Pubblicato in: concerti, dead can dance

Dead Can Dance live Roma Auditorium Conciliazione 05-06-2013

Per la terza volta da quando ho questo blog mi trovo a raccontare un concerto dei Dead Can Dance, dopo quello del 2005 al Teatro dal Verme e quello del 2012 sempre a Milano. Ovviamente è difficile usare parole diverse quando le emozioni si assomigliano, ma cercherò di farlo.

Innanzitutto ieri ho scoperto che non c’è storia, un concerto dei Dead Can Dance visto da vicino è tutta un’altra cosa, rispetto a quelli visti “da lassù…”.

Dead can Dance Roma

Entra in gioco anche il discorso dell'”empatia” con i musicisti che fa apprezzare maggiormente i concerti, specialmente quando si tratta di gruppi che ascolto da quando avevo meno di venti anni.

La magia dei suoni e delle vibrazioni si confondeva con tanti ricordi della mia vita cui la loro musica è strettamente legata da sempre. Così con Black Sun avevo 20 anni ed ero in giro per Villa Borghese, con Nierika ne avevo 27, ero in treno in Abruzzo, con The host of seraphim ne avevo 22 ed ero in una galleria in treno e pensavo a delle idee per un libro, con Dreams made flesh ne avevo 21 ero in giro a Roma diretta verso un negozio di dischi, con The Ubiquitous Mr. Lovegrove ne avevo 24 e mi intrufolavo nelle sere d’inverno nelle stradine intorno a Piazza Navona…

E avere loro lì davanti a me, Brendan e Lisa, mi dava la stranissima sensazione di avere vissuto davvero tante parti della mia vita assieme alla loro musica, e pensavo: magari loro suonano e non si rendono conto di quanto importante divenga la loro musica per le persone che li seguono, in diversi momenti della vita, ad esempio di quanta importanza abbia avuto nella mia.

Dead can dance Roma 02

La scaletta è stata abbastanza simile a quella del concerto di Milano di otto mesi fa, anche se stavolta si sono aggiunti due brani meravigliosi come Cantara e Black Sun.

Splendida come sempre la voce di Lisa Gerrard con quella profondità e variazione di tonalità che farebbe venire voglia di coniare una parola ancora più forte di emozione”, perché emozione è troppo poco.

Dead can dance Roma 03
Ieri sera però ho apprezzato moltissimo anche Brendan Perry, ha una voce calda e molto bella anche lui e tanti brani con la sua voce creano una bellissima atmosfera (Amnesia, ma anche the Ubiquitous Mr. Lovegrove, Song to the siren, Opium, ecc).

Dead can Dance 04

E adesso piccole curiosità dalla serata del concerto:

1) Incredibile, solo adesso ho realizzato che ieri sera mi trovavo in via della Conciliazione al crepuscolo e non mi sono girata nemmeno un attimo a guardare la Basilica di San Pietro, cosa quasi incredibile per me che adoro le bellezze di Roma, ma ero veramente ipnotizzata all’idea del concerto…

2) Scena di panico quando sono entrata nell’Auditorium… Le luci erano spente, stava suonando il ragazzo che apriva il concerto con i suoi meravigliosi hang…e io non riuscivo a trovare il mio posto!!! Fila 9 posto 5, sono andata all’estremità di un lato della fila 9…i numeri iniziavano con il 46… poi sono andata all’altro lato estremo, andando nel senso opposto della gente che arrivava, convinta di trovare l’inizio della numerazione, invece lì partiva … dal 26!! (Tutto questo a intuito facendomi luce con lo schermo del cellulare!!) Ho pensato: oddio che faccio!!??! Allora sono andata verso il centro e ho chiesto a un ragazzo seduto alla fila 9 che numero di posti avessero…mi ha risposto in inglese che quella era la fila nove e che i numeri partivano dal 10, 11, 12, 13… ormai sconsolata sono corsa in cerca di una hostess, alla quale ho chiesto del mio posto… e lei mi ha detto di guardare lì in mezzo! Sono ritornata dai ragazzi inglesi e ho visto un solo posto libero in una fila piena zeppa di persone…era il mio!!! Posso dire che è stato faticosamente conquistato ed era proprio in linea d’aria diretta con Lisa Gerrard, wow! Peccato che dopo qualche minuto sia arrivato davanti a me un tizio che mi ha coperto la visuale per buona parte del concerto… quando si dice sfiga!!! 🙂

3) Se avessi saputo prima la temperatura che c’è stata ieri sera nell’Auditorium per tutto il concerto, sarei andata in canottiera e costume. Però rigorosamente neri… 🙂

4) Per tutto il concerto ho sognato che ci regalassero anche Xavier, sarebbe stato uno splendido dono per me, ma il perché ve lo spiego un’altra volta, per ora continuo a bearmi nel mio stato di semplice, emotiva e raggiante felicità…

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9 pensieri riguardo “Dead Can Dance live Roma Auditorium Conciliazione 05-06-2013

  1. Come ti capisco. Ho provato le stesse sensazioni quella volta con i Crosby, ricordi??
    Accompagnandoci con la loro musica nei momenti migliori, peggiori, in quel passato in quel preciso spaccato di vita, loro c’erano. Ed è straordinario risentirli vedendoli, pare cantino e suonino per noi.
    Energia positiva e grande vibrazione dell’anima.
    4p

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  2. …..come essere stata li con Te…..sempre emozionanti e vibranti i tuoi post
    Qui la famiglia e’ in fibrillazione per domenica…..pure il cinquantenne e’ tornato “regazzino”!!!!!

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  3. Sono in pieno accordo con quanto letto, io sono arrivato da Taranto a Roma solo per vedere i Dead can dance che ascolto fin dal loro primo disco, e nonostante nel tempo i miei ascolti musicali si sono diversificati, la loro musica mi ha sempre accompagnato. Ho acquistato i biglietti in novembre per non rischiare di perderli come mi è accaduto lo scorso anno “PURTROPPO”. Fila 8 posto 31 e come dici anche tu, ascoltarli da così vicino ti fa vibrare, è un vortice di emozioni e personalmente ho avuto la pelle d’oca per tutta la durata del concerto. Ritengo sia stato il concerto più emozionante che abbia mai visto e non ne ho visti pochi. Per concludere è una band da andare a vedere almeno una volta nella vita soprattutto consigliati per quei palati sopraffini e per chi si nutre di emozioni. GRANDIOSI!!!!

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    1. Sono d’accordo Giulio, un concerto così è un’emozione che si vive dentro e che rimane a lungo, uno spettacolo di musica che va diretto dentro, difficile da dimenticare.. Grazie per avermi lasciato un tuo commento.

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