Bisesto – Sette canzoni per la Morte di Andrea Vismara


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Se ripenso agli anni Novanta, rivedo una me stessa nerovestita, in giro per concerti e per serate disco nei locali gothic di Roma, anzi in quello che era il preferito di tanti di noi, ovvero il Black Out di via Saturnia, 18. Tanto, tantissimo mi è rimasto dentro di quel periodo, soprattutto l’intensità di come vivevo le emozioni e quella grande energia che fa assaporare ogni concerto, ogni viaggio, ogni serata come un evento indimenticabile e che forse è tipica dei venti/trent’anni. Dopo, un po’ per i tanti problemi quotidiani, finisce con l’affievolirsi, almeno in parte. Ma i ricordi rimangono, così come le persone che gravitavano in quel mondo.  Una di queste persone è Andrea Vismara, noto DJ delle serate darkwave dell’epoca.  A volte immagino la vita come il grande pentolone nero di una strega, nel quale il destino rimesta le cose, fino a che il giro si ripete e alcune situazioni ritornano.

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È forse per questo che qualche giorno fa, prima per radio e poi di persona, mi sono imbattuta in Andrea e nel suo nuovo libro Bisesto. Non ci conoscevamo all’epoca, ma ho rimediato a Più Libri Più Liberi. Sono andata subito a prendermi questo romanzo, le cui atmosfere sono quelle che amo di più. Occasione per scambiare qualche impressione con Andrea. Oggi ho finito di leggere il libro e mi è piaciuto molto.

In effetti, gli elementi per affascinarmi ci sono tutti: ci sono tanti riferimenti musicali, la citazione del Lypton Village che ho adorato, (l’universo fantasioso dal quale nacquero gli U2), c’è una band underground che aveva avuto un discreto successo negli ambienti alternativi, nel libro, ovvero la Carcasse Dansant, con purtroppo breve vita, ma pronta per una reunion in vista del trentennale. C’è una vicenda misteriosa che conduce Flavio, il protagonista, in visita ai più bei Cimiteri Monumentali in Italia. E ci sono i QR code che rendono il libro interattivo, un’idea che è sempre piaciuta molto anche a me.

Il libro si dipana  come un disco, l’Intro, poi i capitoli come canzoni (7) e un Outro finale. Dall’iniziale incontro di Flavio con la Morte, nelle vesti di una giovane donna in un locale oscuro la notte di Capodanno, alla sfida che lei gli lancia, una specie di caccia al tesoro dove il vincitore avrà salva la propria vita.

E da qui prende il via una lunga e movimentata visita ai Cimiteri quali San Michele di Venezia, il Verano di Roma, il Cimitero Monumentale a Milano, Staglieno a Genova, e il Cimitero delle Porte Sante a Firenze. 

milan-2698731_1920(Queste foto sono tratte da Pixabay e raffigurano statue di alcuni di questi cimiteri, ma le foto originali del libro potrete trovarle nei QR Code alla fine di ogni capitolo).

In ciascuno di questi cimiteri, Flavio,  si rapporta con statue di ospiti più o meno illustri, che prendono vita e che dialogano con lui, fornendogli indizi su cui riflettere per arrivare alla soluzione finale. 

E se è vero che quando si legge un libro si cercano al suo interno anche frammenti di sé, in questo libro ho trovato proprio tante cose “mie”, che cito qui sparse, dalla Notte sul Monte Calvo di Musorgskij, alla statua di Sonia nel cimitero veneziano che mi ha riportato alla mente Sonia la Russa dell’Antologia di Spoon River. Da una Venezia oscura e tenebrosa, che nella mente associo sempre ai Crisantemo del Carrione e al loro disco Fiore di Passione, alla cosa che più mi ha colpito, le farfalle nere che accompagnano Flavio la prima mattina della sua missione e che assomigliano tanto a loro, le Stellarium Nocturna protagoniste di un mio vecchio racconto. 

Su tutto il romanzo aleggia il vuoto, il dolore,  lasciato dalla scomparsa di David Bowie nel 2016 ed è proprio a quell’anno infausto per la musica che si riferisce il titolo del libro.

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Ora che l’ho finito, posso davvero dire che Bisesto è un’ottima lettura per tutti gli amanti della musica, dell’oscuro, dei cimiteri e di un certo spirito che era molto forte negli anni ’80/’90 ma che è sempre rimasto nel cuore di chi lo ha vissuto in prima persona.

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6 pensieri riguardo “Bisesto – Sette canzoni per la Morte di Andrea Vismara

  1. Sono contenta tu abbia mantenuto il vecchio logo ,al quale sono affezionatissimo.
    Sai come leggo tutto ciò.
    Prima la vita correva, sfuggiva a tutti costi ogni attimo andava assaporato e rincorso, oggi quella foto mi fa pensare alla consapevolezza che quelle rotaie ti porteranno lontano.

    Piace a 1 persona

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