Pubblicato in: cattiverie, diario

Cattivissima me


Ogni tanto mi capita di pensare che nella vita un pochino di cattiveria ci vuole.

 

Ci sono momenti in cui mi sento soffocare da tante cose che capitano e che non dovrebbero succedere. In genere reagisco con calma, pazienza e quasi sempre tenendomi tutto dentro,

 

Ma comincio a pensare che ogni tanto bisogna lasciare uscire anche gli impulsi cattivi (certo non parlo mica di ammazzare qualcuno!!!!)

 

Ci sono persone colpite dal cancro che vivono la malattia sviluppando un senso di rancore e di cattiveria verso chi gode di buona salute (non è il mio caso, ma ne ho conosciute alcune).

 

Per quel che mi riguarda c’è stata quasi sempre accettazione serena o quasi di quello che mi stava capitando, anche se accompagnata dal dolore profondo mai superato di avere perso per sempre la vita autonoma in tutto che avevo prima. Certo, vado avanti nella vita, che a volte è molto faticosa, a volte carica di rimpianto per le tante cose che facevo prima, ma tutto sommato sono sempre piuttosto tranquilla.

 

In certi momenti però vorrei davvero essere capace di essere dura, o sgarbata, o polemica, così giusto per sapere che sono capace di farlo. Perché a dire sempre di sì, ed essere buoni spesso ci si rimette e basta.

 

Non c’è una ragione particolare che mi ha fatto venir voglia di scrivere queste parole, è un po’ una sensazione generale che ho da un po’ di tempo. Ho anche paura che tenere tante tensioni e problemi annosi dentro faccia solo male. Ci sono tante cose che dovrei cercare di cambiare (per fortuna nessuna di queste riguarda la mia vita di coppia!!) anche con un pizzico di cattiveria.

 

Insomma per oggi voglio sentirmi una cattivissima me e lasciare spazio ai quei sentimenti non tanto buoni che di solito si nascondono come mucchietti di cenere sotto i tappeti…

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10 pensieri riguardo “Cattivissima me

  1. cara Rosie, siamo davvero molto simili per carattere! Quante volte ho pensato anch'io di dover tirare fuori quello che rimane sepolto.. non so se si tratta di cattiveria o di risvegliare la "donna selvaggia" che Pinkola Estes descrive in donne che corrono con i lupi. fatto sta che se riusciamo un po' a cambiare sarà solo un bene per entrambe !

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  2. Non ci crederai (anche sì), ma mi sono esattamente rispecchiata nelle Tue parole e giusto questa stamattina ho mandato una mail in tal senso ad un'amica.
    Di carattere sono sempre stata mite (troppo), accondiscendente (troppissimo), una cui va sempre bene tutto (non sempre per "amore" spesso per "forza"), i compromessi sono il mio pane quotidiano ….Ora sto iniziando un po a cambiare e non riesco a focalizzare un momento particolare o un evento che hanno determinato questa svolta. Per quanto mi riguarda, non sono proprio capace di "cattiverie"…. sicuramente non "subisco" più tacitamente, cerco almeno di dire la mia, di manifestare il mio disappunto, di alzare anche la voce: credo ci sia ancora troppa "diplomazia" in me, ma, conoscendomi, è pur sempre un inizio (bè, non è mai troppo tardi, in fondo ho SOLO 45 anni).
    Un caro saluto.
    Rita

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  3. Credo che la cattiveria a volte sia terapeutica sai?
    Ti capisco molto bene, nel mio caso mi riferisco al mondo del lavoro. Sono l'ultima arrivata, sono ancora precaria, mi rendo sempre disponibile, non dico mai di no, faccio tutto senza batter ciglio anche quando sento di non potercela fare. Sopportare Perpetua, la mia compagna di ufficio, è molto dura. Perchè lei invece è cattiva e perchè mi scambia per la sua schiavetta anzichè per una collega al suo pari. Le altre (quelle con cui a volte mi sfogo) dicono che solo una ragazza col mio carattere riesce a sopportare. A volte è il mio stesso capo a dirmi di dire NO, di non rendermi sempre disponibile, perchè lui sa chi sono e come sono ma sa anche che c'è gente che se ne approfitta sempre della disponibilità. Dice "sei così buona che passi per buona-cogliona…"
    E così a volte mi sento come te, con un nodo di pensieri in gola che vorrei spiattellare pari pari a quelle persone come Perpetua che non solo se ne approfittano, ma cercano pure di mettertelo pure in quel posto anche se tu a loro non hai fatto nulla. Poi conto fino a 10 e mi dico "ma io… dove ho le vere soddisfazioni? A casa no? Nella famiglia…" e quindi mi tranquillizzo e torno ad assere la buona-cogliona.

