Nella nuvola di Più Libri Più Liberi

Ogni anno per me è imperdibile l’appuntamento con la fiera Più Libri Più Liberi a Roma. Mi diverto, incontro tante persone interessanti, si respira un’atmosfera bellissima.

Quest’anno, per la prima volta, l’evento si sta svolgendo nella famosa Nuvola di Fuksas. È stato possibile arrivare fin dentro la nuvola. Siamo rimasti molte ore fino a quando si era fatto buio inoltrato.

Fa un effetto strano ritrovarsi in questo spazio sospeso. C’era tantissima gente, in alcuni momenti ho avuto il dubbio che la novità della nuvola distraesse un po’ l’attenzione dai veri protagonisti, ovvero i libri.

Ho incontrato amici che non vedevo da tanto e ne sono stata felicissima. Abbiamo approfittato per andare a sentire insieme Isabella Ragonese che leggeva brani da Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti, un libro che adoro. Peccato che un guasto tecnico abbia fatto terminare la presentazione prima del previsto.

Ho conosciuto Francesca Petroni, una scrittrice che avevo seguito online e che di persona mi ha fatto una bellissima impressione, mi sembra una persona stupenda. Non vedo l’ora di leggere uno dei suoi libri (L’altro lato del sole) che ho preso e sul quale mi ha fatto una dedica molto bella.

Sono stata un po’ con Giorgia e Sten e poi come tutti gli anni con Amalia allo stand de La Caravella. Sempre momenti molto piacevoli. 

Siamo andati via all’ora di cena quando la nuvola era tutta illuminata di rosso. E ancora da fuori sono rimasta a guardarla, grata per le emozioni che mi ha trasmesso e con una consapevolezza che ormai è certezza: leggere e scrivere sono due attività meravigliose e sono lieta di amarle entrambe. Mi hanno regalato un momento di grande serenità.

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Un giro a Più Libri Più Liberi

Anche quest’anno sono andata a fare un giro alla mia amata fiera Più Libri Più Liberi, all’Eur. È stata l’occasione per rivedere una cara amica., per girare tra i banchi dei tanti espositori e … come sempre tornare a casa con qualche libro in più.

Fiera1

Ogni volta che vado in questo posto mi sento davvero benissimo e torno a casa con tanta energia e tante idee.
Penso che farò presto qualche post sui libri che ho acquistato perché li ritengo molto interessanti.

Sono stati giorni molto belli di un lungo weekend che mi ha portato tante ispirazioni e tante giornate piacevoli.

E oggi che se n’è andata anche Wondy, Francesca Del Rosso, ancora una volta posso dire che apprezzo veramente ogni minuto della vita, ogni particolare, anche i colori del cielo come li ho visti uscendo dalla fiera, con il cuore colmo di soddisfazione.


E ogni giorno apprezzo la fortuna che ho avuto.

Cose sparse, tutte belle, di due weekend.

Di cose da raccontare ce ne sono tante, ma ho avuto poco tempo per farlo.
Oggi cercherò di rimediare: iniziando da domenica scorsa (giorno che il 99% delle volte passo a casa sul divano, a riposare).
Invece di pomeriggio siamo usciti e siamo andati al centro di Roma, non molto lontano dal Colosseo, alla Libreria Empirìa, per partecipare alla presentazione del disco Amada degli Elva Lutza, gruppo sardo che in questo disco realizza un progetto particolare di unione tra musica sarda e occitana, con il cantante provenzale Renat Sette.
Alla Libreria erano presenti soltanto Gianluca Dessì che suona la chitarra (con grande talento ) e Renat Sette, che canta (mancava Nico Casu che nel disco suona la tromba). È stato un momento molto particolare, per me occasione per rivedere Gianluca, che non vedevo da ben 17 anni, un’amicizia nata in quell’epoca lontana che sono stati gli anni Ottanta.

Renat Sette & Gianluca Dessì

Ecco un assaggio del disco Amada, il singolo La Velha.

Oggi invece, come mia abitudine sono stata alla fiera Più Libri Più Liberi. Vado quasi sempre di domenica mattina, in genere perché mi piace come momento, stavolta avevo un motivo in più, volevo andare a sentire al Caffè Letterario la conversazione sui racconti, tra Paolo Cognetti, e Christian Raimo.

Christian Raimo e Paolo Cognetti

Di Cognetti ho amato moltissimo Sofia si veste sempre di nero, di cui avevo parlato qui. Ora è uscito un libro che è una “raccolta di meditazioni sull’arte di scrivere racconti”, intitolato A PESCA NELLE POZZE PIU’ PROFONDE, che naturalmente ho preso e che sarà in cima alle prossime mie letture.

