Pubblicato in: cancro, cancro allo stomaco, la vita dopo, riflessioni, vivere senza stomaco

L’ultimo giorno prima del cancro

Molte volte mi trovo a fronteggiare difficoltà dovute al post-malattia. Ai segni indelebili che il cancro allo stomaco ha lasciato nella mia vita, specie sotto alcuni aspetti. Magari non ne parlo tanto nel blog, ma veramente a volte ci sono giornate no. Cerco sempre di affrontarle con ottimismo, è il mio modo di andare avanti.

Ma spesso penso e ripenso anche al passato. All’ultimo giorno prima del cancro. Così ho intitolato questo post, anche se in realtà non posso ricordare quale sia stato esattamente l’ultimo giorno prima di iniziare ad avere problemi. Però ricordo bene il viaggio fatto pochi mesi prima, in giro per Barcellona con le amiche. Ricordo di aver trascinato il trolley lungo le Ramblas camminando e camminando come avevo sempre fatto. Ricordo di aver mangiato la paella la sera nei ristoranti, rigorosamente dopo le 22. Di aver girato per il Parc Guell, per la Pedrera, e dentro la Sagrada Familia, su e giù dagli autobus e di essere andata con la teleferica su al Montjuic.

Poi è stato come se l’ascensore si fosse fermato ad un piano sbagliato, come aver iniziato il livello più arduo di un videogioco. Ero sempre io, ma in un contesto diverso, maggiori difficoltà, un ambiente diventato di colpo ostile e un nemico molto difficile.

Per quanto io continui ad affrontare tutto sempre positivamente, di tanto in tanto ricompare quella specie di magone. Quella nostalgia per la vita di prima che mi offriva un po’ più di opportunità.

Però un segreto per fare passare questi pensieri piuttosto tristanzuoli e ormai inutili da fare ce l’ho e lo conoscete bene: mi basta leggere e leggere, e ogni tanto scrivere.

Proprio l’altro giorno al supermercato, in mezzo a casse di melanzane, zucchine e pomodori mi è venuto in mente un bello spunto per una storia! Come dire che io inizio sempre i miei post buttando fuori quello che non va, ma poi finisco comunque per lasciare un sorriso, una nota positiva nelle ultime righe. E quindi vi terrò aggiornati sulla storia ormai soprannominata “degli ortaggi”! 🙂

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22 pensieri riguardo “L’ultimo giorno prima del cancro

  1. Titolo bellissimo e post altrettanto bello. Io sara’ che sono una malata di cancro fresca fresca il “giorno prima” ce l’ho in mente bene, o meglio ho in mente la settimana in cui mi sono trasformata da persona sana come un pesce in malata. Adesso sono passati tre mesi, tre mesi dal confine tra la salute e la malattia. Sono ancora una principiante e si’, anche a me manca la vita di prima. E lo sapevo gia’ che era bella e che ero fortunata. Pero’ sono sicura che quando saro’ guarita sara’ ancora piu’ bella. Dici di no?

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    1. Cara Tytania, innanzitutto mi dispiace per la tua fresca diagnosi. Ti rispondo con un sì, certo la tua vita quando il momento più brutto sarà alle spalle sarà bella bellissima, io come scrivo sempre negli anni dopo il cancro ho visto concerti bellissimi, vissuto intensamente ogni istante e capito finalmente quanto sia grande il mio amore per la vita.
      Ogni tanto capitano gli attimi in cui si ha qualche rimpianto, ma è normale, è come quando uno ha finito di andare a scuola e inizia a lavorare, ogni tanto capita di ripensare a quando si studiava…
      Ma posso dirti che ci sono ancora tantissimi momenti belli da vivere, e io in questo credo ogni giorno quando mi alzo la mattina.
      Detto questo, un abbraccio e un grandissimo in bocca al lupo per tutto….

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  2. Ricordo il giorno prima del cancro, la mattina a lavoro poi il pranzo con pasta e pomodoro, fettine di carne. Ci eravamo trasferiti a casa nuova da 3 settimane nonostante c’erano rimasti i debiti ero felice durante quel pranzo due chiamate: il signore dell’alluminio aspettava il saldo e la chiamata di mia mamma che mi comunicava l’incontro il giorno dopo con l’ematologo (lei sapeva ma mi ha detto che avevo una banale infezione! Infezione de che?) poi il pomeriggio in un centro commerciale con i bambini……………….la sera a casa nella tanto casa sudata, con il caminetto acceso ma senza ancora tv!Ricordo la spensieratezza che penso non ritornerà più e vero che adesso dopo un anno fa parte del passato ma è anche vero che ogni tanto mi viene il magone e che basta un po’ di stanchezza a farmi venire le paranoie! Ti abbraccio

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    1. Cara R. che cosa strana, non sei la prima persone che ha incontrato il cancro in concomitanza con il trasferimento in una nuova casa, e anche a me è capitato così. Avevo questa casa nuova in cui volevo tanto andare, avevo intenzione di sistemarla bene e quant’altro…e invece ci ho messo piede dopo un mese di ospedale, con la fascia elastica all’addome, e poi la chemio per sei mesi, e solo alla fine di tutto questo percorso ho potuto finalmente “abitare” davvero in quella casa.
      Comunque sono momenti che rimangono impressi per sempre nella mente ed è normale ogni tanto avere i rimpianti.
      Poi io cerco di superare questi momenti sforzandomi di guardare sempre avanti.
      Un abbraccio anche da parte mia.

