Pubblicato in: diario, felicità, tristezza

Un sentimento senza nome

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DSC_0155Come si chiama quel sentimento, (ha un nome?) di quando ci si sente tristi e al contempo estremamente felici ed emozionati?
Sono giorni che ci penso, perché per tutta la settimana mi sono sentita così. Da una parte purtroppo ho continuato a permanere in uno stato di vago malessere interiore, per una situazione che non avrei mai immaginato si evolvesse come ha fatto, ma lo ha fatto, e la vita a volte ci porta verso strade che non avremmo mai pensato di poter percorrere. Bisogna soltanto imparare a reagire nella giusta maniera, anche se questo non significa sempre che sia sempre facile e soprattutto immediato. Ma il percorso interiore c’è ed è ben delineato.
Dall’altro lato sono stata felice per l’apprezzamento dimostratomi da Ferzan Ozpetek per la recensione al suo libro, e venerdì sono andata alla presentazione di Sei la mia vita in una libreria romana, e ho avuto modo di ringraziarlo di persona. E di emozionarmi tantissimo.
Anni fa una canzone degli Ustmamò diceva: “Ora persi nel mare profondo, ora in alto a sfiorare le cime.”
Ecco io sono stata così per tutta la settimana, ma se dovessi dare un nome a questo sentimento forte che ho provato, sempre e comunque di attaccamento alla vita per le cose belle e le sorprese che ci riserva, ma anche per le tristezze e delusioni che fanno parte di noi, non saprei trovarlo.
Mi basta credere che ancora con un piccolo sforzo potrò far pendere la bilancia soltanto dalla parte più bella, quella della gioia. Devo dire che anche il destino mi sta dando una grande mano in questo.
Mi basterà leggere e rileggere le parole di Ferzan Ozpetek nella dedica sul suo libro.
Nel mio caso: Rosie, sii sempre felice.
Giuro che ce la metterò tutta. Sempre.
Grazie, maestro.

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8 pensieri riguardo “Un sentimento senza nome

  1. l’altalena della vita, che destabilizza sempre quando porta verso il basso, fai tesoro di questi momenti perchè di persone che ti deluderanno ne troverai sempre, bisogna divertare un po’ cinici, è brutto, ma se si vuole sopravvivere bisogna essere CINICI!

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  2. E’ pazzesco la Cris mi ha rubato il termine “altalena della vita”, giurin giuretta che lo volevo scrivere mentre leggevo il tuo post.
    E’ proprio così e se devo essere sincera fino in fondo, il mio stato d’animo attuale e non è per la maggior parte del tempo così.
    Un cammino obbligatorio da percorrere, e nonostante la delusione sia bella marchiata a fuoco, ne vale la pena, perchè non si finisce mai d’imparare. Niente più sarà come prima per quanto mi riguarda, (mi riferisco alla storia che tu conosci) ma la voglia di continuare a “viverla” questa vecchia amicizia c’è ancora. A questo non so dare un nome………………………..mo’ basta sennò divento lagnosa…….
    ciao

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