Pubblicato in: napoli, pet, sdn

Morire dopo il mezzo di contrasto

Ieri sono rimasta piuttosto sconvolta dalla notizia della morte di un paziente che doveva fare una TAC, decesso avvenuto subito dopo l'iniezione del mezzo di contrasto nel Centro Diagnostico SDN a Napoli.
Si è parlato subito di malasanità a Napoli, ecc.
Io ovviamente non posso entrare nel merito di quello che è accaduto, sui come mai, sulle responsabilità e quant'altro. Saranno le indagini e l'autopsia a chiarire i perché di questa morte improvvisa.
Però posso raccontare che io allo SDN ci sono stata per fare ben 3 volte la PET.
Ho sempre trovato questo centro diagnostico uno dei migliori.
Il personale è gentilissimo. I pazienti vengono trattati bene (cosa che non sempre accade in altri posti).
Ti mandano a casa il referto a mezzo corriere, a spese loro, ovunque tu risieda.
Ti danno la possibilità di visualizzare il referto online dopo uno o due giorni, abbreviando i tempi da vivere nell'ansia e nell'attesa.

Prima di sottopormi alla PET il medico mi ha fatto diverse domande su allergie e quant'altro.
Mi ci sono sempre trovata davvero bene, e non mi è pesato arrivare fino a Napoli per potere fare lì l'esame.
Per questo, anche se certamente sono addolorata per la scomparsa di questo signore, attenderò comunque ulteriori notizie sugli accertamenti che faranno. Perché non riesco a credere che anche lo SDN rientri nei centri di medicina tacciati di facile malasanità a Napoli.

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14 pensieri riguardo “Morire dopo il mezzo di contrasto

  1. Anche io sono rimasta sconvolta e un po' impaurita, l'anno scorso ho avuto una reazione allergica durante la TAC con il mezzo di contrasto, si sta male, certo, ma non da morire, probabilmente la persona in questione aveva tanti altri problemi. E mi dispiace tanto, davvero, non si può morire così per un'esame che viene fatto anche ,e  non solo, per poter, eventualmente, portare a casa la pellaccia

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  2. si è difficile giudicare, chissà come è andata veramente. però io quando sono andata a fare la pet due anni fa all'SDN, sono tornata con una pessima impressione sai. a parte la grande efficienza (il referto consultabile on line e poi per corriere a casa in meno di 3 giorni), trovai personale giovane in maniera inquietante (tutti ragazzi che avranno avuto massimo 23 anni, possibile che avessero già l'esperienza necessaria? forse si, certo, però non davano una sensazione di tranquillità, credimi), poco garbato, con rispetto minimo per le misure di precauzione, e pochissima attenzione verso il paziente. insomma, le percezioni sono così soggettive…

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  3. ciao, mi dispiace molto è vero non è una bella notizia……comunque di nuovo qui da te, dopo un bello spavento, leggerai….stò bene ora, grazie infinit per esserti preoccupata!!!

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  4.  Ciao cara amica – Io non so spiegarmi cosa sia successo a questo signore ma francamente dopo la mia esperienza di cui tu hai commentato sul mio blog, qualche dubbio anche se piccolo mi rimane sempre…Un bacio cara con un arrivederci a presto.

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  5. annamariam: sì, i dubbi infatti è lecito averli, la mia considerazione era più che altro per spiegare che questo è stato uno dei pochi posti dove mi sono trovata bene. Ma nessuno può mai avere una vera certezza di niente, purtroppo…Silvia: che bello che sei tornata, poi commento sul tuo blog….Wide: che strano che abbiamo avuto impressioni così diverse, forse perché in generale io ho sempre avuto esperienze piuttosto pessime, e quando è così sono la prima a parlarne (vedi PET all IFO), ma invece lì è sempre andato tutto benone…ziacris: infatti è agghiacciante pensare che si fa per cercare qualcosa dacurare per poter vivere a lungo, e poi invece si muore per l'esame…

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  6. Non avevo mai pensato ad un'eventualità del genere per una TAC con contrasto. Sarà perchè ne ho fatte a decine e non mi è mai successo niente.Che modo assurdo di andarsene comunque…Ciao,Marco (^_^)

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  7. Io ho avuto una fifa blu anche per una semplice risonanza, quindi non sono la persona più adatta per commentare questo genere di notizie. Comunque concordo che la sensazione che ti dà un ospedale è spesso soggettiva e condizionata dalle circostanze (in linea di massima)…e questo accade a volte anche nel caso dei cosiddetti fiori all'occhiello della sanità italiana (privati e non).

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  8. Julia: sì, come dicevo tutto può succedere…a volte anche nei posti migliori. Ma sono curiosa di conoscere le ragioni.Marco: infatti, per noi è quasi una consuetudine, ma pensare a questi rischinascosti è tremendo…4p: già, è una cosa che fa venire i brividi fino nel profondo della schiena….

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  9. Per me è quasi una consuetudine… pensare a questi rischi!La prima volta ho firmato il modulo di consenso a cuor leggero, non avevo mai avuto reazioni allergiche a nulla, né mi aspettavo di averle, probabilmente proprio come il signore di Napoli.Mi è andata bene perchè inizialmente è stata solo una leggera difficoltà respiratoria, un po' di affanno che è passato subito. La seconda volta un po' peggio, ma ancora sopportabile, considerando che reggo benissimo mezzo minuto di apnea. Alla terza, quando ho smesso di respirare, il radiologo mi ha sparato il cortisone in vena. Dopo di allora, faccio sempre il pieno di cortisone il giorno prima.Non è un caso se c'è da firmare un modulo di consenso né se le strutture diagnostiche più piccole non effettuano indagini con mezzi di contrasto: le reazioni allergiche possono verificarsi ed essere anche mortali, ma non significa che ci sia dietro una situazione di malasanità. Certo c'è da verificare se quando questa persona si è sentita male c'è stato un intervento tempestivo del personale, ma in alcuni casi nemmeno il medico più capace può essere in grado di salvare la vita del paziente.Quello su cui forse vale la pena di riflettere è se sia possibile individuare eventuali allergie prima di utilizzare il mezzo di contrasto (ma vale anche per l'anestesia e per molte altre sostanze).

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  10. Mia: se si potesse trovare un modo per scoprilo prima sarebbe l'ideale.Mi dispiace per tutte queste tue brutte avventure e immagino anche gli spaventi che avrai provato…

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  11. Mah, forse i test esistono, ma temo che sia un problema di costi e di tempi.Nel caso del mezzo di contrasto mi pare di aver letto che le reazioni mortali sono stimate in una ogni 55.000 persone, una percentuale probabilmente tale da non giustificare un controllo preventivo a tappeto, che oltre tutto allungherebbe considerevolmente i tempi di attesa: ti immagini se tutti i pazienti si sottoponessero alle prove allergiche prima di qualsiasi esame? Credo che i tempi di attesa diventerebbero semplicemente insostenibili.

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  12. Invece sì che si può morire per una tac con mezzo di contrasto. Le possibilità sono remote, ma esistono. Le controindicazioni, infatti, vanno da meno gravi, a gravi..shock anafilattico, ecc. ed altre spingono fino al decesso. Ciò avviene in numero insignificante, ma una vita è sempre una vita ed anche se si parla di pochissima probabilità, la possibilità c’è eccome

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