improvvisamente così vicina e reale…
    Invece io vorrei che fosse come nel film di Wenders: così vicina così LONTANA…Un abbraccio

    Ziacris: grazia cara, mi hai aiutata comunque. Però hai ragione, anche mia sorella mi ha detto: tu sei così normale che nessuno immaginerebbe che sei stata così male.
    E questo in fondo è un bene, quindi cerco di pensare a quello. Grazie per avermelo ricordato! :-*

    Sissi: già, magari tua nonna voleva scherzare, invece anche questo accenno ai capelli è doloroso…Facciamoci forza!

    4P: sai che mi hai fatto venire in mente una cosa: questo episodio che mi hai raccontato e la poca sensibilità della gente, io l’ho già provata da piccola.
    Sono infatti cresciuta senza un padre, ed invariabilmente tutti "i grandi" mi chiedevano cose da "ma papaà è a casa?" fino a "da chi hai preso, da papà?", "Chissà papà com’è contento di queste bambine", ecc.
    Tutte cose che mi facevano soffrire.
    Alla fine l’unica cosa è farsi la pelle dura, ma ogni tanto affiora qualche "nervo scoperto".
    Grazie per il tuo commento…

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  9. ciao io ho subito una gastrectomia subtotale a giugno 2009 …. e ho imparato che a tutte le domande stupide della gente con molta faccia tosta e un bel sorriso ripondo " ho solo 7 cm di stomaco " quindi non posso magiare .. assaggiare… sono in splendida forma ec….. cosi' li secco tutti al momento e non fiatano piu'

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  10. Anonimo: anche io di solito non ho problemi a dire che non ho lo stomaco (salvo aspettarmi che qualcuno svenga ) ma in quel momento non me l'ero sentita…

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