Pubblicato in: cancro allo stomaco, conseguenze gastrectomia totale, la vita dopo, sfoghi, vivere senza stomaco

PIECES OF THE LIFE I HAD BEFORE


 

Mi è sempre piaciuta moltissimo questa canzone dei Muse, mi ha sempre fatta sognare. Adesso è diventato un po' più difficile per me ascoltarla, perché, oltre ad essere una di quelle canzoni che definirei lancinanti visto che arriva proprio al cuore, c'è quella frase che mi entra dritta nel cervello PIECES OF THE LIFE I HAD BEFORE.
Perché, come ho scritto molte volte, sono quelli che mi mancano di più, i pezzi della mia vita precedente. Così ogni tanto mentre lavoro, quando mi alzo la mattina ( e stamattina sono stata brava, ho messo subito a bollire l'acqua per il tè!), mi vengono in mente brevi flash della vita che avevo prima, soprattutto a livello di energie. Mi ricordo di quando facevo i km a piedi ogni giorno e mi spostavo a Roma per lavoro, e tornavo la sera, senza essere stanca morta il giorno dopo. Oppure di quando lavoravo full time, nella società di informatica e mi sentivo contenta ogni sera di aver realizzato qualcosa che mi soddisfaceva parecchio.

Penso che nel percorso che riguarda l'elaborazione della malattia, abbia grande parte anche l'accettazione dei nuovi limiti e delle nuove condizioni di vita, che comunque sempre vita è.
Da quando mi sono ammalata non ho mai parlato con una psicologa e non mi è mai stato proposto da nessuno. E nemmeno l'ho cercata io. Tutto sommato sono contenta della vita che faccio adesso, e poi mi basta sapere di essere viva.

Devo solo imparare a tenere chiusa la finestra che dà sui PIECES OF THE LIFE I HAD BEFORE. Perché adesso non serve a nulla rimpiangerli. E' molto più importante essere felici delle piccole cose.
E io ci provo davvero ogni giorno…
 

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8 pensieri riguardo “PIECES OF THE LIFE I HAD BEFORE

  1. Cavolo!!! Molto struggente la musica … ed ora ho letto la traduzione del testo …
    Che dirti … oggi non riesco a  "commentare" … ma ti mando ugualmente un bacio grande grande!

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  2. Solitamente: grazie, non preoccuparti, i tuoi passaggi sono sempre molto graditi!

    Innoallavita: non porti questi problemi perché non sei tu strana, sono io che ho sempre seguito un tipo di musica piuttosto underground…Se così non fosse il mio blog si chiamerebbe Stories from the Mainstream!!! 

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  3. Ciao, ho appena visto la tua storia a Invincibili. Ho deciso di scrivere sotto questo post perché Unintended e’ anche una delle mie canzoni preferite, tanto da tatuarmi le prime frasi sul braccio.
    Le vostre storie mi hanno fatto riflettere. 8 anni fa la migliore amica di mia mamma si e’ ammalata di melanoma…dopo anni di cure, se n’è andata due anni fa, e la sua mancanza si sente ancora. Non avevo mai visto piangere mia madre prima di allora.
    Il vostro modo di affrontare la malattia e’ ammirevole.
    Ti auguro tutto il bene.
    Bea

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  4. Bea: purtroppo in queste situazioni ci mette anche molto il destino e quando si riesce in qualche modo a superare la malattia, spesso viene spontaneo cercare di fare qualcosa per aiutare gli altri e il blog è una di queste cose. (Almeno speriamo).
    Sono contenta che Unintended piaccia anche a te, secondo me è da brividi davvero.
    Baci e grazie per il commento e per l'augurio!

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