Pubblicato in: conseguenze gastrectomia totale, ospedali, pensieri, vivere senza stomaco

Pensare

L’altra notte ho avuto un problema. Mi sono svegliata con dei dolori che hanno richiesto una capatina al Pronto Soccorso.

Alle 3 del mattino siamo andati e mi hanno somministrato antidolorifici per flebo. Forse potrei sorvolare sul fatto che sono rimasta da sola in una sala d’attesa trasformata in sala flebo del tutto rimediata, con un’igiene abbastanza discutibile. Seduta su una sedia sono stata in quasi completa solitudine per 4 ore attaccata a una flebo, con un braccio poggiato su un tavolo, in una posizione totalmente scomoda.

Quattro ore di notte sono tante. Non avevo il cellulare inizialmente, quindi da sola non ho potuto fare altro che pensare. (Oltre a leggere due manifesti attaccati sul muro, uno sulla donazione degli organi, l’altro su uno sportello donna).

Così ho pensato, al passato che ormai è davvero passato, quando l’ospedale lo vedevo una volta a settimana per la chemio, alla fortuna di esserci ancora nonostante tanti piccoli problemi. Al lavoro quotidiano di chi lavora in un pronto soccorso, mentre noi riposiamo nei nostri letti. Alla Sanità che va sempre peggio, da frequentatrice seriale del pronto soccorso, è stata la prima volta che mi sono trovata così male, sebbene per fortuna alla fine il problema si sia risolto.

Ho pensato a come sarà difficoltoso se mai mi ricapiterà di tornare ad essere ricoverata, gestire i digiuni e la mia necessità di mangiare ogni 2 ore, con i frequenti cali di zuccheri.

Ho pensato anche a come cambiano le cose nel passaggio dalla notte al giorno. Dal silenzio relativo delle prime ore dell’alba, al riprendere delle attività del mattino.
Gli infermieri che hanno chiamato il bar per farsi portare la colazione, i medici del primo turno che iniziavano ad arrivare, gli inservienti, la radiologia nei cui pressi ero stata “parcheggiata” che cominciava ad animarsi con i primi pazienti, liberi il torace, trattenga il respiro. E io sempre lì.

Alla fine alle 8 mi hanno lasciata andare a casa, con qualche giorno di riposo e una terapia come prescrizione.

Seguirò alla lettera quanto mi è stato prescritto, farò tesoro di questi giorni di sospensione delle attività, ma poi di nuovo in pista, non ho voglia di fermarmi, continuo sempre a sentire dentro di me “l’ansia di vivere” e di fare tante cose, che ci sia il sole, la pioggia o le nuvole nere, non importa. Che poi in fondo io mi sento più un tipo autunnale che estivo. 🙂 E quindi ora inizia il periodo che mi piace, non me lo posso perdere!

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4 pensieri riguardo “Pensare

  1. Quest’ansia di vivere, di cui parli, è così meravigliosa, anche se a volte difficile da gestire. Meravigliosa perché ti sprona all’azione, a creare, progettare e utilizzare ogni istante della tua vita, ma anche a godere dei momenti di riposo necessari per ritemprarti quasi fossero un tutt’uno con l’azione stessa. C’è chi ci arriiva, a quest’ansia, per vie diverse, maturando esperienze e crescite personali che regalano la comprensione della bellezza della vita nella sua totaità, con le sue ombre e le sue luci, e il bisogno conseguente di goderne appieno. C’è chi ci arriva per il corso naturale della vita stessa che diventa sempre più preziosa proprio quando inizia ad offrire minori possibilità di realizzazione dei propri progetti. Quest’ansia è il sale della vita, la chiave per la conoscenza, un dono e una conquista. Tienila a te stretta, non lasciartela mai fuggire né rubare dagli eventi o dalle persone. So che lo farai.
    Un abbraccio.
    Luisa

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  2. Forse ci sto riuscendo…….
    L’attesa al pronto soccorso è proprio una brutta faccenda.
    La mente va a spasso che è un piacere, non necessariamente verso cose brutte, incontra di tutto…..dal cartello che si prova a leggere in più modi, al manifesto, all’ascolto del minimo rumore…, a qualcuno che si ricordi di averti parcheggiato lì sola soletta e che magari col passare delle ore urge una visitina in un certo posticino…….
    Comunque mia cara amica vedrai che il risposo e l’antibiotico faranno il loro dovere per benino.
    4p

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