20 commenti su “Avere davanti un malato di cancro

  1. Spesso ci si sente inadeguati di fronte ad una persona che par essere prossima alla fine ( e meno male che non è cosi' sempre) dimenticandoci che tutto sommato tutti lo siamo, anche quelli non malati di cancro. Ed è per questo che, come dici tu, bisogna solo seguire il cuore e nei silenzi o nelle parole di chi sta vicino troverai il senso del vivere quotidiano e limitato che ognuno di noi è giusto che abbia.

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  2. Rosie,
    chi ha fatto questa domanda….nei meandri di google…..
    è semplicemente "disorientata"…come lo è una persona a cui viene diagnosticato un cancro….
    In questi giorni una mia collega…all'improvviso….. si è trovata questa diagnosi…
    come starle vicina?….come continuare "naturalmente" il rapporto con lei?
    pensa che i primi giorni…non voleva sentire nessuno…
    poi ……
    sms discreti….
    con qualche "battuta"….
    telefonate "silenziose" con la famiglia…
    e poi il "miracolo"….
    ecco che all'improvviso…….decide di parlare…di "esporsi"…..

    ed ora ci sentiamo tutti i giorni….con la "naturalezza" di prima…..

    è un percorso che si costruisce "insieme"….

    Sai una cosa?…..io so che piangeva quando lo ha saputo….
    anche io….in silenzio ho pianto………con i lacrimoni ho pianto!

    e….ci siamo detti per telefono….per la prima volta….
    "ti voglio tanto bene"……

    Quante cose cambia il cancro…….

    Ciao
    A.

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  3. Forse chi ha digitato quelle parole ha paura di sbagliare. Io ad esempio sono una che ha sempre paura di dire cose sbagliate o scontate. Però in linea di massima la vedo come te; cercare di trattare il malato con la naturalezza di prima appoggiandolo però in caso di necessità. Solo che a volte anche il "naturale" può sembrare ostentato… Ma forse solo per i primi tempi, forse una persona che si interfaccia con un malato di cancro ha solo bisogno di capire meglio la malattia per poi riuscire a comportarsi in maniera naturale..

    Troppi forse.. aiuto!! Beh, spero tu abbia capito quello che volevo dire :)

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  4. Egle: grazie per quresto tuo bel commento, penso infatti che sia difficile sapere come comportarsi, una cosa che va lasciata alla sensibilità personale..

    Sottolestelledeljazz: questi tuoi commenti sono per me come acqua nel deserto, mi aiutano a capire meglio determinate cose. E' come indossare degli occhiali magici per mettere a fuoco meglio la realtà. Grazie per questo tuo commento che è molto significativo. Incrocio le dita per la tua collega.

    Ladysmith: capisco tutti i tuoi forse. Infatti non vi è nulla di certo in una situazione del genere, Comunque sono totalmente d'accordo con te.

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  5. Condivido e mi trovi d'accordo con ogni tua parola.
    Però, mi sorge spontanea una domanda.
    Perchè non comportarsi così sempre?????
    E' uno stile di vita che andrebbe considerato, non solo in presenza del cancro.
    Bacio
    4 p

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  6. Per gli altri è imbarazzante trovarsi davanti ad un malato di cancro, specialmente durante le terapie, perchè gli si legge in viso la sofferenza e hanno paura, paura dhe capiti a loro, allora meglio fuggire.
    Ma quelli che rimangono sono i migliori

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  7. 4P: intendi comportarsi con sensibilità? In effetti penso che sarebbe auspicabile sempre e comunque…

    ziacris: è prioprio vero, c'è la paura che si possa vivere quella cosa sulla propria pelle e non si saprebbe come affrontarla. Però è vero quelli che rimangono sono i migliori. Hai proprio ragione.