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  3. Ottimismo e buoni propositi, sono gran cosa, pero’ credo che difronte a difficolta’ oggettive talvolta traballino. Non scordiamo comunque che e’gia’ nella natura umana, andare a ricercare momenti del passato quando le cose andavano diversamente e che poi sono radilcalmente, talvolta drasticamente, cambiate per eventi o non imputabili a noi o viceversa per scelte nostre, giuste o sbagliate, libere o forzate.
    L’importante e’ riuscire a trovare un qualcosa che “sposti” il pensiero in altra direzione…..talvolta ci si arriva prima, talvolta ci vuole del tempo….
    In attesa dunque, degli sviluppi ortofrutticoli, di qualunque natura, anche culinaria.
    Permettimi solo di dare un abbraccio a Tytania e augurarle un grosso in bocca al lupo per tutto (grazie Rosie).

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  4. Credo sia una cosa normale pensare a prima, le giornate no, non parlarne sempre anche se si accusa il disagio. E ad ogni modo la tua forza riesce sempre a colpirmi tanto, proprio perchè cerchi comunque di affrontare tutto con ottimismo, positività e un bel sorriso sulle labbra. Un abbraccio grande, vedrai che passerà anche questo magone 🙂

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  5. sai anche io penso in questi giorni a quanto è strano adattarsi a questa vita così limitante, soprattutto nelle energie. in realtà ci penso spessissimo, ovviamente. più perdo qualche energia (e ne perdo) più dimentico com’era prima, o come deve essere per gli altri e mi impressiono delle numerose cose che fanno, io che non riesco a fare più niente. poi va bene così, ma che cosa difficile capirlo prima noi stessi, esserne consapevoli senza però esserne travolti…
    un abbraccio

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  6. Una fermata ad un piano sbagliato e la tua vita di sempre si è catapultata inizialmente in una voragine e poi in un contesto di maggiori difficoltà.
    Ci sono mille modi di andare oltre e tu li usi tutti al meglio per rendere onore all’amore che provi nei confronti della vita, cerchi di assapporarla in tutte le sue sfumature.
    La tua mente va a mille, sei un vulcano di idee.
    La musica ti riconosce , la scrittura ti chiama e le immagini che riesci a rinchiudere in uno scatto fotografico parlano di te.
    Ci sono giorni no, e credo di capire, che per te siano particolarmente pesanti da sostenere e di conseguenza tristi da accettare.
    Le opportunità che a volte vengono a mancare per colpa di “quella stanchezza” con la quale devi sempre fare i conti.
    Ti abbraccio forte, forte
    4p P.S (vado a trovare mia nipote, ci risentiamo settimana prossima).
    A presto e mi raccomando tieni d’occhio gli ortaggi. Bacione

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  7. Sai, io ho sempre evitato di indulgere nel passato e invece ultimamente mi accorgo che i pensieri vanno proprio là, forse è una tappa anche questa, necessaria per poi poter procedere..
    e ovviamente aspetto con trepidazione la prossima storia 🙂

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    1. Grazie!!!! E sì, uno cerca di non pensare troppo al prima, ma purtroppo in certi momenti è inevitabile. Però ci sono anche tante tante cose belle venute dopo, come ad esempio avervi e averti conosciuta! 🙂

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  8. Già, le giornate no capitano. E si pensa a qualcosa in particolare che ricorda come si è passati dal prima al dopo. Io ripenso sempre all’università, quando è così. E magari vado a sfogliare i miei libri di studio e i quaderni degli appunti. Magari scappa la lacrimuccia. E poi si fa un bel respiro e si torna in pista. Magari, come te, con una nuova storia…un bacio!

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    1. Proprio così Romina, ci sta un momento di magone, di pensare: “ma perché”, l’importante è poi riuscire a riemergere e questo mi sembra che finora siamo sempre riuscite a farlo.
      Un abbraccio e complimenti per tutto!

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  9. in questo preciso momento, momento in cui ho una forte nausea,dovuta proabilmente al malessere fisico degli ultimi tempi, ricordo solamente i momenti di paura e di rifiuto, ricordo una vita pre-anro fatta di corsa, una vita nella quale non conoscevo la parola “nausea”

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