La buona sanità esiste ancora

Immagine tratta dal sito http://www.carlomarullodicondojanni.net

Di questi tempi sembra strano poter raccontare un’esperienza positiva con la sanità, ma dato che ho vissuto direttamente qualcosa che mi ha lasciato sorpresa, ritengo sia giusto anche raccontarlo.

Poco prima di Natale sono andata a fare uno dei controlli di rito, ovvero la mammografia. Questa volta il Cup mi ha prenotato l’esame all’ospedale San Giovanni Battista, dell’Ordine dei Cavalieri di Malta alla Magliana.

Non ero mai stata in questo luogo suggestivo che esternamente e internamente conserva l’aspetto di un castello. In passato è stato anche una residenza pontificia di campagna.

Superato il primo momento di shock, dovuto al gran numero di persone all’accettazione, che mi hanno costretta a entrare in ritardo rispetto all’orario di appuntamento, sono andata in radiologia.

Qui sono stata accompagnata a fare l’esame da una giovane radiologa, che mi ha trattata con modi così gentili ai quali non ero più avvezza, ed è stata una bella sorpresa.

I tempi di consegna dei referti sono di circa 7 giorni, ma finito l’esame sono stata accompagnata in una saletta dove un medico mi ha fatto alcune domande sulla mia storia clinica e ha visionato l’esame insieme a me. Al termine mi ha detto: “Le dico subito che l’esame va bene e non c’è nulla di preoccupante, così può stare tranquilla. La prossima la faccia fra un anno.”

Sono uscita da lì rassicurata e sorpresa da tanta gentilezza e riguardo verso i pazienti, attenzione che troppe volte manca. Una settimana dopo sono andata a ritirare l’esito a cuor leggero perché sapevo già che andava tutto bene.

Una cosa è certa, l’anno prossimo farò il possibile per tornare a fare l’esame nello stesso ospedale. Felice che esistano ancora esempi di una sanità a misura di paziente come questa struttura.

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Una vita ferropriva

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Ferro su, ferro giù… è questo il metronomo della mia vita.
Chiaramente dopo 11 anni sono ben abituata.
Ma ogni volta è sempre e comunque una difficoltà, un problema cui porre rimedio per tornare in fretta a stare bene.
In ogni caso questo è un post allegro, perché le biopsie fatte durante la gastroscopia di luglio recitano:
Frammenti di mucosa del piccolo intestino esenti da neoplasia e da alterazioni istologiche.
Penso sia sufficiente per guardare l’orizzonte sempre con serenità.

Il giorno dopo la gastroscopia

Ieri dunque sono andata a fare la gastroscopia.
Ho dovuto aspettare un po’ perché come spesso capita negli ospedali si arriva tutti allo stesso orario con lo stesso appuntamento ma poi si entra in base all’ordine di arrivo.
L’attesa è stata di circa due ore, intanto un po’ ascoltavo le persone parlare, un po’ lo sguardo mi cadeva sulla mia cartella clinica di 11 anni fa, che avevo portato, casomai dovesse servire.
E più rileggevo quelle parole e più mi prendeva l’angoscia, perché l’esame istologico del mio stomaco asportato non è per nulla una gran bella lettura.

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Però continuavo a dirmi, se sei ancora qui a leggerla dopo undici anni, vuol dire che le cose comunque sono andate bene…
Finalmente a metà mattina mi hanno chiamata e sono entrata.
Sorvoliamo sul fatto che non pensavo che nel 2015 esistessero ancora ospedali dove la gastroscopia si fa senza nessun tipo non dico di sedazione ma anche solo di spray anestetico. Mi sbagliavo, e l’ho scoperto ieri a mie spese.
L’unica cosa che mi ha consolata nel momento di panico è stata vedere le pareti del mio esofago che nelle mie ipotesi più cupe immaginavo erose dal reflusso del quale soffro, anche se per fortuna in maniera molto moderata.
Invece ho visto solo una grande distesa di rosa, meravigliosamente uniforme proprio come i petali di questa rosa…
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E infatti poi il medico, estraendo il tubo mi ha detto: non c’è assolutamente nulla, tutto perfetto anche l’anastomosi (la giunzione esofago-digiuno per i non addetti ai lavori).
Mi hanno anche fatto delle biopsie che saranno pronte a settembre. Ma non credo che starò in ansia per quelle.
Quando sono arrivata a casa ho riposto con cura la mia vecchia cartella clinica in un angolo del mio armadio e in un angolo remoto della mia memoria, dal quale non penso che uscirà tanto presto, anzi potrà farci le ragnatele fino al prossimo eventuale controllo con chi non conosce per nulla la mia storia clinica.
E direi che il 26 luglio potrò davvero fare un brindisi sereno a questi 11 anni di vita. Nonostante le paure rivissute leggendo il vecchio esame istologico…

Come bolle di sapone

Oggi mi sento molto serena, forse perché i problemi stanno dando un po’ di tregua, e mi sembra di salire nell’ aria senza peso, come le bolle di sapone.
Forse anche perché ho ripreso a dedicarmi a un progetto che avevo messo da parte in un momento di sconforto, e poi ho realizzato che era un peccato farlo, specialmente perché è una cosa che sento di dover portare a termine. Quindi ho ripreso a lavorarci con impegno, e questa cosa mi piace e mi fa sentire soddisfatta.