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  8. ciao vorrei un consiglio
    il mo ragazzo e' andato via di casa xche'ha scoperto di esere malato e mi ha chiesto di non cercarlo piu..il mio cuore mi dice di prendere l'aereo e andare da lui ma non so che fare..aiuto che faccio?io voglio stargli vicino

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  9. Anonimo: ciao, che dirti, bisogna seguire il proprio cuore penso e io purtroppo non posso darti una ricetta magica.

    Io penso che lui abbia fatto così per cercare di non coinvolgere te nella sua sofferenza, ma se tu lo ami davvero, cerca di stargli vicino, fagli capire che anche se è malato lo ami ugualmente e ti senti forte per stargli accanto…

    Deve capire che così ti fa soffrire di più…

    Io farei come ti ho detto, poi chiaramente sei tu che conosci il ragazzo in questione e quindi puoi avere un'idea di come potrebbe reagire…
    In bocca al lupo…

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  10. Ciao un anno e mezzo fa al mio ragazzo è stato diagnostica un tumre, ha fatto chemio, radio e per adesso sembra che proceda bene.
    Tutte le tac pet successive all'asportazione sono risultate negative.
    Immediatamente dopo la fine delle cure lui non faceva altro che elogiarmi per come gli ero stata accanto.
    Abbiamo affrontato la malattia con una determinazione impressionante, parlo al plurale perchè anche sepassivamente io sono sempre stata al suo fianco.
    A distanza di un anno e mezzo però ho il dubbio che forse sarebbe stato meglio sfogarsi, piangere dire di aver paura…già proprio così…lui da quando sta bene ha cambiato modo di pensare e vivere….probabilmente è dovuto al fatto di aver dovuto fare i conti con la malattia e credo che cambi completamente la visione della vita, ma io adesso non so come comportarmi…Lui vive alla giornata e non fa progetti, io invece vorrei la normalità…l'ho voluta a tutti i costi durante la malattia e la voglio ancora di più adesso che è ora di ricominciare a fare progetti.
    Come mi devo comportare…solo chi ci è passato può sapere cosa ti passa per la testa.
    Grazie
    Ilaria (GE)

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  11. Ciao Ilaria, innanzitutto ti voglio dire che capisco benissimo quanto affrontare insieme la malattia possa unire una coppia perché è successo anche a me.
    Sai cosa penso, ripensado alla mia esperienza? Quando il periodo peggiore si allontana, (parlo di intervento, chemio e radio), e pian piano si ritorna alla vita che si vorrebbe normale, spesso una persona non ce la fa a tornare come prima. Vivi sempre in bilico su in filo (per usare la metafora della mia amica Giorgia, Come una funambola…) Non importa che il peggio sia passato, è come se avessi un pavimento sul quale ti muovi che è fatto esclusivamente di paura: paura di avere una recidiva, di dovere affrontare di nuovo le terapie, e soprattutto paura di morire. Come fai a lasciarti andare a progetti a lungo termine se non sai che cosa ti riserva il futuro più prossimo?

    Guarda questo post che ho scritto l'anno scorso:

    http://camdentown.splinder.com/post/23808916/il-post-del-31-dicembre

    Nell'elencare gli anni che ho vissuto per me c'è sempre una sorta di sorpresa, perché nessuno me ne aveva dato la certezza e perché quando penso che quegli anni li ho vissuti davvero mi sembra quasi impossibile.
    Dunque è normale avere pensieri di questo tipo. Forse deve passare ancora del tempo (più passano gli anni e più si fa un passo avanti nel superare la paura). Ma forse sarebbe meglio anche un aiuto psicoterapeutico. Comunque io nei primi anni dopo il cancro pensavo con assurdità a chi voleva propormi fondi pensione e cose simili (un po' anche adesso a dir la verità..) Ti senti come una persona cui è caduta davanti una ghigliottina e per un millimetro non ti ha centrato in pieno.
    Solo con il tempo si acquisisce maggiore sicurezza, quando le cose vanno bene.

    Un abbraccio, sei una ragazza con un grande cuore e coraggiosa!

