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Guerrieri 

La parola guerrieri di norma non evoca immagini piacevoli, fa pensare piuttosto a qualcuno in lotta con gli altri, presuppone violenza e spargimento di sangue.

Ma la parola guerrieri può avere anche un’altra accezione e rappresenta in pieno la vita e le reazioni di chi ha o ha avuto il cancro davanti alle difficoltà quotidiane. Bisogna essere guerrieri anche quando si presentano problemi legati sempre alla vita post cancro. Problemi che non riguardano recidive e ripresa della malattia, ma questo è già tanto in realtà e forse ci si potrebbe fermare qui.

Però poi si fanno i conti con le attività quotidiane rese più difficoltose da tanti problemi più o meno lievi. E non è esagerato dire che ogni giorno o quasi ce n’è una, che sia una volta il calo del ferro, una volta la carenza di vitamina D, un’altra volta le ipoglicemie, poi si passa alla dissenteria frequente, alle cistiti dure da debellare, alla stanchezza che accompagna la vita quotidiana. Non ultimo il nervoso per non avere più nemmeno uno straccio di esenzione.

A questo giro mi è toccata una novità inattesa. Dopo 12 anni di picchi glicemici seguiti da crolli di questo valore, adesso ho la glicemia alta al mattino a digiuno. Fino a qualche mese fa avevo 80/90 come valore standard. Adesso sono sui 120. Che succede, mi chiedo. Il pancreas non ce la fa più e non produce più l’insulina di prima che era sempre iper reattiva? Dipende dall’inizio di steatosi epatica che avevo l’anno scorso? Sto andando verso il diabete vero e proprio? O è solo un periodo di stress? Ometto le ipotesi peggiori.

Intanto tra pochi giorni vado a fare l’ecografia addome completo, poi man mano, pezzo per pezzo, tassello per tassello, vediamo. Con la triste consapevolezza che nessuno sa veramente dire cosa accade a una persona senza stomaco dopo diversi anni. Non ci sono stati studi specifici negli anni passati, forse si pensava che già il fatto che un paziente fosse sopravvissuto così poteva bastare e avanzare.

Quindi, mi dico, anche in questa occasione c’è da mostrarsi guerrieri per non soccombere all’ennesima novità negativa. Magari più avanti sarò in grado di scriverne con molto sollievo…e di sicuro avrò da riparlarne.

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Una vita ferropriva

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Ferro su, ferro giù… è questo il metronomo della mia vita.
Chiaramente dopo 11 anni sono ben abituata.
Ma ogni volta è sempre e comunque una difficoltà, un problema cui porre rimedio per tornare in fretta a stare bene.
In ogni caso questo è un post allegro, perché le biopsie fatte durante la gastroscopia di luglio recitano:
Frammenti di mucosa del piccolo intestino esenti da neoplasia e da alterazioni istologiche.
Penso sia sufficiente per guardare l’orizzonte sempre con serenità.

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I controlli tornano sempre.

Ok. Sono passati dieci anni dal cancro e la vita ormai da tempo non ruota più attorno a visite frequenti in ospedale. Quella sensazione di sfortuna della malattia da parecchio la vivo più come fortuna per essere sopravvissuta.
Tuttavia i controlli annuali ci sono sempre, e tra venerdì e sabato farò 2 ecografie, la mammografia, le analisi di rito e i markers tumorali.
Per quanto io sia consapevole di sentirmi abbastanza bene, so anche bene quanto possa essere subdolo il cancro, per cui quella sensazione strisciante che sussurra nelle orecchie “e se…”, è tornata anche quest’anno.
In questo momento sono alle prese con la dieta pre-ecografia, niente frutta, verdura ecc., che per me è già una fatica, ma diciamo che in generale mi sentirò meglio man mano che i risultati cominceranno ad essere tangibili.
Ogni anno questi sono i giorni più difficili e prima di tirare l’ennesimo sospiro di sollievo (e spero di farlo anche questa volta), diciamo che si suda un po’… Ma ormai anche questo fa parte della mia vita.

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Beh io…

…sono arrivata alla vigilia delle vacanze, mai sospirate come quest’anno…ed ecco che puntuale è arrivato anche un problemino.
Un valore delle analisi di routine (non i markers), che è completamente fuori dal normale.
Il laboratorio mi ha telefonato per dirmelo, una situazione strana nel sangue (quandomai a me non capitano cose strane, ho pensato).
La prima cosa che mi è stata consigliata è stata di ripetere le analisi, ma non è facile avere subito i risultati in una città di provincia a ridosso delle vacanze.
Infatti venerdì avrò solo la prima parte degli esiti, il resto alla riapertura.
Intanto io sono qui, stanca e confusa.
Dovrei godermi le vacanze, ma come faccio con questo punto interrogativo davanti?
Che poi le vacanze estive capitano una volta all’anno, accidenti!
Prometto che ci proverò a stare serena, ma certo è che quando si evidenzia qualcosa di anomalo un po’ di ansia ci sta tutta… anche se è MOLTO probabile che non sia nulla di grave!!! (Vero che si vede che ne sono convinta mentre scrivo??!! 🙂 )

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Follow-up iniziato!

Anche questo novembre, dopo la bella giornata passata a Milano, è tempo di tornare con i piedi per terra per un mese ricco di esami di controllo come tutti gli anni.

