Pubblicato in: diario, dolore, famiglia

Quelle parole che pesano

È quando perdi una persona cara che ti rendi conto di come la vita quotidiana, la routine, la burocrazia, uccidano i sentimenti che ci sono dietro le parole.
Quando una persona non c’è più, si vive anche un periodo di giri per uffici, per fare cambiare le utenze, fare le pratiche di successione ecc.
In quei momenti devi esporre il tuo dolore davanti alle persone, agli impiegati e devi lasciare da parte le ferite che hai dentro.
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In questi mesi avrò ripetuto decine di volte agli sportelli: mia madre è deceduta a febbraio e ogni volta ho preso la rincorsa come un atleta che deve fare il salto in lungo, per glissare, scivolare sopra quel baratro di ricordi che si apre nella mia mente ogni volta che ripenso agli ultimi istanti di vita di mia madre.
Fingo distacco davanti agli sportelli, penso a date e numeri. Che dobbiamo parlare del de cuius, no?
Io sono quella coraggiosa, mia sorella lascia andare avanti me a fare questi discorsi, a compilare moduli dove la data del decesso di mia madre corrisponde con l’inizio della tassazione a nostro carico.
L’altro giorno in un ufficio postale a distanza di pochi minuti (coincidenza), due uomini tentavano di recuperare una raccomandata indirizzata alla madre deceduta, gli impiegati facevano storie, rifiutavano chiedendo l’atto notorio.
In tutto questo il cuore viene sepolto dalla burocrazia ed è veramente una triste sensazione.
Ma forse si tratta soltanto di luoghi. Ci sono luoghi per il raccoglimento e il dolore come i cimiteri e le chiese, e ci sono luoghi dove le parole devono assumere un altro significato e diventare simili ai numeri di un’operazione contabile. Fredde, vuote e scarne.
Difficile però abituarsi a questa operazione di devitalizzazione dei sentimenti… eppure devo farlo per forza.

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8 pensieri riguardo “Quelle parole che pesano

  1. Hai ragione.
    Non riesco a concepirla questa devitalizzazione dei sentimenti, come è possibile che chi si comporta con tale leggerezza, menefreghismo non abbia o non pensi minimamente che un dolore così profondo prima o poi lo proviamo tutti.
    Come si fa a non capire come si fa a non avere rispetto del dolore altrui.
    Non smetterò mai di chiedermelo –

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  2. Ogni persona che ha avuto un lutto in famiglia ha passato questi momenti e tu con queste parole hai saputo descrivere al meglio come ci si sente in quelle situazioni, stupito dalla freddezza della burocrazia, ma troppo confuso per poter realizzare quello che sta succedendo, e si esegue il da farsi come un automa.
    La devitalizzazione dei sentimenti, davvero.

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