    Rosie

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  12. Ciao Rosie…

    mi sento una stupida a chiedere aiuto a voi che avete dovuto affrontare in prima persona tutte le sofferenze,ma dopo un anno dalla fine delle cure sento io il bisogno di essere coccolata dal mio ragazzo….a volte ho la sensazione che per lui contino solo le cose futili, i divertimenti, gli amici e invece io occupo solo un ruolo marginale.
    Spero di trovare il modo di continuare a capire i suoi stati d'animo perchè lo amo follemente e vorrei avere una famiglia con lui, ma sento che devo voler bene anche a me stessa…anche a me piace divertirmi, ma credo che ci sia un tempo per ridere e uno per ragionare, anche a me sta bene non fare progetti a lunghissimo termine ma allo stesso tempo credo che ognuno nella vita debba fissarsi degli obiettivi, anche a me piace stare con gli amici, ma non in una comune…ogni tanto vorrei del tempo per noi…
    Io lo amo ma credo che per continuare a farlo in maniera adeguata devo voler bene anche a me stessa.
    Spero di capirlo e insieme trovare il modo di ripartire piano piano ma sui binari giusti.

    Grazie
    Ila

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  13. Cara Ilaria, sai non è proprio facile darti un consiglio, anche perché la mia esperienza è diversa (forse dipende anche dall'età, immagino che voi siate più giovani…), mi sono ammalata a 35 anni…e la storia con il mio compagno è sempre stata forte ed è stata la mia colonna portante nel percorso verso la ripresa.

    E provare a parlare direttamente con lui del fatto che la vostra coppia non va più come vorresti tu? Penso che lui lo debba sapere, è troppo importante per te.
    In bocca al lupo.
    Rosie

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  14. Fede:
    Una mia amica, che conosco da 15 anni, si è ammalata di cancro. Purtroppo non vive in Italia e sono riuscita a vederla soltanto quando è venuta a farsi visitare in un importante centro ematologioco. Dopo è tornata nel suo paese ed ha iniziato la chemioterapia. All’inizio ci sentivamo sempre telematicamente, un bel giorno ha chiesto di interrompere la comunicazione, perchè non aveva più voglia di parlare con nessuno. Molto controvoglia ho rispettato la sua richiesta, cercando di contattarla in modo molto poco invadente. Lei non ha mai risposto. Quindi ho preferito farmi da parte. Questo è il preambolo. Non sapevo che contemporaneamente un’altra amica in italia, la sentiva con costanza. Che sentiva anche sua mamma quotidianamente. Non sono mai stata avvertita, se non in modo molto superficiale, del tipo “ah sì l’ho trovata online su skype un paio di volte”. Mi è arrivata una mail della mamma di questa mia amica, dove mi ricopre di insulti irripetibili, che mi sono disinteressata alla figlia, che sono una persona orribile che merita il peggio. Sono rimasta senza fiato, non me l’aspettavo, anche perchè mi ha vista crescere. Sono subito corsa dall’altra amica in italia, chiedendo spiegazioni e soprattutto notizie. Mi è stato detto che sia la mamma che la mia amica ammalata sono rimaste sole. Non hanno nessun amico o parente che gli stia accanto…e pensare che sono scappate dall’italia motivandolo con “lì abbiamo la nostra vita e i nostri affetti”. Contemporaneamente continuo a cercare contatti, ma non ottengo mai risposta. Ho sbagliato qualcosa? Il mio eccesso di pudore e riserbo nei confronti della mia amica è stato ingenuo? Non so che pensare. Grazie

