Pubblicato in: diario, viaggi

Trains

trainsSto leggendo con grande passione un libro che parta di treni, è in inglese e si intitola THE GIRL ON THE TRAIN. E mi sento veramente a mio agio, in una vicenda che inizia in un treno.
Chi legge il mio blog da tempo sa che ho una smodata passione per i treni.

E spesso quando arriva il crepuscolo, penso che mi piacerebbe essere su un treno, diretto verso casa, dopo una giornata di lavoro.
Purtroppo da quando mi sono ammalata, lavoro solo part time, nemmeno molto lontano da casa (che forse è un bene). Ma mi manca il lasciar andare i pensieri lungo i binari, con la musica nelle orecchie, mentre si torna a casa.

È uno degli aspetti di una vita normale di cui spesso provo nostalgia, visto che non fa più parte della mia vita quotidiana.
Per fortuna, quando posso compenso con i viaggi in treno a lungo percorso.
Speriamo ne arrivi qualcuno da fare presto. 🙂

Nel frattempo la mia mente è sempre e comunque in movimento verso qualche direzione: qualche stazione anche solo immaginaria da raggiungere, c’è sempre…

Bisogna però conoscere in che modo arrivarci, e io forse lo sto capendo bene soltanto adesso.

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8 pensieri riguardo “Trains

  1. Il treno è sempre piaciuto anche a me.
    Ricordo ancora i vecchi i sedili di legno e quel suono ritmato che correva sulle rotaie, nessuna velocità supersonica, il cuore e la mente viaggiavano insieme e c’era un odore, un odore particolare non saprei descriverlo sapeva di vissuto, mah ….
    Bacissss
    4p

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  2. Anche a me una volta piacevano i treni. Ora non più tanto. Da quando c’è stata l’invasione dei cellulari.
    Il treno lo prendo relativamente spesso per andare a Milano. Mezz’ora di treno e mezz’ora di tortura. Un continuo squillo di telefono, per non parlare degli incessanti dialoghi telefonici di pressoché tutti gli astanti.
    E per leggere il mio e-reader una fatica… che non ti dico.
    Può darsi che sia perché la tratta è breve e chi sale sul treno è normalmente il pendolare che lavora a Milano e quel poco tempo che gli rimane delle ore lavorative lo sfrutta fino all’ultimo secondo. Può darsi che sia il ritmo ormai innaturale del nostro vivere quotidiano, ma il silenzio è sempre un bene più raro.
    Ho sempre associato il viaggio sul treno alla lettura e alla tranquillità. Ora mi risulta difficile poterlo fare.
    Probabilmente per te è diverso, se ami sentire la musica durante il tragitto, sicuramente riesci ad estraniarti più facilmente. O vivere a Roma è diverso? La gente è meno stressata e meno stressante?
    Mah, sarò io che sono diventata una vecchia brontolona…
    Un abbraccio.
    Luisa

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  3. Pensa che i miei ricordi di bambina, legati al treno, si riferiscono a viaggi che facevo spesso con la mia famiglia per andare a …..Roma!
    Ebbene sì, mia mamma aveva tre sorelle e un fratello e di conseguenza uno stuolo di nipoti e pronipoti (per me cugini) che ad un certo punto hanno inziato a sposarsi……
    Bellissimi ricordi

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