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Breve storia di due amiche per sempre di Francesca del Rosso (Wondy)

È da tantissimo tempo che non racconto più nulla dei libri che leggo, perché negli ultimi mesi riesco meno a mantenere la concentrazione e quando finisco un libro, penso di parlarne, poi il tempo passa e non ne faccio nulla.

Tuttavia questa era una cosa che mi piaceva molto fare e vorrei sforzarmi di riprenderla. Ho deciso di ricominciare con Breve storia di due amiche per sempre di Francesca Del Rosso, alias Wondy (purtroppo scomparsa a causa del cancro a dicembre 2016, qualche mese dopo l’uscita di questo romanzo).

breve-storia-di-due-amiche-per-sempre Oggi ho terminato di leggere l’ebook, la lettura è stata abbastanza veloce, la scrittura molto scorrevole. Il romanzo è la storia di un’amicizia tra due donne, Tessa e Clara e sull’importanza che un rapporto di questo tipo può avere, fino a funzionare da salvagente.

Il libro si apre con il senso di dolore che la protagonista prova scoprendo il tradimento di suo marito. Evento che investe la tranquillità quotidiana e spezza la consueta routine familiare fatta di giornate che si dividono tra lavoro, marito e figlio.  In questa circostanza Tessa avrebbe bisogno di ritrovare la sua amica Clara, con la quale ha vissuto tante esperienze di gioventù.

Ma i tentativi di riavvicinarsi all’amica, fatti nel più o meno recente passato, non hanno portato a risultati positivi.

Nel libro si ripercorrono tanti piccoli episodi dei tempi del liceo, la musica ascoltata, i Guns N’Roses, Curt Kobain (scritto proprio così…), gli scherzi con i ragazzi sapendo che alla base c’era sempre la forte amicizia tra loro due, così forte da richiedere perfino uno stemma identificativo, un ragno stilizzato. Le manifestazioni studentesche a Milano, ma anche l’Abruzzo dei paesini con le tradizioni da salvaguardare e ricordare. I semi di melograno. “Scine”. L’emozione provata da Tessa nel portare l’amica nei luoghi a lei cari.

E poi, finalmente l’opportunità di ritrovare Clara e scoprire finalmente il perché di tanti comportamenti incompresi.

La forza dell’amicizia, il potere dei sogni che si avverano sono i temi protagonisti di questo libro, che è stato una lettura piacevole, un regalo che Wondy ha voluto lasciarci. Grazie.




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Un progetto che si sta concretizzando

Da tempo scrivo nel blog che ho dei progetti che voglio portare avanti, e che ho ripreso a dedicarmi a queste cose, un po’ anche per superare il dolore di questo periodo.
Uno di questi progetti adesso si sta concretizzando, ed è il libro che racconta il mio incontro ravvicinato con il cancro allo stomaco. E di come giorno dopo giorno mi sono sforzata di andare avanti nonostante le difficoltà.
È stato sicuramente il mio libro più difficile da scrivere perché io amo lasciare libera la mente di immergersi in storie da inventare, e qui avevo a disposizione solo la realtà e un argomento doloroso come il cancro su cui lavorare.
Spero che il risultato sia almeno accettabile.

Il libro sarà disponibile tra qualche giorno nella versione definitiva, giusto il tempo di effettuare un ulteriore editing.
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Ecco quello che ho scritto nella quarta di copertina:
<<L'asportazione totale dello stomaco è un intervento che spaventa. Fanno paura le conseguenze, l'idea che dopo non si potrà più mangiare come prima. Peggio ancora se la causa per la quale si subirà l'intervento è il cancro e si hanno solamente 35 anni, con la prospettiva di una vita ancora da vivere che sembra sfumare.
In questo libro racconto i miei 12 anni senza stomaco. Anni in cui ho affrontato in prima persona i problemi legati a questa condizione.
Anni in cui sono stata una cancer blogger e ho tenuto traccia di tutto quello che mi accadeva.
Ho scritto questo libro per dare coraggio a chi si trova adesso a vivere la malattia. Perché la vita senza stomaco può essere dignitosa e non deve precludere la possibilità di essere ancora felici.>>

Presto darò le indicazioni su dove reperire il libro, che sarà disponibile anche in ebook.

Ho deciso di donare il ricavato al Gruppo Italiano di Ricerca sul Cancro Gastrico.