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Nonostante la fatica che si avverte durante le giornate così calde, sto reagendo abbastanza bene e ancora non ho avuto crolli particolari, anzi.
Integrando regolarmente ferro, B12 e vitamina D mi sto tenendo in forma per quanto possibile con quasi 40 gradi…
Sarà anche perché in precedenza ho assunto per un paio di mesi un integratore vitaminico che mi ha permesso di evitare i miei soliti blackout energetici estivi.
La mia tabella di marcia per i prossimi giorni include martedì una gastroscopia di controllo.
Non ho particolari problemi, ma sono ben 7 anni che non la faccio. Spero che il mio esofago, purtroppo spesso messo alla prova dal reflusso – anche se per fortuna il più delle volte la situazione è ben sotto controllo – sia ancora indenne da danni ed erosioni.
Solo con un’esame endoscopico si può verificare lo stato dei tessuti.
Ma sono tranquilla perché so bene che la gastroscopia senza il protagonista principale, assente giustificato nel mio caso, dura proprio poco.
Domenica sarà l’undicesimo anniversario della mia vita senza stomaco e spero proprio di poterlo festeggiare senza pensieri.
Intanto mi godo questa sensazione di break dai tanti pensieri degli ultimi mesi.
Life goes on… (per fortuna!)

Quanti siamo a vivere senza stomaco?

Ho finalmente terminato i controlli, tutto bene ma mi è stato richiesto di ripetere un esame tra tre mesi per scrupolo, con la massima rassicurazione che non è nulla di allarmante.
Questo forse è il buono di essere, sempre sotto controllo: accorgersi di ogni minima variazione.
Nel frattempo stavo facendo una riflessione, o meglio mi stavo ponendo una domanda: ma quanti siamo a vivere senza stomaco?
Quotidianamente nel gruppo Facebook https://www.facebook.com/groups/viveredopo/, ormai sopra i 1.000 iscritti (gruppo che abbiamo scelto di tenere riservato solo a chi vive il problema del tumore allo stomaco per sé stesso o un familiare), incrocio storie di persone alle quali è stato asportato lo stomaco, di recente o da tanti anni.
Su Facebook seguo anche i post del gruppo di supporto australiano, e degli amici americani di No Stomach for cancer. Ma poi ci sono anche gruppi di altri Paesi, come il Brasile, o la Germania, ad esempio.
E mi rendo conto che il mondo è pieno di persone anche cosiddette lungoviventi, che ogni giorno affrontano la propria vita con un organo in meno, e si tratta di un organo le cui capacità di far star bene una persona si scoprono solo quando non lo si ha più.
Eppure ancora per le persone che vivono senza stomaco non ci sono riferimenti appropriati per la vita dopo.
Per fare un esempio, l’esame del carico di glucosio ha comunque i valori di riferimento tarati sulle persone “integre”. I problemi di osteoporosi sono spesso sottovalutati, quasi mai ci si sente consigliare di integrare la vitamina D.
Per le commissioni Asl dell’invalidita, una persona dopo il cancro allo stomaco, passati i primi anni più a rischio per recidiva, torna ad essere normale come prima (che organo inutile lo stomaco, eh!!!) E anche la legge 104 viene prontamente tolta. Tanto, che vuoi che sia dover fare flebo di ferro a vita, o soffrire di crisi ipoglicemiche frequentissime?
Tra l’altro se noi senza stomaco vogliamo monitorare picchi e “spicchi” glicemici (scusate il gioco di parole), le striscette e gli aghi pungidito li dobbiamo pagare per intero, nessuna esenzione, del resto il nostro problema non esiste…
Però insomma, girando per il Web e non solo, mi sembra proprio che a vivere senza stomaco siamo tanti e non siamo una specie rara, ma ancora i nostri problemi sono abbastanza invisibili, e non solo in Italia.
Tuttavia ad ognuno di noi fa davvero molto bene la presenza degli altri, non è un luogo comune dire che davvero confrontandosi con gli altri gastrectomizzati ci si sente meno soli in questo mondo strano…

I controlli tornano sempre.

Ok. Sono passati dieci anni dal cancro e la vita ormai da tempo non ruota più attorno a visite frequenti in ospedale. Quella sensazione di sfortuna della malattia da parecchio la vivo più come fortuna per essere sopravvissuta.
Tuttavia i controlli annuali ci sono sempre, e tra venerdì e sabato farò 2 ecografie, la mammografia, le analisi di rito e i markers tumorali.
Per quanto io sia consapevole di sentirmi abbastanza bene, so anche bene quanto possa essere subdolo il cancro, per cui quella sensazione strisciante che sussurra nelle orecchie “e se…”, è tornata anche quest’anno.
In questo momento sono alle prese con la dieta pre-ecografia, niente frutta, verdura ecc., che per me è già una fatica, ma diciamo che in generale mi sentirò meglio man mano che i risultati cominceranno ad essere tangibili.
Ogni anno questi sono i giorni più difficili e prima di tirare l’ennesimo sospiro di sollievo (e spero di farlo anche questa volta), diciamo che si suda un po’… Ma ormai anche questo fa parte della mia vita.

Block Notes

Cose da fare:

Markers tumorali

Ecografia addome completo

Eco mammaria

Mammografia

Altri esami di laboratorio

Visita oncologica

Cose fatte:

Markers tumorali OK!!!

Ecografia addome completo OK!!

Eco mammaria OK!!!

Mammografia OK!!!

Direi che sono a buon punto…!