Pubblicato in: morrissey, musica

Finalmente un post di musica!!

Adesso basta post che raccontano di malanni e di controlli, adesso qui ci vuole un bel post di musica!

Come ho scritto qualche giorno fa sto leggendo SAINT MORRISSEY, la biografia di Morrissey…
Quanti ricordi, quante emozioni rileggendo quei testi!!

Avevo 18 anni quando gli Smiths furono ospiti a Sanremo Rock (ero un po' sconcertata, nevvero. Gli Smiths li avevo sentiti per la prima volta a 15 anni a RADIO LIVE TRANSMISSION con la splendida How Soon is Now? ed ero già caduta in amore per loro. E temevo uno sputtanamento…)
Invece l'esibizione sanremese non fu male, scelsero alcuni dei loro brani più belli come There is a Light That Never Goes Out, The Boy with the Thorn in His side, ecc. e la cosa bella fu che ci misero i testi tradotti in italiano! E furono introdotti da Carlo Massarini. Era il 1987…
Morrissey era fantastico.

 

 
Io avevo comprato il libro con tutti i loro testi ed è stato il libro che in assoluto ho sfogliato di più, fino a che li ho praticamente imparati tutti a memoria.
Questo ragazzo che cantava di solitudini, di stranezze, con frasi decisamente significative come "Nella mia vita perché devo sorridere a gente che preferirei prendere a calci in faccia" o "Se un autobus a due piani ci uccidesse entrambi, morire al tuo fianco, che maniera celestiale di morire", è stato davvero il mito della mia vita.
Ho continuato sempre a seguirlo anche nella carriera solista (anche se con qualche disco piuttosto insignificante come Kill Uncle – che però contiene la bella The Harsh Truth of The Camera Eye.

 

 

In un certo senso per Morrissey ho anche rischiato di non curarmi in tempo. Perché, dopo averlo visto nel 1999 a Milano nell'Oye Esteban Tour, mi ero organizzata nel 2004 per andare a Bologna con gli amici per vederlo.
Solo che stavo già male con i gravi problemi digestivi ma ho rimandato gastroscopia e il resto a dopo il concerto, e con il senno di poi ho rischiato tantissimo…


 
Comunque Morrissey, con i suoi modi pungenti e allo stesso tempo introversi e goffi, è stato un mito per molte persone (me compresa). Un ribelle in pantofole, nel quale i ragazzi "diversi" (non solo nel senso di omosessuali, ma anche diversi dagli standard dei coetanei) hanno trovato pane per i loro denti.


 
Anche adesso che ho 40 anni e Morrissey ne ha 50,è ingrassato, con i capelli ormai grigi, continuo a pensare a quanto la mia vita sia stata influenzata dalle sue canzoni e soprattutto dai suoi testi.


 
Nello splendido concerto di Ostia Antica nel 2006 ha saputo ancora catturare il pubblico con il suo modo di fare ironico e pazzesco. Ma intelligente.
E sebbene Morrissey abbia il "brutto vizio" di annullare all'ultimo momento i suoi concerti, io sono sempre qui trepidante a sperare che decida di tornare a suonare un'altra volta a Roma.
Intanto lasciatemi dire che adoro quest'uomo, con il suoi libri di Oscar Wilde, con il mito di James Dean, con "E' così facile odiare, ci vuol fegato ad essere buoni e gentili"…
Grazie Morrissey per tutte le tue parole…
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2 pensieri riguardo “Finalmente un post di musica!!

  1. quando il mio più grande amore "giovanile" è partito, lontano da me per sempre, ho passato le successive 24 ore con Interlude a palla. Ancora adesso se ascolto quella voce, mi prende un dolore fortissimo eppure così bello. così intenso!

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  2. widepeak: Interlude è davvero un brano pieno di pathos, ma penso che associato alla tristezza per la fine di un amore possa essere micidiale…
    Una chicca nella storia delle canzoni di Morrissey…

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