Pubblicato in: libri sul cancro

Mani sul mio corpo di Luciana Coèn

Ieri mi sono trovata per caso davanti a questo libro: Mani sul mio corpo di Luciana Coèn. Subito mi è venuto in mente il post di Widepeak, pubblicato anche su Oltreilcancro.  Così naturalmente me lo sono presa da leggere.

E’ un libro che racconta l’esperienza dell’autrice, Luciana Coèn, con il tumore al seno, diagnosticato a 50 anni, dopo un iniziale percorso di diagnosi fuorviante. Infatti prima le viene trovato un nodulo di 7 mm durante una mammografia eseguita per prevenzione. Le fanno gli accertamenti del caso, e ne esce con un esito di nodulo benigno. Le chiedono comunque di rifare la mammografia dopo sei mesi. Lei esegue regolarmente l’esame, e tutto va bene, non si parla nemmeno più del nodulo. Dopo un anno rifà la mammografia, e questa volta il nodulo c’è ancora, è più grande, 12 mm. e viene subito riconosciuto, dopo le biopsie, come maligno.

Questo percorso è un po’ inquietante, mi viene da chiedermi: se si possono verificare casi del genere, forse non sempre si può parlare di efficacia totale della prevenzione. L’autrice, che tra l’altro di professione fa la caposala, scriverà anche al Direttore Sanitario del Centro dove è stata seguita per fare presente questa situazione, affinché facciano in modo che non capiti ad altre donne in futuro.

Il libro, che racconta il suo percorso dalla diagnosi alla fine della chemioterapia è scritto con una grandissima lucidità e capacità di analizzare i sentimenti e le sensazioni che prova una persona quando ha a che fare con il cancro.

Anche lei come la carissima Widepeak rifiuta la metafora della battaglia, che è la prima parola che si usa di solito quando si parla di come si affronta il cancro.

La Coèn sostituisce l’idea della battaglia con una convivenza con il cancro, con un percorso di vita che adesso include anche la malattia. Ma il cancro è anche uno spunto per riappropriarsi finalmente della propria vita. In alcuni momenti c’è bisogno di mettere se stessi al primo posto e il cancro è una di queste situazioni. La Coèn analizza con acume e profondità anche la mancanza di rispetto che spesso gli ammalati e ancor più i pazienti oncologici si vivono sulla propria pelle, nel momento in cui si trovano ad affrontare i giri per gli ospedali, la mancanza di privacy quando si fa la chemio, i nomi spesso pronunciati ad alta voce, ed anche il fatto che spesso per i medici i malati si riducono a “pezzi umani” da curare, non a persone intere. E da quante persone il corpo viene tastato, toccato, manipolato, spesso anche senza grande delicatezza? La Coèn fa perfino un elenco di tutti medici, infermieri, paramedici, che usano le loro mani su di lei, a seconda degli esami o interventi.

Non voglio scrivere altro perché non spetta a me raccontare tutto il libro, né mi sembra giusto farlo. Perché questo è un libro da leggere e da sottolineare come si faceva a scuola con i libri di studio. Tante sono le riflessioni comuni a tutti noi che abbiamo attraversato o stiamo attraversando quella tempesta che sconvolge la vita e che si chiama cancro.

E di una cosa tutti siamo certi, che dopo questa esperienza la vita non può proprio più essere quella di prima…

Purtroppo questo libro è già fuori catalogo (!) e io sono riuscita a trovarlo in una bancarella, ma è ancora possibile acquistarlo dall’editore:

http://www.edizionilpuntodincontro.it/libro-mani-corpo-p-677.html?osCsid=7ccdf02a403e9de2f827fdd49cb92c76

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3 pensieri riguardo “Mani sul mio corpo di Luciana Coèn