Già mi sono portata avanti con uno degli esami da fare qualche settimana fa, ed era ok, adesso inizia però il periodo più ricco di esami e visite in programma.

Lunedì ho iniziato con i markers, ma ci vuole sempre tanto per avere i risultati.
La prossima settimana tocca a due ecografie, di cui una addome completo che mi obbliga alla dieta preparatoria e i tre giorni senza frutta e verdura, specie adesso che questi alimenti sono sempre sulla mia tavola, saranno un po’ noiosi (leggasi pesanti).

Come sempre dovrei riuscire a concludere il tutto prima di Natale. Una specie di routine, che routine non è perché ogni anno le sensazioni e gli stati d’animo sono uguali, ma anche differenti.

Vado avanti nell’ottimismo ma la vocina che mi esorta a stare pronta CASOMAI ci dovesse essere qualcosa di sospetto e a non farmi prendere un colpo nel leggere eventuali risultati difformi dal solito, beh quella c’è sempre, assieme ad un’altra che mi ricorda che ogni anno dopo la malattia sono riuscita a sentirmi meglio dentro per le cose che ho costruito nella mia vita in questi anni.

Così diciamo che saranno giorni di moderata inquietudine e di dita incrociate a oltranza. Di nervosismo che sbucherà fuori in momenti inattesi. Di pensieri da fare in solitudine.
Aspettando quel sorriso liberatorio che faccio sempre alla fine del giro…

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Ho finito i controlli

Eh sì, oggi finalmente dopo 2 mesi di visite sparpagliate qua e là, ho finito i controlli, sono stata come ogni anno dalla mia oncologa (cosa che mi fa sempre piacere) e anche questa volta è andato tutto stra-benone. Esami che vanno alla grande, ogni volta ripenso alla paura che avevo la prima volta che sono dovuta andare in oncologia, alla lotta per non fare uscire il senso di depressione che sentivo, per la paura di avere ormai poco tempo da vivere. E adesso invece ci vado come se andassi a trovare un’amica per farle gli auguri di Natale, specie quando mi rendo conto già da sola che tutti gli esami sono a posto…

E ci vediamo una volta all’anno, e va bene così! Laughing

Oggi poi è successa una cosa particolare. Avevano spostato la mia oncologa in un altra sede, in un altro edificio.

Devo premettere che io per tutti questi sette anni sono sempre stata seguita in un reparto oncologico a parte, un pezzo di corridoio molto piccolo, con due stanze per la chemio, una sala per i prelievi e una stanzetta per gli oncologi, ma è una sorta di distaccamento, che non a a che fare con i reparti effettivi di Oncologia.

Oggi invece la mia oncologa era stata spostata in un “vero” reparto di Oncologia, e sono rimasta colpita nel vederlo. C’era un’area allestita dai volontari dell’ Aimac, con tutti i loro opuscoli a disposizione, manifesti della LILT e vari opuscoli sul supporto psicologico per i malati di cancro, tavolini per i colloqui con i volontari, macchinette per il caffè e bevande, ecc e ho pensato che un reparto così ben gestito fa la differenza.

Per carità, io sono stata seguita bene e ho un bel rapporto sia con la mia oncologa che con gli ex specializzandi con cui ho avuto a che fare. Non mi posso lamentare, anzi.

Però penso che andare in un ambiente “dedicato” al paziente oncologico aiuti, faccia sentire maggiormente supportati in un periodo delicato della propria esistenza. In un periodo in cui la paura ha il sopravvento su tutto…

E tra l’altro, cercando la mia oncologa perché all’inizio non si era ben capito in che piano fosse stata spostata, sono capitata in Radiologia Centrale, dove ho fatto la prima TAC della mia vita quando ero ricoverata nel 2004 per l’intervento. Non c’ero mai tornata…

Per un attimo ho rivisto la Rosie di allora, magra, in vestaglia, debole un po’ per il digiuno pre-esame, un po’ per i tanti giorni di alimentazione difficoltosa, spaventata dal non capire cosa le stesse succedendo, cosa avesse esattamente. E ho pensato a quanta forza ho riguadagnato in questi anni. E lo devo in primo luogo a F. che mi ha sempre sostenuta in ogni momento, e poi anche al blog e alla blogterapia,  alle amiche cancer bloggers, a Oltreilcancro e a tutti voi che ci siete sempre a commentare e a fornire sostegno nei momenti di bisogno. Grazie davvero!

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Programmi un po’ sbilenchi…

Il weekend non è ancora finito ma già posso dire che non è andato proprio come volevo, perché mi sono beccata un super raffreddore di quelli che riescono a intontire…mal di testa forte e occhi che lacrimano di continuo e 200 fazzoletti/h di media.

Per l’ennesima volta faccio programmi, ma poi sembra fatto apposta che quando sono in vacanza non sto bene. Per carità, un raffreddore  è proprio una cavolata, non mi permetto di lamentarmi. Però in questi giorni sono uscita proprio facendo uno sforzo e ancora non sono andata alla fiera dei libri che chiude domani perché con il mal di testa non mi sento proprio a mio agio  tra gli stand (e forse è meglio per la salute del portafogli!!!)

Mi sono curata con compresse di paracetamolo, ma mi sembra che siano andate giù senza il minimo effetto, forse cercavano uno stomaco che non hanno trovato… 😦

Vabbé ho ancora domani, su non tutto è perduto!!! Cool