Pubblicato in: libri, musica, nick drake, ricordi

Fuoco Sacro di Stefano Pistolini

imageGironzolando in libreria, l’altro giorno sono capitata davanti a questo libro e dopo pochi istanti ero già in fila alla cassa, impaziente di leggerlo.

Stefano Pistolini è l’autore del libro su Nick Drake intitolato Le provenienze dell’amore (ne avevo parlato su The Plans For Lilac Time, il blog dedicato a Nick Drake che ho gestito in un periodo in cui ero meno incasinata di adesso), ed è quindi un nome a me ben noto.
Ero molto curiosa di sapere su quali argomenti avesse scritto un romanzo.
Quando ho letto la trama, il viaggio a ritroso negli avvenimenti della giovinezza vissuta negli anni 70, con l’amico Marco (quasi un gemello, entrambi nati lo stesso giorno, coincidenza scoperta per caso) del quale il protagonista Stefano da tempo non ha più notizie, mi sono subito sentita attratta dalla storia e dalle sue prospettive.
Che fine abbia fatto Marco dopo tutti questi anni è un mistero. I diversi tentativi effettuati da Stefano per ritrovare qualche traccia dell’amico sul web, anche incrociando varie opzioni di ricerca non hanno portato risultati. Ed è veramente strano, oggi più o meno tutti lasciamo almeno una riga di notizie o informazioni su di noi disseminata nei meandri di internet.
L’unico riferimento – indiretto –  a Marco è una foto del Festival di Zerbo del 1972, tratta da un vecchio Ciao 2001, tra l’altro realmente presente sul sito che ho linkato.
(E qui realtà e romanzo si fondono, lasciando il dubbio di dove finisca la realtà e dove cominci la finzione).
Nel libro si parla anche del concerto dei Van Der Graaf Generator al Carta Vetrata di Bollate, anche questo evento reale e non inventato, e che diviene momento cruciale della vicenda.

Un’epoca in cui il corso delle cose aveva portato alla nascita di un legame di amicizia a tre, forte come solo in età giovanile possono essere questi legami, tra Marco, Stefano e una ragazza, Marta, divisi tra la vita quotidiana a Milano, le vacanze, la musica e le droghe. E le relazioni sfumate, un po’ come nel fim The Dreamers, anche se in maniera molto meno definita.

E’ importante sottolineare che Stefano non è in cerca di Marco per un attacco di nostalgia, a spingerlo è invece il desiderio di rivedere se stesso nel suo “gemello” perduto nel dipanarsi degli anni e della vita. Anche per trovare una conferma del sé di adesso negli occhi dell’altro, rimasti sempre quelli di un giovane nei ricordi di Stefano.

Sarà proprio Marta, ricomparsa dal lontano passato,  a prendere per mano Stefano e a condurlo verso la conclusione della sua ricerca, verso quella verità che porta con sé una rivelazione inattesa che cambierà per sempre la vita di Stefano.

E’ inutile sottolineare che le pagine che ho amato di più sono quelle in cui si parla del viaggio verso Milano con Five Leaves Left di Nick Drake come colonna sonora e la riflessione sui rimpianti della vita che si superano solo accettando le proprie responsabilità.

Un libro che consiglio a chi ha vissuto negli anni 70 e a chi ama la musica e le storie che scavano nei dolori dell’anima.

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