  1. 6 comments

    Commento by Rita on novembre 27, 2011 at 7:55 pm Modifica
    Ciao carissima. Il titolo del Tuo post mi ha subito fatto venire in mente di aver già letto sul blog di Widepeak…effettivamente una diagnosi tardiva o errata può creare guai seri, soprattutto in patologie dove la tempestività è determinante. Ti dico solo questo: a Papà, sei mesi fa, le metastasi al fegato, intestini e peritoneo sono state scambiate per ….diverticoli! L’epilogo non sarebbe cambiato, però….
    Sono molto felice che il Tuo weekend sia stato sereno……a parte quella nuvoletta che mi pare è sempre lì che gironzola…….e a parte che “nuvoletta” mi fa sempre venire in mente la dolcissima Wolkerina…….ma Wolkerina è NELLA nostra testa, con affetto, non SULLA nostra testa che minaccia “pioggia”….dopo questa breve digressione, Ti auguro un’altrettanto piacevole serata e una buona notte. Rita
    Commento by widepeak on novembre 28, 2011 at 12:22 pm Modifica
    sono contenta di questa tua recensione perché è molto più chiara della mia, ma la condivido in tutte e per tutto. devo dire che di tanti libri sul cancro, questo ha una sua “pulizia” che ho trovato allora proprio confortante.
    Commento by camdentownrosie on novembre 28, 2011 at 5:25 pm Modifica
    Rita: grazie come sempre per esserci. Mi dispiace per tuo padre, certe volte purtroppo alcune cose vengono scambiate per altre, e nel caso di tumori questo è gravissimo…Ti abbraccio dal cuore.
    Wide: sì è un libro speciale. Ma non mi sembra che la mia recensione abbia chissà cosa in più rispetto alla tua, sarà che adoro così tanto leggerti…
    Commento by LadySmith on novembre 28, 2011 at 8:06 pm Modifica
    Sembra molto interessante dalla tua recensione. Non sono una malata di cancro ma per quel che riguarda il poco riguardo del personale ospedaliero e la poca considerazione della privacy mi trova decisamente d’accordo.. basta solo pensare a quando ho saputo di essere incinta. Se io fossi stata una che non voleva tenere il bambino o non voleva che il compagno ancora sapesse x dire? La dottoressa l’ha spiattellato così ai 4 venti.. Per non parlare delle infermiere ai prelievi che escono in mezzo alla fila urlando “E LEI??? QUAL’E’ LA SUA FASCIA DI REDDITO???” ok.. non mi vergogno a dire di essere in R01 ma magari non mi va che il mondo intero lo sappia…
    Poi mi sento abbastanza colpita ultimamente dall’argomento.. La cugina di mio padre è in fase terminale da qualche mese per una recidiva dopo un tumore al seno che le è stato asportato un sacco di anni fa. Lei ha 70 anni, è sempre stata una donna cagionevole ma ha deciso di non fare nulla stavolta, il cancro le ha preso i muscoli della lingua e lei ha deciso di lasciarsi morire praticamente di fame… Saperla così anche se la vedo molto poco (sta in un’altra città) è davvero doloroso…
    Commento by Claudia, Timenn on novembre 29, 2011 at 1:09 pm Modifica
    Cara Rosie, mi hanno davvero colpito le tue considerazioni sul libro.
    Con un pò di invidia guardo le persone che sono riuscite a dire “convivere” con le terapie e non combattere…
    La chemioterapia, almeno per come l’ho vissuta io, è stata devastante e inizialmente cercavo semplicemente di contrastarla. Poi mi hanno portato a pensarla come una fedele alleata che “combatte il cancro”. Combatte.
    Non sono riuscita a fare ulteriori passi… per cui leggere le tue parole mi ha stimolato moltissimo. E la curiosità di leggere il libro… verrà appagata
    Come al solito grazie…
    Commento by camdentownrosie on novembre 29, 2011 at 3:55 pm Modifica
    LadySmith: è un libro che mi ha colpita molto per come è scritto. Certo è vero che molte volte in questi posti la privacy va a farsi benedire. Mi fanno ridere quando per qualcosa chiamano con il numero e magari poco dopo richiamano per i referti con il nome…
    Mi dispiace per la cugina di tuo padre, da come mi racconti dev’essere davvero pesante ..lasciarsi morire così, che tristezza…
    Claudia: ti volevo scrivere per consigliarti questo libro!!! Leggendolo ho pensato molte volte a te, c’è qualcosa nelle parole che ho letto che mi ha fatto pensare che ti avrebbe fatto bene leggerlo, e tu hai anticipato questa mia idea con il tuo commento! Incredibile!

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    1. solo oggi raggiungo il vostro blog e vi ringrazio delle vostre parole e mi fa piacere che il mio scritto sia di interesse e di aiuto a chi è/è stato attraversato dal cancro. Finora ci siamo…il libro è reperibile anche presso la sottoscritta che ne ha acquistato molte copie per evitare il macero…la sua diffusione funziona solo con il passaparola ma vedo che ha avuto effetto
      un augurio a tutte di buona vita
      luciana coèn

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      1. Ciao Luciana, grazie per questo commento.Questo non è un blog collettivo, ma è il mio blog personale. Ma forse ti riferivi a chi ha lasciato commenti.
        Il tuo è veramente un bel libro, molto utile a chi attraversa l’esperienza del cancro e ti faccio ancora i complimenti per come lo hai scritto.
        In bocca al lupo per tutto.

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