Pubblicato in: conseguenze gastrectomia totale, gastrectomia totale, gastroresecata, medicina narrativa, scrittura, storie, vivere senza stomaco, viverla tutta

Quando vivere senza stomaco diventa normalità

Qualche giorno fa, veramente a sorpresa, sulla pagina Facebook di Viverla Tutta, l’iniziativa di medicina narrativa della Pfizer, è comparsa la mia storia.

Non ne sapevo nulla e mentre scorrevo la news feed di Facebook ho letto il mio nome e sono rimasta per un attimo attonita.

Quello che più mi ha emozionata, sono stati i tanti commenti di incoraggiamento delle persone. Mi hanno scritto che sono molto coraggiosa, che sono forte ecc.

Non mi aspettavo tutta questa attenzione. Una volta ancora ho realizzato che per me vivere senza stomaco è diventata la normalità.

E lo scrivo anche qui con convinzione: sono stata cosi fortunata da poter aver in dono una seconda vita, che giorno dopo giorno ho imparato a ricostruire grazie all’amore di mio marito. E al desiderio immenso di assaporare ogni istante.

Devo essere riuscita bene a ricostruirla, forse, perché in questo frangente sono stata la prima a stupirmi dell’impressione che la mia storia ha suscitato nelle persone.

Mi verrebbe da dire scherzosamente No panic, è tutto ok e sono tranquillissima anche senza stomaco.

Ma poi la cosa più importante è dire un grazie alla Pfizer e a tutte le persone che si sono fermate a leggere la mia storia…

Annunci
Pubblicato in: libri, medicina narrativa, viverla tutta

Tra due vite di Laura Mazzeri

In questo periodo le mie attività principali, oltre al lavoro, sono: leggere, scrivere, entrare in libreria, scoprire bei libri, leggere. Abbastanza originale, no?
librotraduevite
E sabato, sempre in una libreria, sono stata attratta da questo libro: Tra due vite di Laura Mazzeri. Il nome dell’autrice non mi era nuovo, infatti anche lei è una blogger e scrittrice, che ha partecipato a un’intervista realizzata per il progetto Viverla Tutta:

(una delle altre interviste era quella della mia amica Giorgia).

Trovo veramente bellissimo il suo raccontarsi, con pacatezza e determinazione.
Ho quindi preso il libro e l’ho finito in un paio di giorni.
Oltre al raccontare la propria esperienza con la malattia, che è una cosa che ho sempre ritenuto importante, altrimenti non sarei l’autrice di un cancer blog di lunga data, sono particolarmente sensibile all’argomento trapianti dopo la morte di mia cugina che, in attesa di trapianto di fegato, morì a causa delle complicazioni di un intervento preparatorio a marzo 2012.

L’autrice è un’insegnante che soffre di alcune malattie autoimmuni, che l’hanno portata prima all’asportazione del colon per cancro conseguente alla malattia, e un giorno si sente annunciare freddamente da un medico che la seconda malattia che l’ha colpita, la colangite sclerosante primaria, la porterà a perdere la funzionalità epatica e che sarà necessario un trapianto di fegato.
Da allora la sua vita va avanti con alti e bassi ed è divisa dalla linea netta del prima, il periodo dell’attesa, con tutti i malesseri e le debolezze anche psicologiche che questa situazione comporta e, ovviamente la paura,  e il dopo, quando il trapianto è stato effettuato ma nella mente di Laura aleggia sempre il pensiero del Giovane Cavaliere, il ragazzo scomparso prematuramente e che le ha donato la seconda vita con il suo fegato.
Dopo il trapianto Laura va incontro a difficoltà, anche la sua nuova vita non è in discesa, ma la sua rinascita passa anche attraverso un interessante incarico all’Università dell’Autobiografia di Anghiari.
Laura ama l’espressione creativa e il canto e anche questo la aiuta a ritrovare se stessa in una vita condizionata dal precario stato di salute, ma mai vinta dallo sconforto o dalla rassegnazione.

Laura è dunque una donna coraggiosa che guarda sempre avanti e supera le difficoltà parlando apertamente dei suoi problemi, e osservando le diverse reazioni dei suoi figli.
La parte del libro che mi ha particolarmente colpita è stata il momento in cui lei decide di fare uscire in qualche modo da se stessa i pensieri e le riflessioni sulla malattia. Su consiglio dello psicoterapeuta che le dice: Perché non apre un blog? Se ben gestito può essere uno strumento utile. Alcuni malati oncologici lo hanno fatto con grande vantaggio“. (confermo…ndr)

Un po’ di esitazione, un po’ di emozione, l’aiuto di un informatico, ed ecco che Laura apre un blog, cambiofegato.net (mi sono emozionata pensando che anche mia cugina sicuramente lo avrà letto).
E da lì Laura si trova una rete di contatti e commentatori che le danno supporto, anche quando non è lei in prima persona a scrivere, durante i giorni del trapianto.

Insomma un libro che emoziona, che in alcuni tratti commuove, e che sicuramente è da leggere come lo sono le testimonianze di donne tenaci che hanno reagito con tutta la loro forza ad una malattia, che può anche non essere il cancro, e che ne sono uscite più forti e decise a vivere intensamente ogni minuto della propria vita.

Qui si può leggere un estratto del libro:
http://www.giunti.it/libri/narrativa/tra-due-vite/

E questo è il sito ufficiale del libro:
http://www.traduevite.it/