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    • Ciao cara Fede, io posso solo darti un mio umile parere e lo farò volentieri.
      Il cancro è una malattia che devasta la vita sia dal punto di vista fisico che psichico. Alcune persone reagiscono con estrema rabbia, viene fuori una specie di “cattiveria” nei confronti di chi malato non è. A volte sono anche le terapie che accentuano gli sbalzi di carattere.
      si vede che questa tua amica aveva piacere a mantenere i contatti solo con poche persone e ha ritenuto che tu non dovessi rientrare tra queste, magari – vado a intuito – c’era qualcosa nella tua vita che le dava fastidio, qualcosa che forse ti poteva invidiare adesso che non sta più bene.
      Il fatto che madre e figlia siano rimaste sole mi fa pensare che abbiano adottato un tipo di atteggiamento della serie: “andatevene tutti, solo noi possiamo capire quello che stiamo passando…”.
      Purtroppo questo succede di frequente, e a volte capita perfino a livello familiare.
      Ma tu non angustiarti, se tu continui a cercarla e lei non ti risponde, lascia stare.
      Potrebbe anche essere che sia una sua scelta stare da sola il più possibile.
      Io capisco il tuo senso di dolore e di impotenza a una reazione così, ma non sentirti troppo in colpa. Le reazioni a una malattia così pesante possono essere le più disparate. Di sicuro tu come persona non c’entri nulla.
      Un abbraccio

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  15. ciao a tutti io posso dire che stando accanto a mia madre che si e ammalata da poco esempre da poco a iniziata la chemio e radio insieme da circa 3 settimane devo dire si non e facile sono avanti indietro dal ospedale e spero che reagisca bene avendolo allutero di terzo stadio non e operabile ma prego dio che lo diventera giorno x giorno li cerco di darli forza ogi qualvolta che sta male menomale che ho un bimbo di 10 mesi che mi da sorriso e a lei un po di felicita

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  16. scusate ho cosi tanto da dire e non so da dove iniziare comunque io sto imparando molto da mia madre che vedo che nonostante tutto con la preghiera stretta nelle grinfie riesce ad andare avanti e devo dire che con lei mi sono sempre comportata normale nonostante la malattia e lei e un po nervosa ai i suoi alti e bassi si un po di dolore nel cuore celo sono sua figlia non posso stare indiferente vedo quanto soffre e quando sta bene e prega sempre che dice che sta bene io la lascio ma a volte mi sembra che esagera non so forse anche gli effetti della terapia la fanno reagire cosi aparte che a sempre avuto tanta fede ma gli dico tante volte stacca stai con tuo nipote insomma spero che dio ci aiuti

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    • Ciao Alexandra, ti ho letta anche su Oltreilcancro, mi auguro veramente che le cose possano andare meglio.
      Tu sei forte, e meno male che tuo figlio ti consola un po’ dal dolore di questa situazione.
      Le terapie per il cancro sono dure e pesanti, ogni tanto è normale che la persona che le fa diventi un po’ scontrosa, ma se non è il suo solito carattere, può anche essere una reazione al malessere.
      Forza sempre!

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      • cavoli hai propio ragione li sto vicina e la vedo giorno e notte che soffre visto che adesso lo portata acasa mia xerche a milano dove vive si ce mio fratello ma non riesce a starli vicino come me sai il lavoro e impegni ecc.. visto che sono acasa x via di mio figlio riesco meglio ad aiutarla e sono piu tranquilla poi ho un lavoro flessibile nei orari quindi mi capisci la ringrazio di cuore che mi risponde e si come sono fata che parlo con tutti mi fa stare bene sai parlare aiuta penso che lo sa anche sono anche tanto preoccupata tante volte x lei e quando la vedo che sta bene si e quella di sempre ma e strana e mi dice delle cose a volte come se fossero le ultime sapessi quante volte vorrei piangere ma non lo faccio anzi rido sempre con lei e parlo di tutto senza veli e sono contenta quando sta bene e ride e gioca con mio figlio be scusa a volte divento mellanconica ma devo dire che quando sta male che piange e si scarica dicendomi come sta sono li fiera di me a incoraggiarla sempre senza butarmi giu con la faccia tosta a tirarla su cercando di capirla in tutti modi si be non potro sentire quello che sente ma il mio amore x lei mi aiuta ad essere forte

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