Pubblicato in: diario, sfoghi, vivere senza stomaco

Ripensare la propria vita in altri termini

Sebbene io mi sia ammalata di cancro ben 12 anni e mezzo fa, questa malattia ha lasciato segni permanenti su di me. Ed è forse per questo che continuo ad avvertire di tanto in tanto la necessità di parlare di quelle che sono le difficoltà quotidiane. È vero, dopo tanti anni subentra una sorta di assuefazione per la quale tanti problemi divengono normale amministrazione e nemmeno ci si fa più troppo caso, come ad esempio il dover fare delle flebo periodicamente. O fare le analisi ogni due mesi. Non sono cose che mi disturbano. Fanno parte della vita “riacquisita” dopo il cancro.

Quello che a volte pesa un po’ è l’aver dovuto ripensare la mia vita in altri termini. Sono consapevole che non sono un caso unico e anzi, ci sono tante persone che stanno peggio di me. Ma forse non avrei immaginato che tutti i miei pomeriggi dal luglio 2004 a oggi li avrei trascorsi almeno per un paio d’ore semi sdraiata su un letto o su un divano, in attesa di digerire. Posso anche non farlo, è vero, ma a prezzo di una sensazione di disagio.

Non avrei mai pensato di avere energie che di colpo crollano, come una specie di palloncino che si sgonfia.

Non necessariamente tutto è solo negativo. Lavorare part time per forza di cose mi lascia molto tempo libero per leggere, specie quando sono sul letto e non dormo, ma semplicemente è un’altra vita rispetto a quella che avrei immaginato.

Non si è mai preparati per questo. Forse ripensarci ancora dopo tanti anni vuole dire che probabilmente questa condizione non si riesce mai ad accettarla proprio del tutto. Si parla tanto della nuova realtà delle persone sopravvissute al cancro, che in Italia e nel mondo sono sempre di più. Dei bisogni non espressi e forse ancora non bene identificati di queste persone.

La realtà che penso di poter descrivere, per quello che mi riguarda, è di trovarmi ad affrontare le situazioni già spesso difficili nella vita con un pezzo in meno e con una condizione di partenza svantaggiata rispetto agli altri.

Non sempre è facile, forse ci vorrebbe un sostegno psicologico prolungato nel tempo, disponibile per tutti. Non saprei in effetti quanto questo possa essere davvero utile, non essendo mai andata da uno psicologo da quando mi sono ammalata, ma molto probabilmente serve, dà comunque un supporto in più.

Alla fine forse è come osservare la luna (credo di aver già fatto questo paragone tempo fa). Queste difficoltà ne rappresentano la faccia scura, ma poi c’è anche il lato illuminato, quello che fa considerare positivamente il fatto di alzarsi ogni mattina e dire “Ce l’ho fatta, sono vivo e posso ancora assaporare le cose belle.”

Forse è quella la faccia su cui bisogna concentrarsi. Ci proverò di nuovo, come ho sempre fatto finora.

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4 pensieri riguardo “Ripensare la propria vita in altri termini

  1. Cara Rosie
    posso solo immaginare e comprenderlo il disagio del quale parli, ma penso come ti ho già detto in altri momenti, che nel tuo caso più che in altri…se così si può dire, il cancro forse ha lasciato in un certo qual modo, l’ombra della sua zampata.
    Vivi senza un organo che altera in un certo senso la qualità della vita che desidereresti fare.
    Più movimentata, più vado/esco/faccio le ore piccole/mangio come dove e quando voglio eccc.
    Sei riconoscente alla vita lo sappiamo, ma questo a volte non basta, come si fa a non capire la necessità che provi……quella di essere libera, libera di farti una birra quando vuoi e di mangiarti un panino anche prima di andare a dormire, è un esempio cretino il mio e magari non calza manco, ma sai cosa intendo.
    Questa libertà ti è negata e ogni giorno tu ci fai i conti con tutto ciò.
    Una ragazza che ha bisogno di tante attenzioni, quasi come una bimba, ti ammiro tantissimo, perché non ti nascondi dietro a un facile perbenismo a un semplice ringraziamento, svuoti il sacco cerchi le soluzioni dentro di te ed estrapoli il tutto servendoti della scrittura.
    Ciao carissima

    Mi piace

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