Pubblicato in: cancro, cancro allo stomaco, diario, vivere senza stomaco

Ma come fai?

Come fai, mi ha chiesto giorni fa una persona, ad adattarti ogni giorno ai problemi che puoi incontrare durante la giornata?
Tra dissenterie improvvise, sonnolenze irresistibili, cali di zuccheri di giorno e di notte, necessità di riposare dopo i pasti, nausee impreviste e crolli di stanchezza duraturi, non deve essere facile.
Come fai a dire alle 14 che non stai bene e poi alle 16,30 ad essere già in piedi, pronta per uscire?
Come fai ad alzarti improvvisamente perché ti viene da vomitare, e poco dopo stare spaparanzata sul divano, assorta davanti al Kindle, come se niente fosse?
Sul momento non ho saputo rispondere a questa domanda.
Talmente mi sono abituata a questa vita dopo 11 anni, che ormai questa per me è la normalità .
Non ricordo più molto bene come fosse la mia vita prima, la vita regolare di tutti i giorni quando uno sta bene.
Forse non c’è una risposta a questa domanda, o forse la risposta è già insita nell’essere vivi dopo tanti anni, nell’aver affrontato una difficile esperienza che però ormai è passata. Nello svegliarsi ed essere parte di quella routine quotidiana che per un periodo sembrava irrimediabilmente perduta.
Come si fa, quindi? Semplicemente basta la consapevolezza di avere la fortuna di potere ancora vedere sorgere il sole ogni giorno, di poter passeggiare sulla spiaggia, di poter uscire sotto la pioggia e sentire il profumo della terra bagnata. Tutto ciò che è essere vivi, insomma… Tutto il resto, davvero, passa in secondo piano.

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13 pensieri riguardo “Ma come fai?

  1. Gran bel post Rosie, davvero.
    Forse mi capirai, “ma che te ne fai degli sfronzoli …..del primo banco…..,quando hai la cattedra e la classe al completo……” come sono bravaaaaaaaaaaaaaa…….
    Bacisssssss

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  2. Bellissimo post, Rosie…..
    Diciamo anche che noi due, talvolta, riusciamo a perderci in lunghe discussioni, anche al “secondo piano” e poi più su, talvolta fino all’attico…..poi raggiunta l’apoteosi, anche delle scemenze, ritorniamo alla nostra routine, esattamente quella che hai descritto, fatta di piccole/grandi cose, che ci fanno sentire vivi e ci danno la forza di andare avanti anche quando il terreno vacilla o è insidioso….

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