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Dobbiamo parlare di Kevin di Lionel Shriver

Lo dico subito, questo è uno di quei libri che, una volta terminati, si posano sul comodino e intanto la mente continua a girarci intorno, a ripensare alle vicende narrate.

Una vicenda agghiacciante che entra nell’anima come il morso di un serpente velenoso…

E’ un romanzo epistolare. Nelle lettere di Eva Khatchadourian, una donna di origini armene, scritte a breve distanza l’una dall’altra al marito, scopriamo la sua esperienza drammatica di madre di un ragazzino che a quasi sedici anni compie una strage nella scuola che frequenta uccidendo con l’arco nove persone.
Nel racconto di Eva scopriamo sì che lei vuole un figlio, quasi per dovere, ma che sin da primi momenti in cui si scopre incinta avverte dentro di sé una freddezza inspiegabile.

Durante il parto rimane stranamente indifferente e già da subito, quando il neonato si rifiuta di succhiare il latte, Eva avverte che il loro non sarà un rapporto facile.

Con il passare degli anni Eva realizza sempre più che il figlio è cattivo, malvagio nel cuore, mentre il padre si ostina a giustificarlo e difenderlo in tutto.

La consapevolezza che questo dolore non l’abbandonerà la porta a compiere delle scelte per la sua vita, ed in mezzo ad ogni suo buon proposito c’è sempre Kevin, il ragazzino che sta crescendo, apatico e con un ghigno sardonico in faccia.

Fino alla strage e al colpo di scena finale che conclude la vicenda in maniera ancor più drammatica del previsto.

Questo romanzo pone un interrogativo che forse è un po’ un tabù. Che succede quando nasce un figlio che non è come lo si era immaginato? Bisogna amarlo lo stesso nonostante le difficoltà e i rifiuti da parte di lui?
Come comportarsi con un marito che, qualsiasi cosa avvenga, è sempre dalla parte del figlio?

Ecco il trailer del film che vede protagonista Tilda Swinton e che spero esca presto anche in Italia:


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7 pensieri riguardo “Dobbiamo parlare di Kevin di Lionel Shriver

  1. Ciao carissima.
    A proposito della Tua domanda – e purtroppo non si tratta di un libro, ma di vita vissuta – Ti posso, in breve, raccontare la storia di una mia carissima amica e di sua figlia, diciamo un po "difficile", diciamo (per usare le parole di una recente canzone di Vasco Rossi) che frequentava "pericolose abitudini"…ebbene, con tutto il bene che le poteva volere, una forma di "rifiuto" è subentrata comunque, perchè in qualche modo deludeva le sue aspettative, perchè le dava tante tribolazioni, rendendo la vita difficile, che già lo è di suo….(anche qui parliamo di un padre inesistente, che per colmare appunto il fatto di essere tale, la assecondava, più che tentare di "fermarla"),
    Ora io Ti sto portando un esempio molto particolare e un po "estremo" e difficile da spiegare in poche righe…..quello che cerco di dire, è che quasi certamente si crea, all'interno del genitore (la mamma, in questo caso), un conflitto che devasta, tra l'amore per un figlio che non vorresti fosse così…..

    Ora Lei non c'è più. Ci ha lasciati, a 33 anni, l'anno scorso…Ti lascio immaginare quanto può essere devastata ora…e quanto io sia impotente difronta a una tragedia di questa portata…
    Ti abbraccio e Ti ringrazio per la Tua pazienza nel leggermi.
    Rita

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  2. Urca che argomento difficile, mi sono partiti tre-quattro starnuti insieme, dici che è un rifiuto per il momento????
    Scherzi a parte, è vero sono influenzatona con occhi da pesce lesso, ma l'argomento di questo libro, nonchè film è tremendo.
    Mi ha colpito la sensazione della mamma in gestazione, quel pericolo che percepiva e annunciava tutto quanto.
    Hai notato di là, non mi vanno le maiuscole,  bo'
    Baciottone da lontano se no ti trasmetto i miei batteri.
    4 p

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  3. Mi intriga parecchio…. Mi sa che correrò a comprarlo!!!
    Per quanto riguarda la tua domanda… E' un tasto dolente.
    La verità è che i genitori contano sempre troppo sui figli, si fanno trip allucinanti e immaginano per loro il miglior futuro, la migliore scuola, i titoli di studio più ambiti e un buon lavoro.
    Poi magari che succede? Che tuo figlio vorrà altro dalla sua vita. Avrà altri sogni, altre aspettative, altre passioni che non sono LE TUE, perchè è questo il problema. Il genitore vorrebbe per un figlio tutto ciò che lui non ha avuto di solito.
    Forse suona male, ma il giorno in cui sarò genitore, cercherò di pensarci il meno possibile, di vivere il rapporto madre/figlio alla giornata senza pretese, senza troppi sogni da parte mia.
    Una persona deve essere libera di poter prendere la propria strada e sbagliare, se necessario, per raddrizzarsi. Te lo dice una che è sempre stata vista come la pecora nera della famiglia nonostante non avessi mai fatto nulla di male per meritarmi questo appellativo. Lavoro da sempre, ora vivo per conto mio e ho un compagno eccezionale eppure……. Per i miei è sempre stato poco.
    Mia sorella ha 22 anni, è fuori corso di 2 anni all'univerisità, non da esami da un anno buono, non lavora, si fa mantenere e passa la vita tra feste, serate e aperitivi.
    Però lei è la figlia perfetta, perchè sta facendo l'università e io non l'ho voluta fare.

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    1. essere genitori non è facile e anche io che ho due figlie medio piccole mi faccio sempre mille domande ma per il mio modo di vedere le cose la pecora nera dovrebbe essere lei… nn conta solo studiare ma essere indipendente e autonomo nella vita vale molto di più…. !!! l’importante è che tu lo sappia

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  4. Rita: grazie per avermi raccontato questa storia. Purtroppo a volte le cose non vanno come si vorrebbe e in storie come questa rimane una tragedia e il dolore della madre. E' difficile da accettare, le persone si fanno tante aspettative sui propri figli.Penso che una delusione così grande possa perfino uccidere.
    Un abbraccio

    ziacris: infatti adesso sto leggendo un romanzo francese sull'amore in stile Amèlie, peccato che è breve, l'ho già quasi finito!

    4p: dai guarisci presto! Certo anche io non ci vado leggera con gli argomenti, me ne rendo conto…

    LadySmith: è proprio come scrivi tu: i genitori vorrebbero i figli su misura dei propri sogni, ma spesso i figli sono l'opposto…è inevitabile. Anche senza essere come Kevin che è un esempio estremo. Io però sono sicura che tu sarai una madre saggia! Un bacio!

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