Pubblicato in: cancro, riflessioni

Distanze

A volte, ma specialmente subito dopo aver scoperto di avere il cancro, aver subito un intervento chirurgico e aver fatto chemioterapia, è difficile rientrare come se niente fosse nella realtà di tutti i giorni.
Per me ormai sono passati tanti anni e quindi questa riflessione fa più riferimento al passato che al presente, ma è da qualche giorno che ci penso.
Non è sempre facile riportare due livelli di realtà a combaciare come prima.
Da una parte ci sono i discorsi della vita quotidiana delle persone, mentre magari nella nostra mente riecheggiano i discorsi sentiti in oncologia:

Devo trovare una borsa adatta da abbinare al vestito blu per sabato. Bisogna trovare un’altra vena per il prelievo, questa è tutta rovinata.

Sto pensando se sia il caso di iscrivermi a un corso di cake design. Chissà se anche questa volta vomiterò come l’ultima.

Non so se andare a fare un giro all’outlet per i saldi. Devo fare una Pet e ho paura, sarò radioattiva.

Vorrei farmi un taglio di capelli nuovo ma con le extensions. Quando passo davanti allo specchio senza capelli quella che vedo non sono io.

Ho provato una crema per le rughe favolosa. I globuli bianchi sono troppo bassi, non si può fare chemio, bisogna iniettare i fattori di crescita.

È come essere stati visitatori di un pianeta dove la vita è completamente diversa, o aver fatto un viaggio in un Paese lontano. Poi quando si torna indietro si fa fatica a ritornare nella vita di sempre.

Ci si prova e riprova, finché si pensa di essere riusciti a pensare di meno alla malattia e più alle altre cose di tutti i giorni.

Ogni tanto però questi pensieri ritornano, la separazione, la distanza che si è creata con la vita normale, è sempre presente come un’ombra silenziosa che guarda, non parla, ma è lì accanto a te per ricordare che qualcosa è cambiato. Nel profondo dell’anima…

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12 pensieri riguardo “Distanze

  1. io sto per entrare in questo nuovo mondo..ma..mi sento divisa ..spezzata..mi dico” taglio i capelli lasciando il ciuffo o tutti corti?..ma che importa? tanto tra un meno di un mese cadranno..e..allora copriti con foulard e bandane ..ma tanto sempre pelata sarai….indosso quel vestito neo carino per la festa sabato prox..prima che gonfio..che ingrasso..prima che posso…ma potrò uscire dopo ?…oggi il sole è caldo..vado in terrazza a prendere un po di colore ..potrò farlo per i prossimi 6 mesi..? ..e..blablabla”..domande e risposte e domande.. nuova vita o avventura..non si è da sole ma si affronta con ciò che si è diventate nel corso di una vita prima del cancro..e si cambia..affrontandolo..si cambia..da subito..per sempre..e fa paura..
    Grazie che ci siete..

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    1. Ciao Mariastella, grazie per il commento. È vero, non si è sole, ma ci si trova catapultati in un mondo nuovo così diverso dal tran tran quotidiano.
      Bisogna trovare le risorse interiori per affrontare al meglio il periodo della chemio.
      Io in quel periodo nei limiti del possibile ho fatto comunque qualche passeggiata a Roma, ricevuto visite degli amici, visto una marea di film al cinema e letto tutti i libri di Harry Potter che erano usciti.
      Mi sono comprata un iPod che costava un sacco, insomma ho cercato di compensare il momento brutto che stavo vivendo con altre cose belle che potessero farmi stare meglio.
      E, appena finita la chemio, il concerto di uno dei miei gruppi preferiti, poi una vacanza al mare. Insomma si impara a chiedere alla vita una sorta di risarcimento, il meglio che ci può dare.
      Ti faccio un grandissimo in bocca al lupo di cuore e quando vuoi sono qui…siamo qui.

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  2. Quando sono entrata per la prima volta al Centro Tumori di Milano (per un parente, giovane, troppo…..) mi sono trovata in quello che io definisco un “mondo parallelo”, che corre allo stesso “modo” del mondo “normale”, ma le priorità sono completamente diverse, tutto è diverso, le persone sono diverse…ma non di quella diversità che “ghettizza”, anzi….io povero, tu ricco, io del nord, tu del sud, io malato, tu parente del malato, lì dentro tutti “uguali”, tanta solidarietà, tanta sofferenza, tanta voglia di speranza, tanta gentilezza, tanta umanità, voglia di vivere, di aiutare a vivere…..ma è un mondo dal quale non puoi uscirne senza rimanerne irrimediabilmente “toccato” e anche qualcosa di più…..

    Spero di aver reso l’idea senza fraintendimenti….

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  3. Ho fatto più o meno il tuo stesso ragionamento, anche se per altri eventi traumatici della vita di alcuni. Ciò che considero valore in questo frangente è la dose di attaccamento alla vita, la capacità di guardare oltre, di vedere, di sentire …
    Non credo in nessuna divinità, ma credo che certe batoste arrivino a certe persone perché soccombano o ne facciano tesoro.
    Non so quale sia il “click” che ci faccia appartenere all’una o all’altra via.

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  4. è sempre labile il confine fra il prima e il dopo, si fa fatica a tornare indietro, quando si è toccato la “terra” del pianeta cancro, per quanto ci si impegni quel senso di relatività rimane sempre in noi, come una seconda pelle, e i pensieri, gli istanti, le emozioni sono sempre in agguato, a volte basta poco, un colore o un odore per ripercorrere tutto il passato, per provare per l’ennesima volta lesensaioni, le emozioni, le PAURE di allora, ed è difficle da abbandonare, è difficile, come dice Rita, uscirne per sempre, si fatica a lasciarlo andare, perchè alla fine è un pezzo della nostra vita che nessuno potrà mai sottrarci

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  5. Non riesco a commentarlo questo post con parole adeguate. C’è tutto lo sconforto di allora e la serenità di ora con la consapevolezza che niente sarà dimenticato.
    Non potrò mai dimenticare il reparto pediatrico dell’ Istituto Tumori di Milano, i seggioloni con i bimbetti e la flebo attaccata sulla loro testolina pelata.
    Non dimenticherò mai l’ultimo viaggio in Corsica con Daniela e la morfina.
    E tante altre. Non dimentico, ma a volte vorrei dimenticare, perchè così m’illuderei che chi non c’è più è ancora qui a ridere con me. Chiaramente la mia è una posizione completamente diversa dalla tua e penso sia normale che quell’ombra silenziosa ti guardi da lontano, non parla e meno male deve stare zitta e muta, (permettimi un po’ d’ironia) e poi in fondo all’anima ……….c’è ……tanta energia!!!!!
    Un abbraccione
    4p

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  6. Hai proprio ragione Rosie, questa ambivalenza, questo vivere nel quotidiano ma poi, all’improvviso, ritrovarmi catapultata nel passato, in quel mondo che pochi (per fortuna) conoscono, è ormai una costante nella mia vita…un’ombra silenziosa…

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