Pubblicato in: scrittura, xavier

C’è un’altra storia

C'è un'altra storia, oltre alle cinque già scritte (di cui per ora ho fatto uscire solo le prime tre), che porto nel cuore da tanti anni e che non mi sono mai decisa a finire.

Si tratta di Xavier, un romanzo ispirato dall'omonimo brano dei Dead Can Dance (tra l'altro guardate che bel video realizzato da un utente di youtube…)

Sarà perché la canzone inizia con "Fair Rosanna…" e già la cosa mi piace , ma mi sono sempre sentita molto attratta da questo brano, tanto da inventarci su una storia.

Ne avevo già parlato nel 2005 in questo post dove avevo trascritto l'inizio del romanzo:
  

Xavier parte I  

 

Adesso voglio trascriverne un'altra piccola parte, ripromettendo a me stessa che questo romanzo dovrò davvero finirlo, non posso lasciarlo tra le cose sospese all'infinito, anche perché io stessa sono curiosa di sapere come andrà a finire…:

<<Guardò in direzione dell’uscita, pensando che quanto prima si sarebbe fatta forza e si sarebbe allontanata da lì.

Il suo sguardo sfiorò per un attimo il tavolo che era posto nell’angolo vicino all’uscita. Si accorse che la persona che vi era seduta la stava fissando.
Si trattava di un uomo sui trentacinque anni, col volto esile, i capelli castani lunghi fino alla base del collo ed il pizzetto. Gli occhi erano chiari e fissi sulla figura di Melanie. Era vestito con un’ampia giacca nera e gilet su una candida camicia di foggia antica.
 
Fu un attimo. Un’idea folgorante attraversò la mente di Melanie: Xavier.
Quell’uomo era Xavier.
Una strana emozione si impossessò di lei sotto forma di un’ondata di calore che l'avvolse, mentre il suo cuore batteva più velocemente.
Sì, non c’era dubbio: era lui Xavier. La guardava come se la conoscesse…
Che fare? Parlargli? Ringraziarlo per l’abito, la rosa ed il bracciale? E perché non farsi spiegare le ragioni di quei misteriosi regali?
Nella frazione di secondo che Melanie impiegò per porsi tutte queste domande, Xavier si allontanò. Melanie scorse il tavolo vuoto e provò il fortissimo impulso di corrergli dietro, poi tradusse questo impulso in realtà: si alzò ed uscì di corsa dal locale.
In strada si girò da una parte e dall’altra per individuare Xavier, ma sembrava che non ci fosse traccia di lui.
Poi le sembrò di scorgere  un guizzo dei capelli di Xavier in direzione del  sottopassaggio pedonale.
Corse.
Dentro di lei sentiva che doveva raggiungerlo, parlargli.
Scese le scale sempre più in fretta e non si rese conto del momento in cui il suo piede fallì nel toccare il terreno ed il suo corpo si sbilanciò, se non nel momento in cui avvertì il forte impatto del suo corpo con il suolo.>>
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3 pensieri riguardo “C’è un’altra storia

  1. uhhhh e che succede???

    curiosa io 😀

    Ah, proprio in questi giorni ho sentito vociferare di reunion dei Dead can dance…. Chissà se passeranno di qui!
    Io intanto accenderò un milione di ceri e dirò millemila preghierine sperando che i Pulp passino pure dall'italia nonostante la dichiarazione di partecipare solo a dei festival.. Tra l'altro sono in reunion anche gli Suede… AIUTO!

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  2. Ladysmith: mamma mia, di nuovo i Dead Can Dance, morire di emozione come nel 2005 al Teatro Dal Verme a Milano…e i Pulp?? E Suede?? Oddio, mi prenoto per tutti questi i concerti!!!!!

    4P: Grazie, dai devo farcela a finirlo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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