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Un luogo a cui tornare di Fioly Bocca

Avevo gia scritto un post su un libro di Fioly Bocca qualche tempo fa. Il libro era Ovunque tu sarai. Oggi torno a scrivere di questa autrice che mi piace moltissimo. Ho finito ieri di leggere Un luogo a cui tornare e mi ha profondamente commossa. Già dall’inizio ho apprezzato lo stile di scrittura di Fioly, che riesce a rendere ogni paragrafo ricco di poesia. Inoltre la vicenda è di quelle che ti tengono legata alle pagine.
Argea è una donna nervosa e triste mentre, disattenta, guida sotto la pioggia, delusa dal comportamento del suo compagno. Improvvisamente ha la percezione di una figura davanti ai suoi occhi sulla strada. Poi un urto e perde conoscenza.
Argea si risveglia in ospedale. Il suo fidanzato è con lei. Argea scopre di aver investito un rifugiato bosniaco. Un senzatetto di nome Zeligo. Quando si riprende un po’, Argea sente il desiderio di andare a trovare l’uomo. E scopre un mondo che non conosceva, una specie di universo parallelo. (Un po’ come accade ad Antonia ne Le Fate Ignoranti, mi viene da dire).
Lentamente Argea inizia  a mettere a confronto le difficoltà della propria vita, il rapporto con il fidanzato non proprio presente e affidabile, il desiderio di maternità messo alla prova da una gravidanza dolorosamente interrotta, lo stupore e a volte il senso di inadeguatezza nel rispondere alle lettrici di una rubrica su una rivista, che si rivolgono a lei per chiedere aiuto sulle difficoltà dei sentimenti, con i problemi pratici della vita di Zeligo.

Scopre così come le piccole cose siano importanti per chi non ha una casa, come la vita di chi ha solo il cielo come tetto sia fatta di privazioni, di rischi e anche di totale assenza di privacy. Come tra le persone di “quel mondo” nascano rapporti di aiuto reciproco.
Zeligo pian piano si apre con lei, le racconta i dolori e le gioie che ha vissuto e Argea gli tende una mano, lo sprona concretamente a fare qualcosa per riprendere a vivere in maniera dignitosa. Non hanno mai parlato del fatto che è stata lei a investirlo, Zeligo ricorda solo di essersi trovato per strada ubriaco. Ma il loro rapporto diventa un dono della vita. “Qualcuno si prenderà cura della nostra tentazione di cadere in pezzi” dice Zeligo ad Argea ed è questo in fondo l’insegnamento del libro. La vita vale sempre la pena di essere vissuta, fintanto che c’è qualcuno che riesce a dare valore anche ai nostri sbagli  e, in alcuni casi, la solidarietà tra esseri umani ha il potere di cambiare il corso della vita.
Questo libro è talmente profondo e ricco di sentimenti descritti con grande capacità da Fioly Bocca, che ho terminato di leggerlo con le lacrime agli occhi. Ho sottolineato tantissimi passi, concetti che meglio descrivono alcune sensazioni con parole che io non avrei mai saputo usare.
Grazie Fioly per questo capolavoro.
http://www.giunti.it/libri/narrativa/un-luogo-a-cui-tornare/#

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