    Chissà se prima o poi tirerò fuori la Mrs. Hide che tengo nascosta nel profondo 🙂

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  4. Questo è proprio un bel post terapeutico.
    Io non lo so come sono, ma una cosa desiderei, saper rispondere a tono quando mi sento ferita. Invece rimango male e mi chiudo.
    Devo lavorarci ancora e devo evitare invece di sbraitare quando si tratta di difendere qualcuno, io credo molto nell'amicizia, ma più il tempo passa e più mi accorgo di averci creduto forse troppo.
    Il tuo post oggi mi ha suscitato questa riflessione, domani chissà????
    4 p

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  5. Salve, cerco di entrare in punta di piedi facendo un commento per la prima volta in questo blog molto interessante. Non so se è corretto parlare di cattiveria, quello di cui parli mi sembra più l'esigenza di rispondere a tono a persone che si comportano male. Infatti dirigere un impulso cattivo verso una persona mite non dà certo soddisfazione mentre ci può essere del sano godimento nel trattarne male una str…a. Certo molto più facile a dirsi che a farsi e molto dipende dal carattere, dagli ambiti, dalle diverse situazioni e c'è anche il rischio di scendere al livello di meschinità dell'interlocutore, credo però sia importante reagire perlomeno per una questione di autostima. Non dico che bisogna girare con le armi spianate (chi lo fa non vive più) ma bisognerebbe cercare di sviluppare quell'istinto che, appena si sente arrivare una potenziale sopraffazione, ci fa mettere in guardia pronti a reagire se necessario. Credo sia anche questione di pratica, quindi bisogna esercitarsi!
    Luke

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  6. Rita: sai ci credo a quello che mi dici, molto spesso capitano curiose coincidenze…
    Io ho 42 anni e sto iniziando a capire ora (!) che continuando ad essere sempre troppo "buona" non vado da nessuna parte, mi servirebbe quasi un trapianto di carattere!!! 

    LadySmith: spero di sì, che la Mrs Hyde uscirà fuori prima o poi, perché davvero ad essere sempre troppo disponibili si finisce solo con l'essere sfruttati…e non va bene perché ognuno di noi si merita lo stesso rispetto degli altri!

    4P: anche io sono come te, spesso rimango ferita senza riuscire a rispondere, invece bisogna lavorare sul proprio carattere, non è mai troppo tardi…

    Luke: ciao, benvenuto e grazie per l'ottima riflessione che hai scritto. Sì, in effetti più che essere cattivi, bisogna imparare a reagire senza essere sopraffatti dalla prepotenza altrui. E' una sorta di ginnastica dell'anima per chi non è nato così, bisogna allenarsi. Però qualcosa deve cambiare…me lo dico sempre!

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  7. Rosie cara,
    le tue parole sono le mie…come sai in questo periodo ho ben d'onde di avere un vago prurito alle mani (non che un vero e proprio rodimento altrove!) e anche io avrei tanta voglia di dimostrare a me stessa e all'universo che volendo….potrei!!!

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  8.  Ma no cara, perchè metterci un pò di cattiveria, perchè sforzarsi ad essere diversa da come si è?
    Io, per carattere sono pacifica, tranquilla perchè devo cambiare? Se qulacuno mi ferisce, rispondo a tono e poi lo evito…ma la cattiveria per quanto piccola non mi passa neanche per l'anticamera del cervello.
    Perchè abbassarti al livello di chi ti fa del male? No, no cara.
    Un consiglio (se posso): rimani così come sei, che sei bella dentro e fuori e poi non c'è un detto che dice: "non ti curar di loro ma guarda e passa…?
    Baciooooo

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  9. Romina: non preoccuparti,tu spacchi davvero, sei un tale vulcano di idee e di energia!

    Farfallaleggera: no, ma io non penso di cambiare il mio carattere, però ogni tanto un atteggiamento un po' più duro può servire, soprattutto a me stessa per non soffrire in alcune situazioni…ma cattiva cattiva sul serio non 'potrei mai essere! 

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