Pubblicato in: anniversari, cancro, cancro allo stomaco, coraggio, gastrectomia totale, guarire, la vita dopo, lui al mio fianco, ospedali, ricordi, vivere senza stomaco

Ricordo indelebile

Nove anni fa, il 16 luglio 2004, mi svegliai con una sensazione di angoscia difficile da descrivere.
Sarebbe stata una giornata diversa dalle altre. Invece di andare a lavorare e di avere la sveglia presto per l’ufficio,  quella mattina la sveglia era per il ricovero in ospedale.
Me lo aveva detto, il dottore -quello che avrò sempre nei miei  ricordi-:
è necessario un ricovero in ospedale per capire cosa c’è nel tuo stomaco che non va. Lì ti possono fare biopsie più profonde. E ti aiuteranno a tornare a mangiare.

Al solo pensiero mi sentivo meglio, anche se preoccupata, visto che negli ultimi tempi non ce la facevo più ad alimentarmi solo di succhi di frutta ed omogeneizzati…

Mi venne a prendere F. (ancora non vivevamo insieme) e in auto imboccammo la Pontina.
La strada che tutti i giorni facevo per andare a lavorare a Roma quel giorno sembrava diversa.
Avevo con me una valigia ma stavolta niente viaggio in treno come mi piace fare di solito.
Stavolta meta del viaggio era una stanza con le pareti bianche.
Ricordo il traffico consueto di Roma, l’auto passare vicino alla Stazione Termini, e lì vicino la strada che facevo a piedi per andare a comprare i dischi da Disfunzioni Musicali.  Tutto sembrava cosi diverso.

Arrivammo al Policlinico. F.parcheggiò senza sapere quanti soldi mettere nel parchimetro.
Calcolò due ore e mezza.
Entrammo in questo ospedale di cui avevo memoria soprattutto per i servizi in tv.

Dovevamo cercare la 1A clinica chirurgica del padiglione Valdoni.
Ci perdemmo in mezzo ai platani, finimmo con l’entrare dalla scala antincendio… 🙂
Lì attesi parecchio sulla panca che non sapevo ancora che nei giorni a seguire sarebbe diventata punto di ritrovo dei miei amici.
Feci le analisi, l’accettazione e conobbi il prof. Giuliani che mi avrebbe operata e seguita con molta attenzione.
Mi fecero poi entrare in una stanza dove erano ricoverate due signore. Il mio letto era il 19, il mio numero portafortuna. Pensai che potesse essere di buon augurio.

Osservai le due bottigliette di succo di frutta sul mio comodino.  Volevo bere e andai in cerca di un apribottiglia. Ebbi modo così di vedere il lungo corridoio e i tanti degenti.

Tornai poi a letto e vennero a mettermi una flebo che avrebbe integrato la mia alimentazione ormai scarsamente  possibile per vie naturali.

Quel giorno ancora non sapevo che sarei uscita dopo un mese, senza stomaco e con una diagnosi di cancro.

Ma quel giorno non sapevo nemmeno che la mia vita sarebbe cambiata e, seppure in una maniera che nessuno vorrebbe provare, avrei costruito qualcosa di diverso sulle basi forse un po’ monotone della mia esistenza precedente.

In realtà questo post avrei dovuto scriverlo ieri ma non sono riuscita.

Comunque ogni volta che ritorna quella data provo strane emozioni: paura,  dolore, rimpianto ma anche emozione perché da allora ad oggi sono stata così fortunata da poter fare una miriade di cose belle…e sempre con F. al mio fianco!

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16 pensieri riguardo “Ricordo indelebile

  1. E perbacco sì, una data che ha lasciato un segno indelebile e che inevitabilmente fa riaffiorare sentimenti e sensazioni tanto forti quanto contrastanti, una data che ha completamente stravolto la Tua esistenza, come Ti fossi trovata davanti ad una montagna, e ora scalatela, vedi Tu di “arrangiarti” ad arrivare e ora puoi raccontare questa avventura e puoi altresì dare forza, speranza e coraggio a chi la scalata, purtroppo, la deve inziare o a chi è arrivato solo a metà….
    Un bacio Rosie cara

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  2. Rosie, mi hai fatto venire i brividi e mi hai ricordato tante cose che ho provato ormai già quasi 3 anni fa…Non le ho provate direttamente, come ben sai, ma ti assicuro che la partecipazione è stata intensa, anzi forse di più di quella della mia Mamma, che era la diretta interessata. Certo sono cose che non si dimenticano, anzi più il tempo passa e più quando sento queste storie di “vita sopravvissuta”, provo delle sensazioni che non riesco a spiegare nemmeno a me stessa. Ti è andata bene Rosie e ti sei meritato che ti andasse bene: così giovane e così coraggiosa. Buona Vita, Amica mia e un abbraccio a F. che sicuramente sa quale Tesoro ha accanto!!! Un bacio grande!!

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  3. Ah Rosie cara mentre leggo ti vedo e sento la tua voce, credimi se ti dico che provo una forte emozione. Sei una gran bella persona e ti abbraccio fortissimamente. Un triste e lungo cammino che la vita non ti ha risparmiato, ma grazie a quella positività che tu hai dentro di te, (anche se in qualche momento barcolla, ma fa parte del gioco) non solo sei sopravvissuta (questo è compito della medicina e del destino) ma ti ha lasciato quel bellissimo carattere, colmo di dolcezza, sensibilità, bontà d’altruismo a volontà. E ho fatto pure la rima, ammazzate sono in giornata.
    4p

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    1. Che brava che sei 4P. Io dal canto mio sto cercando in tutti i modi di mandare via quegli attimi un po’ neri che ogni tanto attraverso, per ragioni che se ci penso bene posso anche fare scomparire sotto un tappeto come cenere…inutile!
      Un abbraccio e una delle cose più belle di questi anni è averti conosciuta!

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  4. leggere le tue parole, nelle quali si risente l’ansia e l’angoscia di allora, è un toccasana, sapendo bene come è andata afinire.
    hanno il bel da dire che non tutto il male viene per nuocere, ma certe date sono indelebili e con loro la stessa paura di allora.
    io fra un paio di giorni faccio i 10 dal secondo intervento per lo svuotamento ascellare

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    1. Cara Vale io e te siamo coetanee da questo punto di vista e hai proprio ragione, il tempo che passa, al contrario delle persone che si preoccupano perché invecchiano, per noi può essere solo un motivo per gioire!

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  5. Eh sì. Ci sono date che, c’è poco da fare, ricordiamo quasi meglio del compleanno. E in effetti è vero, quando arrivano queste ricorrenze da una parte provi un po’lo stesso disagio, la stessa apnea, dall’altra, invece, ti rendi conto di tutto quello che hai fatto in questi anni e pensi “però, nove anni fa chi me lo avrebbe mai detto che avrei fatto questo, questo e anche questo!”. Brava! Un bacio grande!

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  6. Ho letto con interesse quanto hai scritto cara Camden. Ti sono molto vicina perche anch io condivido il tuo problema da ormai 11 anni. Mi piacerebbe che potessimo scambiarci dei consigli a riguardo, sai anch io ho dei problemini coi quali ho imparato a convivere ma a volte mi sento scoraggiata anche se sono prevalentemente molto positiva nei riguardi della vita. Ti abbraccio spero potrai rispondermi. ciao buona domenica a tutti.

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    1. Ciao Carmen, scusami per il ritardo. Se vuoi possiamo tenerci in contatto per email, il mio indirizzo è nella colonna qui a destra. Certamente uno scambio di informazioni e consigli è sempre utile in casi come il nostro!

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