Non bisogna avere paura di una gastroscopia

Giovedì scorso per l’ennesima volta ho dovuto fare una gastroscopia di controllo. Ormai ne ho fatte tante, non dico che ci si abitui, è un esame di quelli che si pensa sempre “preferirei essere a casa mia tranquillo“. Ma è vero che tante persone hanno paura della gastroscopia.

Anche stavolta ho incontrato una signora che mi ha detto: ” Sa, non la volevo proprio fare ma ormai mi sono ridotta che la devo fare per forza. È la prima volta che la faccio“.

E penso a quanto la riluttanza a fare questo esame a volte si porti via delle vite. A momenti si portava via anche la mia, ho avuto la fortuna di prendere in tempo un tumore che avrebbe potuto fare danni serissimi se si fosse diffuso ulteriormente. Un destino benevolo ha voluto che il cancro restasse circoscritto a un organo.

Tutto questo per la paura di farsi inserire in gola un tubo. Per pochi minuti.

Giovedì ho fatto una sedazione che mi ha consentito di non ricordare nulla dell’esame. Mi sono addormentata prima che iniziasse e mi sono risvegliata da un sonno tranquillo su una barella in corridoio. L’esame è andato benissimo, il risultato è nella piena normalità di una persona gastrectomizzata.

Però un’esortazione mi esce dal cuore. Non bisogna avere paura di una gastroscopia. Se avete qualche problema di digestione che perdura, dei fastidi che non si risolvono dopo breve terapia con i farmaci, andate a fare questo esame. Può veramente salvare la vita. 

Da un tumore allo stomaco preso in tempo si può guarire. Da uno che si è diffuso in altre parti del corpo, al peritoneo e ad altri organi come ad esempio le ovaie, è molto più difficile. Pensateci, la paura passa, è questione di minuti, il cancro no.

Annunci

MANCA L’INFORMAZIONE

Oggi sono capitata su questo articolo e sono inorridita.

http://fidest.wordpress.com/2010/03/02/cittadini-poco-informati-sul-carcinoma-gastrico/trackback/

L'articolo dice che su un campione di 600 persone intervistate il 93% non ha mai sentito parlare del tumore allo stomaco.
(Perché inorridire, poi, quando io per prima al momento della mia diagnosi sono caduta dalle nuvole…)

L'84% non ha mai letto un articolo sull'argomento e il 79% ritiene che il cancro gastrico non sia guaribile.
Il 9% consuma tutti i giorni insaccati e/o carne alla brace. Comportamento a rischio.
Io stessa ricordo di avere consumato per un periodo di diversi mesi nel 2003, (periodo in cui ho lavorato piuttosto lontano da casa), quasi tutti i giorni panini con prosciutto, salame, bresaola…e raramente con formaggi cremosi.
Ma non avevo mai sentito parlare del fatto che consumare spesso gli insaccati può essere pericoloso per lo sviluppo del cancro allo stomaco. Ero un po' ignorante su queste cose, non me ne interessavo particolarmente.

Nonostante questo, comunque  il 70% degli intervistati non si considera a rischio. (Solita idea del tanto succede agli altri?)

Quello che mi sono sempre chiesta è il perché del silenzio mediatico su questo tumore.

Perché, quando il cancro allo stomaco continua comunque ad essere un tumore molto diffuso, (è il quarto diagnosticato come frequenza), e purtroppo in moltissimi casi è diagnosticato quando è già molto avanzato?

Ci vorrebbero campagne di informazione massiccia su questo tipo di cancro, ma purtroppo nessuno si prende la briga di farlo e tanta gente ci va di mezzo scoprendolo troppo tardi.

Forse l'unico posto dove si parla di cancro allo stomaco e di prevenzione è internet, e meno male…

A volte

Ieri ho visto in televisione la puntata di Elisir su Rai Tre, dedicata al mal di stomaco. E pensavo a quanto a volte le cose dette possano sembrare fuorvianti.
Innanzitutto, non mi piace molto il fatto che la possibilità che un dolore allo stomaco possa nascondere un tumore venga quasi sussurrata a mezza voce. Infatti ieri Michele Mirabella ha detto qualcosa tipo "parliamo del mal di stomaco, dei controlli da fare, quando può essere una gastrite o  un'ulcera (pausa di silenzio) o Dio non voglia qualcosa di peggio…Oggi sono stati fatti progressi mentre addirittura un tempo si curava l'ulcera con una resezione gastrica"  (Mio commento: l'ulcera? E il tumore no??)
 Ma l'accenno al tumore, durato circa 2 secondi (cioè Dio non voglia qualcosa di peggio – a quanto pare nemmeno si può nominare con il suo nome), è stato immediatamente liquidato da queste frasi:
se si hanno meno di 50 anni, il disturbo non si presenta di notte, non vi è anemia o calo improvviso e immotivato di peso, si può anche evitare di fare una gastroscopia.
Dopodiché il programma è proseguito trattando i soliti argomenti soft: gastrite, reflusso gastro esofageo, helicobacter pylori.

Ora io avrei qualcosa da obiettare: quando mi sono ammalata, avevo 35 anni. Non avevo assolutamente dolori notturni. In quel periodo le analisi andavano benissimo, anche il valore del ferro era alto. Ed anche i marcatori tumorali erano normali.
Avevo difficoltà a mangiare regolarmente e penso solo per quel motivo ho perso circa tre chili.
Quindi, seguendo i consigli della trasmissione, io avrei potuto evitare la gastroscopia.
E forse ora non sarei più qui…

Non capisco questa generalizzazione dei sintomi, perché invece non viene detto che, per quanto raro, il tumore allo stomaco può colpire anche chi è ben lontano da aver superato i 50 anni?
(O io arrivo da un altro pianeta??)

Vorrei tanto un giorno vedere una trasmissione televisiva che si occupi delle persone che hanno avuto un tumore allo stomaco e di come si vive dopo una gastrectomia totale. Specie nei primi tempi.
I problemi che ci sono, la carenza di ferro, di vitamina B12, la sindrome di Dumping, il calo di peso, la nausea, la sensazione di strozzamento all'esofago, l'ipoglicemia improvvisa per svuotamento troppo rapido delle anse intestinali che fanno da stomaco.

Credo che l'unico modo sarà riempire di email tutte le redazioni dei programmi televisivi che si occupano di salute. Chissà se riuscirò ad ottenere anche cinque minuti di trasmissione dedicati a questo…?