Pubblicato in: cancro, cancro allo stomaco, gruppi, vivere senza stomaco

L’augurio più bello.

Sono tornata a casa un po’ tesa, in questo periodo mi sento un po’ nervosa per tutta una serie di cose che si sono accumulate, non ultimo anche il verbale di invalidità che giace in qualche ufficio dell’Inps, credo ormai con una lapide di granito sopra, visto che non se ne esce, mentre di fatto io continuo ad avere solo una copia. Ed è già passato un mese dal mio ultimo post al riguardo, senza che ci siano state novità.

Ma non è di questo che volevo scrivere.

Volevo invece scrivere dell’augurio bellissimo che ho ricevuto da un’amica del gruppo di Facebook che ho aperto ormai quasi 3 anni fa, per mettere in contatto le persone gastrectomizzate, gastroresecate, e i loro familiari.

Quest’amica (che ringrazio tantissimo) ha scritto così:

“Quella che noi chiamiamo e festeggiamo come la “festa della donna”, nasce da una tragedia accaduta tantissimi anni fa l’otto marzo; anche questo gruppo nasce da un dramma, quello di Rosie ,che ha saputo trasformare un dolore personale in una speranza per tanti altri che si trovavano persi e smarriti nello stesso dolore. Non a caso è stata una donna a fare tutto ciò!!!!! Auguri a Rosie, a tutte noi, che abbiamo una marcia in più, che sappiamo cogliere il lato positivo anche nelle situazioni più difficili, a noi che siamo e saremo sempre il motore della vita! AUGURI ♥”

Credetemi, tutto il nervoso che avevo dentro si è sciolto, e mi sono spuntate le lacrime. (Chi mi conosce sa che non fanno molta fatica ad arrivare.)

Ho pensato a quando dolorante per l’intervento soffrivo per i malesseri della chemio e pensavo: “Non ce la faccio più, non resisto” e mi immaginavo vicina alla morte.

Proprio in questo periodo è nelle sale dei cinema un film che si intitola: Un giorno questo dolore ti sarà utile.

Ecco, io da quando ho conosciuto queste altre persone che soffrono per mia la stessa malattia e mi rendo conto che forse riesco a dare un minimo di speranza o di positività, provo a pensare che forse in qualche modo il fatto di essermi ammalata ha potuto avere un qualcosa di utile, di positivo anche per gli altri. Un senso che non sia solo dolore.

E ricomincio a piangere di commozione…

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15 pensieri riguardo “L’augurio più bello.

  1. Hai fatto commuovere anche me…..certo che non è da tutti ricevere degli auguri così toccanti., ma conoscendoTi, a poco a poco, per ciò che ho letto, per quello che continuo a leggere, per quello che trasmetti…sono assolutamente meritati! Ovviamente te li faccio anche io, sia per la festa della donna (con il giusto significato!) sia per quello che mi hai scritto nella mail, della quale Ti ringrazio. Sto incrociata e Ti abbraccio con crescente affetto

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  2. nei miei pochi momenti di lucidità, di non-farneticazione, credo che non tutto il male venga per nuocere. Questo inciampo della nostra vita, è servito a far uscire le belle persone che dormivanp dentro di noi, mettendo quasi, dico quasi, a tacere l’ignorante che è sempre sveglio in noi, almeno in me

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  3. Rosie spero di avere la tua stessa forza , la vita mi pone davanti ad un ostacolo e ancora una volta come parente di un malato.
    Il papà di Stefano era stato ricoverato un mese fa con dolori alle gambe, per un mese i medici hanno parlato di infezione alle vertebre, ieri invece salta fuori la parola Leucemia.
    Inoltre hanno aggiunto che probabilmente ha già intaccato il midollo…così nel giro di poche ore da pensare a weekend di Pasqua, preparativi per il matrimonio mi trovo ad asciugar le lacrime di Stefano e a cercare di non far uscire le mie….
    Spero che il Signore mi dia la forza di poter esser d’aiuto in una situazione come questa dove non si sa cosa sia giusto o sbagliato fare…
    un bacio
    Ila

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    1. No, ma non è possibile, avevi appena parlato del weekend. E’ una cosa assurda, mi dispiace e sarà dura raccogliere tutte le forze e il coraggio necessari in questo momento!
      Sappi che io ci sono quando hai bisogno di qualche parola di incoraggiamento.
      Un abbraccio

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      1. Rosie, non so davvero dove trovare le forze e soprattutto come essere d’aiuto a Stefano e la sua famiglia (che ormai da otto anni è anche la mia).
        Hai paura di dire, di non dire, di fare o non fare…non so davvero come comportarmi , vorrei solo riuscire a fargli capire che io ci sono e che a me possono chiedere tutto…per Ste stavolta sarà ancora più dura…già nulla è come prima
        Ila

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  4. …..ecco a questo punto passami un kleenex che mi fa tanto “BISOGNO”.
    Io penso che prima, durante, dopo e per sempre, tu sia stata, sei e sarai una bellissima persona con un cuore grande così, dove c’è tanto spazio e chi vuole e sa riconoscere il buon calore che solo la comprensione sa emanare, un posticino nel tuo lo trova di sicuro.

    Ho imparato due parole Holà Chica, paella, tappas.
    Tre giorni bellissimi, ho camminato, osservato, ascoltato, gustato, curiosato e sono rimasta affascinata, Valencia è bellissima.
    In questi giorni c’è una gran festa, che terminerà credo il 19 marzo.
    Sono gli ultimi giorni di marzo che salutano l’inverno trascorso con questa grande “fallas”. E’ una tradizione molto antica e una vecchia leggenda racconta che i falegnami valenciani alla fine di ogni inverno bruciavano dei “candelabri” (non mi viene un’altra definizione migliore) usati tutto l’inverno, nei quali si mettevano delle candele per dare luce. Con l’arrivo della primavera, l’allungarsi delle giornate non servivano più.
    Fanno delle grandissime costruzioni in legno, all’interno della piazza Ayuntamento che rappresentano vari personaggi e figure burlesche, delle vere opere d’arte, raggiungono i 30 metri d’altezza.
    L’ultimo giorno ci sono le varie premiazioni e poi tutti bruciati.
    Il tutto coincide con la ricorrenza di S. Giuseppe patrono dei falegnami.
    Non ho mai visto i fuochi d’artificio alle due del pomeriggio, (tutti i pomeriggi in questo periodo), dei botti pazzeschi, musica, tantissima gente, e tanta tanta allegria.

    Ero incuriosita dal famoso Bioparco di Valencia e ci siamo andate.
    Savana africana, Africa Equatoriale e Madagascar ci hanno accolto in questo grande parco-zoo dove l’habitat delle varie specie di animali è ben custodita.
    Ho visto più di 50 speci di animali.
    Ma i gorilla e gli scimpanzè hanno avuto su di me un effetto speciale.
    La percezione dei loro sguardi hanno suscitato in me un vero e proprio istinto primordiale,
    Un gorilla in particolar modo, sdraiato su un fianco, con la testa appoggiata sul braccio e con due occhi dolcissimi, era vicinissimo e io mi sono un po’ commossa, poco è .., ma quel tanto che basta per tenerlo tra i miei ricordi più belli.

    Besos
    4p

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    1. Ti ringrazio tanto, certo con questo post non volevo così tanti complimenti, grazie ancora!!
      Wow il tuo racconto del viaggio mi ha incantata…roba da andarci e poi scrivere un romanzo, specie sulla leggenda che mi hai raccontato!!!! Ti invidio!

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