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I confini del mondo sono piccoli

Ripercorrendo i tanti anni passati a scrivere su questo blog e ripensando alle tante persone conosciute proprio grazie a questo mezzo, oggi mi è tornata in mente Joanna, una ragazza polacca il cui blog è ancora linkato qui e sempre lo sarà: http://chustka.blogspot.it/
Riassumendo, Joanna era una ragazza polacca cui era stato diagnosticato un tumore allo stomaco già in metastasi e non operabile.
Sapendo di poter andare avanti solo con la chemioterapia, Joanna sapeva bene che il suo tempo era limitato.
Ma voleva andare avanti soprattutto per suo figlio.
Ci eravamo scritte e Joanna, che capiva bene l’italiano, faceva parte anche del nostro gruppo Facebook.
Un bel giorno mi scrisse che la chemioterapia aveva ridotto il tumore e che i medici adesso le avevano proposto l’operazione.
Lei chiedeva a me come si viveva senza stomaco, qual era la qualità della vita dopo una gastrectomia, quali i problemi dopo l’asportazione dello stomaco.
Le raccontai un po’ della mia esperienza e si decise a fare l’operazione. Soprattutto per suo figlio. Anche il blog, mi raccontò, era per lui, per lasciargli un ricordo.
Joanna andò avanti ancora un po’ dopo l’operazione e riuscì a passare il tempo con suo figlio. Lasciò questo mondo nel 2012.
Oggi ho scoperto che su di lei è stato girato un documentario bellissimo che ha avuto addirittura la nomination agli Oscar 2015 per i cortometraggi.
Ho cercato il trailer su YouTube e mi sono emozionata:

La storia di Joanna è la storia di una ragazza molto coraggiosa e dell’ amore che aveva per i suoi cari.
Mi sembrava giusto ricordarla.
E questo non è un post triste. I confini del mondo sono davvero piccoli, quando le storie e gli esempi di grande attaccamento alla vita travalicano le nazioni.

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Arrivederci, Giovanni.

Arrivederci Giovanni Chioetto

Avevo già scritto un post, oggi. Ma ho aperto di nuovo il blog, per ricordare un caro amico, un blogger, ma che in realtà è stato molto di più, incredibilmente importante per me e per tante altre persone.

Giovanni, l’autore del blog http://chiamablog.blogspot.it/ 

Caro Giovanni, la cosa più triste per me è essere qui a scrivere un post per dirti arrivederci come tante volte tu hai fatto con gli amici del nostro gruppo che ci hanno lasciato.

Non voglio credere che sia un addio, sarà solo un arrivederci.

Mi dispiace molto non essere riuscita a conoscerti di persona. Ti ho incontrato sul web a gennaio 2012, e sono rimasta colpita, un altro blog che parlava di tumore allo stomaco!

https://camdenrosie.wordpress.com/2012/01/31/un-blog-interessante/

Preside in pensione e volontario attivo a Padova, dopo qualche mese e dopo una mia email, sei entrato nel nostro gruppo Facebook e hai capito quanto avresti potuto arricchirlo. Pian piano il tuo blog si è trasformato in una sorta di manuale scientifico ricco di informazioni sul tumore allo stomaco, spesso rare da trovare. E infatti, instancabile, hai tradotto moltissimi articoli inglesi e americani, anche del sito No Stomach For Cancer, sull’argomento. Il blog di un paziente informato, è diventato il sottotitolo del tuo diario online, e hai trasmesso la tua informazione e profonda cultura a tutti noi.

Mi ricorderò con un sorriso di tutte le volte in cui nel blog hai citato le nostre iniziative, il gruppo e l’associazione, lasciandomi sempre commossa, soprattutto quando hai parlato del mio matrimonio, una bellissima sorpresa.

Mi ricorderò con un sorriso dei commenti ironici e pungenti che facevi sulle foto che mettevamo nel gruppo dopo ogni Passeggiata Annuale sui Tumori allo Stomaco. C’era sempre una battuta scherzosa su di noi, un qualcosa per buttarla a ridere con tutta la tua simpatia.

Mi ricorderò con dolcezza dei tuoi messaggi di arrivederci per tutti gli amici del gruppo che sono giunti alla fine del loro percorso. Sempre scritti con una sensibilità straordinaria.

Adesso tocca a noi dire arrivederci Giovanni. Ma è solo un arrivederci, sia chiaro. Che tanto nessuno di noi ti potrà mai dimenticare.

