Pubblicato in: ebook, libri

Il Kindle racconta

In questi giorni di riposo mi sono lasciata rapire dai racconti del Kindle, con le tante storie che ci ho messo dentro…Storie che magari dovevo leggere da tempo e ancora non ero riuscita a fare.
Così mi sono ritrovata nel 19 maggio (casualmente la data del mio compleanno) di un pomeriggio alle quattro e venti quando nella routine di una tranquilla coppia faceva la sua comparsa un personaggio che avrebbe cambiato la vita di tutti, dando il via a conflitti, recriminazioni e dolorose riflessioni.
Rapita da questa storia che ho finito troppo presto, mi sono poi spostata in un ospedale dove nel cuore della notte andava avanti un dialogo silenzioso tra un bambino in coma e un medico criticato da tutti per i suoi modi bruschi e per i suoi atteggiamenti che gli avevano fatto guadagnare il soprannome di Cafone. Il medico non voleva che il bambino morisse e il bambino aveva preso in simpatia quel medico che indossava quella corazza di antipatia solo per nascondere le proprie sofferenze, e lo sentiva vicino più di un parente.
Ancora emozionata per questa storia scritta così bene, mi spostavo poi in Francia nel luglio del 1942, quando una bambina di una famiglia ebrea veniva portata via con i suoi genitori dalla Polizia francese per il rastrellamento degli ebrei da mandare poi nei campi di concentramento. Non rendendosi conto di ciò che stava veramente accadendo, la bambina nascondeva il fratellino nell’armadio e si portava via la chiave pensando di tornare di lì a poco a riprenderlo. Cosa evidentemente impossibile per chi veniva deportato.
Toccava poi alla New York del 1926 dove tra musica jazz e ritmi di charleston si compivano misteriosi delitti legati ad un oscuro rituale. Una ragazza intraprendente capitata lì per caso si trovava coinvolta suo malgrado nella vicenda…

To be continued

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9 pensieri riguardo “Il Kindle racconta

  1. Uhhhhh ma quanto spacca il Kindle? L’Ing. me l’ha regalato per il compleanno… Dire che l’adoro è poco!! Ho pure preso una di quelle belle custodiette rigide così lo infilo in borsa e me lo porto ovunque senza paura di segnare il monitor 🙂

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      1. eheheheh a me è capitata la stessa identica cosa, senza contare il risparmio di spazio in casa! (importantissimo per noi che abitiamo in un piccolo appartamento).. Poi se il supporto è valido non ne risente neppure la vista! Mia madre mi aveva regalato un tablet, quindi retroilluminato, ma dopo 2 settimane di lettura intensiva (soprattutto la sera) facevo una fatica incredibile ad addormentarmi e mi friggevano gli occhi… Con il Kindle sembra davvero di avere un libro sotto mano!

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  2. Le chiavi di Sara l’ho letto anch’io e mi è piaciuto molto.
    Il secondo che descrivi mi dice qualcosa, ma non ricordo……..mmhhh la memoria!!!!!!!!!!!!!
    Un abbraccio
    4p

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  3. Mi permetto qualche domanda sul KIndle anche io:
    -quale modello utilizzate?
    – Il 6″ non e’ troppo piccolo?
    – la luce bianca vale la differenza di prezzo?
    – il touch display e’ molto piu’ comodo?
    – si possono inserire appunti nel testo ?

    Grazie Rosie per lo spazio e scusami se mi sono permessa troppe domande.
    Ti volevo scrivere in privato ma l’opzione @ contatti non funziona.
    Un bacio ,
    S.

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    1. Ciao Solana,
      innanzitutto grazie per avermi segnalato il problema con la mail, non so cosa fosse successo, fino a un po’ di tempo fa funzionava!! Ora l’ho sistemato.
      Dunque io ho preso il kindle base che non ha né touch screen né luce ma è bellissimo e pratico e poi ci si abitua subito e lo schermo è adeguato.
      In più ci sono le note da aggiungere, le evidenziazioni e i dizionari per cui sono molto soddisfatta…

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