Ho avuto modo di parlare con lui ed è stato gentilissimo.

Finita la presentazione ci siamo ritrovati allo stand dell’editrice Zona con Giorgia e Sten e abbiamo passato un po’ di tempo insieme, non prima di essere passati anche allo stand de La Caravella Editrice e di aver salutato un’altra cara amica, Amalia Scoppola.

rosie_giorgia_amalia

Tanti momenti belli in questi due weekend, anche quando non scrivo per un po’, c’è sempre qualcosa che bolle in pentola!

Le cose positive mettono sempre ko quelle negative!

Sto per scrivere uno di quei post in cui raccolgo un po’ di momenti positivi, che mi fanno stare bene per parecchi giorni.
Anche quest’anno ho fatto la mia visita alla fiera Più libri più liberi, come avevo scritto nel post precedente, ma quest’anno ho fatto il bis.
Sono andata sia giovedì pomeriggio che domenica.

Giovedì per la presentazione del libro di Giorgia, che è stata molto emozionante, il cuore in gola quando la giornalista Ritanna Armeni ha citato uno dei post che l’hanno emozionata di più e naturalmente era uno di quelli scritti da Anna-Wide. C’è stata un’onda di emozione in sala…

Giorgia

Giovedì ho anche conosciuto Amalia Scoppola che è un’altra persona dolcissima che ho incontrato sul web e stringerci in un abbraccio di persona è stato un momento bellissimo.

Amalia

Ma dato che in tutto ciò non avevo fatto un giro tra gli stand, ci sono tornata domenica mattina.

Finalmente ho conosciuto Giovanni Garufi Bozza, che ha scritto uno dei libri che ho amato dalle prime pagine, Selvaggia.

E ho avuto modo di conoscere anche Anita Borriello, un’altra scrittrice molto brava, autrice della saga Brûlant, di cui ho postato qui una recensione.

Mentre camminavo tra gli stand ovviamente pensavo ad Anna, non siamo mai riuscite ad andare insieme a questa fiera, perché purtroppo gli orari in cui andavo io erano sempre incompatibili con i suoi di mamma.

Poi mi sono fermata ad ascoltare la presentazione del libro sulla biografia di Giuliano Montaldo, ricordo sempre il suo film  Gli Occhiali d’oro come uno di quelli che mi piacevano di più quando avevo meno di vent’anni.

Come gli altri anni, quindi, sono tornata a casa con tante cose positive nella mente, quest’anno più incontri e persone da conoscere rispetto ai libri acquistati, ma insomma contenta e soddisfatta.

Anche quest’anno a Più libri Più liberi

Anche quest’anno, come più o meno tutti gli anni, sono stata a fare un giro a Più libri Più liberi, la fiera della piccola e media editoria che si svolge puntualmente a dicembre a Roma.

Quest’anno il mio approccio con i libri è leggermente mutato, specie da quando leggo tantissimi ebook sul kindle (con somma gioia delle mie librerie da tempo strapiene!).

Tuttavia come avrei potuto andare lì e non comprare qualche libro? I soldi sono sempre di meno ma per me i libri sono sempre fondamentali!

Tra i libri che ho preso, due meritano di sicuro segnalazione:

SOFIA SI VESTE SEMPRE DI NERO di Paolo Cognetti, un libro molto apprezzato (specie su Twitter) e poi vi dirò il mio parere, sono già a metà…

Il secondo è questo:

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LIZZIE SIDDAL IL VOLTO DEI PRERAFFAELLITI di Lucinda Hawksley e l’argomento come si può intuire mi appassiona molto.

E poi ho portato a casa shopper, segnalibri, blocchetti e penne.
Anche tanta voglia di scrivere come sempre, e soprattutto di trovare il tempo che quest’anno mi è mancato tanto, ancora non sono nemmeno riuscita a preparare gli ebook dei miei romanzi… o_O

In ogni caso la fiera mi vede sempre avvicinarmi all’uscita contenta e piena di buste… 🙂
Ehm, shh, facciamo i vaghi… 🙂

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La luce perfetta del giorno di Elena Varvello

Ho letto un altro libro di cui devo per forza raccontare. Un altro libro preso a Più libri più liberi, anche questo un ottimo acquisto…

La luce perfetta del giorno di Elena Varvello mi ha attratta subito per il titolo, per la copertina dove una ragazza osserva la luce al di là degli alberi, che mi lasciava intuire un narrare di quelli che scavano nell’animo umano. E mi ha colpita per la vicenda narrata.