Ti avevo promesso che il 31.12.2015 avremmo brindato tutti insieme con te ad un altro anno, anche se lontani.
Io lo farò lo stesso.
Arrivederci Giovanni, lo dico ancora una volta, pensandoti.
Conoscerti è stato un altro dei doni meravigliosi che ho ricevuto dopo l’esperienza del cancro.

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Alla presentazione di On the widepeak di Anna Gianesini

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È difficile raccontare i momenti emozionanti di ieri, alla presentazione del libro On the widepeak di Anna Gianesini. Chi segue i blog che fanno parte di Oltreilcancro.it sa bene di cosa sto parlando.
Siamo arrivati letteralmente trafelati, dopo un’ora di traffico (classico sciopero dei mezzi pubblici del venerdì che paralizza tutta la città) e una lunghissima camminata a passo veloce per non arrivare in ritardo.
La presentazione del libro si è svolta nella sala Cinema del Palazzo delle Esposizioni in via Nazionale.
Momento di panico, subito superato, alla vista della scalinata che c’era da salire per raggiungere la sala. Ma ormai eravamo a pochi metri e l’emozione era sempre più forte.
Siamo stati accolti da Obi, gioia nel rivederlo dopo tanto tempo. E poi, Nina e Lilla, cresciute e serene.
Entrare e salutare tante amiche, è stato un altro momento bellissimo. Di lì a poco la presentazione è iniziata e diverse persone si sono alternate a parlare di Anna e del libro, mentre parti del blog, che ormai è un bellissimo volume bianco e azzurro, sono state lette dall’attrice Carlotta Piraino, che ha dato voce alle riflessioni di Anna, in maniera molto espressiva.
Tra gli altri, ha parlato anche Giorgia, blogger di Il mio karma, raccontando come il primo blog privato di Anna, si fosse poi trasformato in On The Widepeak, blog pubblico e di come da lì fosse nato il desiderio di Anna di fare qualcosa di utile con i nostri blog e in quel momento, assieme a Giorgia, sia scaturita l’idea di far nascere il nostro portale Oltreilcancro.
Bellissima la carrellata di interventi video e audio di chi ha voluto lasciare il proprio messaggio sulle emozioni suscitate dagli scritti di Anna.
Sono stata felice di aver contribuito anche io con un piccolo spezzone di video.
Personalmente sono rimasta molto colpita quando ha parlato l’ oncologo, sempre citato da Anna, e soprannominato Mr. Clint. Mi ha sorpresa quando ha detto che lui non sapeva che Anna parlasse di lui nel suo blog, e che anzi lui ignorava cosa fosse un blog. Poi dopo la scomparsa di Anna, un’infermiera gli ha portato la stampa del post d’amore di Anna dove lei descriveva tutte le persone che facevano parte della sua vita in ospedale. E questo è stato uno spunto di riflessione: “io e Anna” ha detto, “quando ci vedevamo, parlavamo solo della malattia e di quello che era possibile fare per tentare di tenerla ferma il più possibile”. Lui non immaginava il grande mondo che c’era nel blog di Anna. Adesso quel post è stampato e incorniciato nel suo studio.
Da qui mi sono messa a pensare a come la figura dell’oncologo diventi una sorta di supereroe per i malati di cancro, a lui/lei affidiamo tutte le nostre speranze sul futuro, lui si affianca a noi nel duro impegno a superare la malattia e ci fornisce gli strumenti necessari per farlo, aiutandoci a sconfiggerla, quando ci sono i margini perché questo accada, oppure a mantenerci in vita il più lungo possibile come nel caso di Anna. Ma immagino anche che per gli oncologi questa sia una grandissima responsabilità nella propria vita professionale e non solo.
“Non so cosa abbiate dato voi ad Anna” ha detto il moderatore, “ma ognuno di voi ha preso qualcosa da Anna”. Ed è vero, è impossibile descrivere quanto mi ha dato personalmente conoscerla.
Al termine della presentazione siamo usciti con nel cuore le parole conclusive di Obi, straordinario come sempre e, impressi nella mente, i meravigliosi occhi delle tre donne della sua vita, Anna, Nina e Lilla nell’ultima foto che è stata proiettata.
Tornare all’esterno è stato come staccarsi a forza da un momento veramente intimo di condivisione collettiva di affetto per una donna davvero straordinaria. È vero, sono parole che si usano spesso, ma in questo caso non si avvicinano nemmeno alla reale unicità di Anna. Spero solo di avere il coraggio necessario per leggere tutto il libro senza bagnarlo di lacrime. Anna manca sempre tanto, eppure ieri la sentivamo vicino a noi in maniera fortissima.