Pubblicato in: diario, pensieri

The life that could have been

L’arrivo delle piogge per me ha significato subito mal di gola, febbre e raffreddore. Di sicuro è stato il brusco sbalzo di temperatura…
Così stamattina me ne sto sul letto con un pochino di febbre e il pc portatile, a scrivere questo post su una cosa sulla quale riflettevo ieri. Ovvero quante volte la nostra vita ci porta a un bivio dove si è costretti a fare una scelta. Ma poi è lecito pensare a cosa sarebbe potuto succedere se la scelta fosse stata l’altra
Esattamente come nel film Sliding Doors.

Ad esempio, a me sarebbe piaciuto molto vivere a Parma, ma invece sin da piccola ho vissuto qui, vicino a Roma, dove poi ho conosciuto amici speciali, dove ho visto tanti concerti…ma cosa sarebbe successo invece se fossi stata a Parma? Chi avrei conosciuto?

Lo stesso pensiero mi viene quando incontro dei ragazzi, ormai padri di famiglia, con i quali andavo a scuola e magari ai tempi mi piacevano pure: cosa sarebbe successo se mi fossi fidanzata con uno di loro da giovane? Dopo mi sarei sposata? Forse sarei divorziata? Avrei avuto dei figli? Dove abiterei?

Quando passo davanti al palazzo dove lavoravo come consulente informatica nel 2001, e che adesso è una sede ACI, penso sempre: cosa sarebbe successo se questa sede non fosse stata smantellata e se non ci fosse stata la crisi del settore dopo l’11 settembre 2001? Avrei continuato a lavorare lì, un lavoro che mi piaceva tantissimo, e ormai dopo oltre 10 anni sarei diventata super-esperta, e fortemente motivata.

Quando vado a Londra, mi viene sempre da chiedermi: cosa sarebbe successo se avessi preso la decisione che non mi sono sentita di prendere, ovvero fossi rimasta a vivere lì qualche anno? Avrei degli amici in Inghilterra, magari sarei rimasta lì definitivamente e la mia vita avrebbe avuto tutto un altro corso.

Ovviamente, in mezzo a tante domande, arriva anche la Domanda con la D maiuscola. Cosa sarebbe successo se non avessi avuto il cancro? Di sicuro avrei continuato a mangiare senza eccessiva attenzione e magari a 43 anni o prima avrei cominciato ad essere in sovrappeso, ed  avrei continuato a fare colazione con latte e biscotti, o cornetto e cappuccino come tutti (o quasi), ritenendola una cosa normalissima. Ma anche: avrei continuato a dare eccessiva importanza alle cose stupide della vita, come facevo prima; non avrei sperimentato la sensazione di leggerezza che si prova quando si tende una mano verso gli altri e si cerca di aiutarli; non avrei conosciuto le cancer bloggers ed altre persone stupende che ho conosciuto grazie a questo blog.

Probabilmente per ogni scelta che facciamo c’è una motivazione, una ragione che sceglie quelle pagine del nostro destino e non le altre. Ma noi non la conosciamo. Però ogni tanto ci si può fermare a pensarci…e immaginare la propria vita completamente diversa.

Per chiudere in leggerezza, cercando un titolo per questo post, ho trovato questa canzoncina pop di una boy band, gli A1, che parla proprio di questo…

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17 pensieri riguardo “The life that could have been

  1. Mi piace proprio la canzoncina una bella carica.
    Ho provato ach’io a soffermarni su “come sarebbe stata la mia vita se……, se….., se……..
    Rosy non reggo il passo di tutti i se.
    Cioè vado in confusione e la cosa non mi garba gran che.
    Ho 57 anni nè giovane nè anziana e con un discreto bagaglio-
    Assolutamente non culturale (neanche bisogno di dirlo ahimè), ma emozionale sì.
    Storie, intrecci, errori, insicurezze, paure, ansie, gioie, consapevolezze e finalmente accettazione di quella che sono mi hanno reso la persona di oggi.
    Senza lode e senza infamia ho imparato a volermi bene.
    4p

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    1. A me piace come sei diventata e che hai imparato a volerti bene (anche solo come avere questa idea nella mente aiuta…) Oggi va un po’ meglio ma mi sento proprio sintomi influenzali, che brutto così subito, ma un giorno 40 gradi e il giorno dopo 18 non fa tanto bene…

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  2. mi soffermo spesso, troppo forse, sui tanti “se” e altrettanti “ma”…e non sempre le risposte sono a “mio favore”. Ma come dici Tu, per ogni scelta, comprese quelle istintive e non ponderate a dovere, evidentemente c’è un motivo, per cui poi la nostra vita va in una certa direzione anzichè in un’altra e non è detto sia sempre quella giusta anche se poi, magari, con una “sterzatina”, ci si rimette in carreggiata.
    Rinnovo i miei auguri di pronta guarigione

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    1. Cara Wide in effetti soffermarsi a pensare questo tipo di cose a volte può essere anche un invito a farsi del male, allora in quel caso è meglio lasciar perdere e basta…
      Oggi il mal di gola un po’ meglio, ma naso intasato…
      Ti abbraccio fortissimissimo.

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  3. Ho letto adesso la tua risposta al mio primo commento, caspita manco a farlo apposta io poi ho aggiunto altre due righe e tu avevi già capito tutto, porca paletta che intesa, ormai sei mia complice.
    Porta pazienza e un paio di giorni di riposo ti rimetteranno a nuovo.
    Bacissimo

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  4. Io credo che nella vita abbiamo dei passaggi obbligati. Se percorriamo una via piuttosto che un’altra non importa, se un determinato evento da vivere è scritto, in un modo o nell’altro ci arriveremo comunque. Sarà la vita stessa a portarci insistentemente lì, basta farci caso.
    Non so se si capisce quello che ho scritto, ad ogni modo spero che tu ti senta meglio. 🙂 Ciao.

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  5. Che bel post Rosie, avevo pensato a slinding doors e alle possibilità quando mi sono ammalata,quindi alla domanda con D maiuscola di cui parli tu. Ma non riesco ad immaginare come sarei, a volte penso che è un brutto sogno, altre volte la accarezzo questa malattia che fa parte di me e mi appartiene.Voglio volermi bene anche così, non è facile ma ci provo. Un abbraccio forte. Carmen

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    1. E’ bellissimo quello che hai scritto: volersi bene anche così. Non sempre è facile, ma siamo noi, è la vita che abbiamo ancora, e dobbiamo amarci e cercare sempre il bello che possiamo trovare in tante piccole cose.
      Ti abbraccio forte pure io.

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