Una storia che si snoda dal 1969 fino ai giorni nostri, raccontando di Matilde, che si trasferisce con il marito Paolo a Croci, un paese circondato dai boschi.

Matilde si scopre attratta da Giulio, un vicino che è sposato con Anita, anche se lo ha solo intravisto. E diventa amica di Clara, una donna fortemente cattolica.

Le loro famiglie sono colpite da tragedie, dolori profondi, tradimenti, che segnano il loro percorso di vita e quello dei loro figli.

Nel passare degli anni diventiamo partecipi delle loro vite, con i boschi intorno che fanno quasi da culla alle gioie e ai dolori, e ai tormenti sempre più intensi dei protagonisti. E dei figli, che spesso nascondono insicurezze profonde e difficoltà nei rapporti con gli altri.

Poi, nella seconda parte del libro irrompe un protagonista a noi ben noto, purtroppo: il cancro.

La malattia di Matilde sposta l’asse della vicenda sul dolore di una donna che capisce sempre più che non avrà scampo, che la sua vita sta per finire e che il suo corpo è già diventato quello di un’altra persona, magro, senza capelli, sofferente, quando in ogni momento del giorno mangiare diventa fatica per gli effetti della chemioterapia.

Non sapevo che questo libro parlasse di cancro, è capitato per caso,  e mi sono trovata ancora una volta a rivivere momenti e sensazioni che ormai mi sono ben noti, anche se qui si parla di tumore al seno.

Un libro di quelli che piacciono a me, dove il dolore che fa parte della vita di ognuno accompagna lo scandire del tempo, e spesso tutto quello che si può fare è fissare un punto lontano tra gli alberi del bosco.

Scritto molto molto bene, è stata una lettura di quelle che si posano a malincuore per occuparsi d’altro.

Una nota curiosa: nel libro si parla di un film dell’orrore andato in onda nei primissimi anni ’80, in cui c’era un bambolotto con un gonnellino di paglia, una lancia e una collana e il bambolotto era in realtà posseduto da uno spirito assassino. Mi ha fatto subito tornare alla mente la serie TV “Sette Storie Per Non Dormire” andata in onda in Rai credo alla fine degli ani ’70. In uno degli episodi si narrava proprio di un bambolotto-indigeno killer (una sorta di Feticcio, se avete familiarità con Diablo2 gli abitanti della Giungla Scorticatrice sono identici…). Chissà se l’autrice voleva fare una citazione di quel telefilm… io penso proprio di sì…

Strega d’aprile di Majgull Axelsson

Ieri credo di avervi incuriositi un po’ con il mio accenno al libro che stavo leggendo e che mi aveva colpita parecchio. Oggi che l’ho finito posso parlarne più dettagliatamente.

Innanzitutto, questo è uno dei libri che ho preso a Più libri Più liberi. e sono contenta del mio acquisto.

Tolgo subito ogni dubbio: il titolo Strega d’aprile non c’entra strettamente con le streghe, quindi non si tratta di una storia oscura.

La vicenda racconta invece di Desirée che è condannata a letto da una grave disabilità sin dalla nascita ed è stata abbandonata dalla madre per questa ragione.

Ma Desirée ha trovato il modo per vedere lo stesso il mondo: è “strega d’aprile” ovvero può viaggiare lontano dal suo corpo e vedere il mondo utilizzando come mezzo di trasporto il corpo di volatili e può perfino entrare in un altro corpo umano.

Desirée sa di avere tre sorellastre che sono state adottate da sua madre e che sono cresciute in quella che di diritto sarebbe dovuta essere la sua casa. Ed è anche convinta che una di queste sorelle le abbia rubato quella che doveva essere la sua vita.

Così organizza una sua vendetta, facendo pervenire tre lettere anonime alle sue sorellastre. 

Ma queste lettere saranno il punto di partenza per ricostruire l’esistenza di ciascuna di loro. Ognuna segnata da un’infanzia dolorosa, da un’esistenza molto più difficile di quella delle altre persone. Così scopriamo una storia di sofferenze dove ciascuna ha dovuto lottare duramente per trovare il proprio posto nel mondo. E non tutto ci sono riuscite. Come ad esempio Birgitta, che vive come una barbona e ubriacona.

All’inizio ho fatto un po’ fatica a leggere il libro perché, senza conoscere i personaggi, non riuscivo bene ad entrare nelle loro storie, poi ad un certo punto è scattata la passione, quella che ti fa venire voglia di tornare a casa per leggere un libro, e ho scoperto così il valore di questo romanzo.

Quando si arriva alla fine dispiace davvero lasciare i personaggi ai quali ci si è legati molto durante la lettura.

E il finale arriva fin troppo presto…