Quando vivere senza stomaco diventa normalità

Qualche giorno fa, veramente a sorpresa, sulla pagina Facebook di Viverla Tutta, l’iniziativa di medicina narrativa della Pfizer, è comparsa la mia storia.

Non ne sapevo nulla e mentre scorrevo la news feed di Facebook ho letto il mio nome e sono rimasta per un attimo attonita.

Quello che più mi ha emozionata, sono stati i tanti commenti di incoraggiamento delle persone. Mi hanno scritto che sono molto coraggiosa, che sono forte ecc.

Non mi aspettavo tutta questa attenzione. Una volta ancora ho realizzato che per me vivere senza stomaco è diventata la normalità.

E lo scrivo anche qui con convinzione: sono stata cosi fortunata da poter aver in dono una seconda vita, che giorno dopo giorno ho imparato a ricostruire grazie all’amore di mio marito. E al desiderio immenso di assaporare ogni istante.

Devo essere riuscita bene a ricostruirla, forse, perché in questo frangente sono stata la prima a stupirmi dell’impressione che la mia storia ha suscitato nelle persone.

Mi verrebbe da dire scherzosamente No panic, è tutto ok e sono tranquillissima anche senza stomaco.

Ma poi la cosa più importante è dire un grazie alla Pfizer e a tutte le persone che si sono fermate a leggere la mia storia…

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Quegli incontri voluti dal destino…e da Facebook!

AmoreOggi il mio blog si trasforma per un momento in un gossip blog, per raccontare una storia d’amore che mi è piaciuta e che assomiglia un po’ agli espedienti letterari che si mettono in atto quando si scrive un romanzo e chi scrive lavora di fantasia per dare una mano ai personaggi, inventando incontri surreali.

Solo che questa storia è vera:

Nel 2009, quando ancora si faceva grande uso dei cellulari a conchiglia, Schuyler Benson del’Arkansas del Sud, aprì il proprio cellulare e si trovò loggato su Facebook nell’account di una donna di nome Celeste, del Colorado.

I due non si conoscevano, non avevano amici in comune, né nessun altro tipo di conoscenza, eppure Facebook per errore aveva effettuato l’accesso all’account della donna sul cellulare dell’uomo e, tra le altre cose, Schuyler non riusciva più a fare logout. L’uomo chiese aiuto anche agli amici, ma niente Facebook rimaneva bloccato nell’account di Celeste.

Fino a che la donna chiese l’amicizia a Schuyler e questa richiesta in qualche modo (mistero!!) sblocco l’account di Celeste sul cellulare dell’uomo, che finalmente poté sloggarsi.

Nel frattempo i due si misero a chattare e.. si resero conto di avere tantissimo in comune.
Per quattro anni rimasero amici virtuali, fino a che nel 2013 si conobbero di persona e… questa estate è stato celebrato il loro matrimonio!

È una storia veramente curiosa, e sembra davvero la trama di un romanzo però leggerla mi ha fatto sorridere e per questo mi è venuta voglia di riportarla qui. È l’esempio di come l’amore possa arrivare nella maniera più strana, quando è destino, e questa è una delle cose belle della vita.

L’articolo originale è di Mashable:

http://mashable.com/2015/10/04/facebook-login-mistaken-identity-marriage/#jMISt_3pBPqp

Libri e ricordi

Questo post nasce da una serie di ricordi del mio passato più remoto, ovvero di quando avevo circa 8 o 9 anni e in televisione trasmettevano lo sceneggiato (già allora non erano ancora fiction) Poldark.

Sarà che sin da piccola ero destinata a sviluppare la passione per la Gran Bretagna, (e la storia si svolgeva in Cornovaglia), sarà che poi non l'hanno mai più ritrasmesso, insomma vivo una strana fascinazione nei confronti di questa saga.

L'unica cosa che ho potuto fare è andare in cerca dei libri di Wiston Graham (dai cui romanzi era stata tratta la serie) a Londra.

A Gatwick l'anno scorso avevo trovato Bella Poldark, il dodicesimo ed ultimo romanzo della serie.

Facendo un giro in rete ho trovato questo link:

http://www.deastore.com/search/english_books/0/author/Winston%20Graham

dove è possibile acquistare tutti i libri della saga anche in Italia. D'impulso e con gioia ho pensato subito "Li compro tutti".
Poi a freddo ho ripensato alle dimensioni di casa mia, già strapiena di libri e ho realizzato che non avrei proprio il posto dove metterli.
Le soluzioni sono due: o mi affitto un garage per i libri, oppure non  li compro e ho già capito che la scelta sarà la seconda.
Comunque ho appena finito di leggere Bella Poldark ed è stato bellissimo immergersi nuovamente in quelle atmosfere…

Ok quasi quasi mi organizzo una vacanza in Cornovaglia… 😉

Un’antica leggenda

Oggi ho deciso di raccontare di un’antica leggenda medievale (chissà se qualcuno avrà la pazienza di leggerla….!!)
La storia di Maude Bowen
 
Si narra che nel medioevo, nel villaggio inglese di Swindon, vivesse una ragazza di nome Maude Bowen, con la madre Margaret e lo zio Godfrey.
Ogni giorno la giovane Maude si recava al mercato di Cheltenham a vendere lana filata.
Una sera però non fece rientro a casa e la madre, disperata diede l’allarme. Partirono le ricerche ed il corpo di Maude fu trovato nudo, con chiari segni di violenza e stupro, lungo il fiume chiamato Wyman’s Brook. A qualche metro di distanza, sul ponte che attraversava il fiume, giaceva il corpo dello zio della ragazza, trafitto da una freccia, con tra le mani ancora gli abiti della poveretta.
L’inchiesta che ne seguì stabilì che lo zio aveva stuprato la giovane Maude e che la ragazza si era uccisa nel fiume per la vergogna. Ma non si spiegò da dove provenisse la freccia che aveva trafitto l’uomo.
Poiché ai tempi si credeva che le anime delle persone morte suicide potessero tornare sulla Terra come vampiri, si decise di portare il corpo di Maude Bowen in un incrocio e di piantarle un paletto nel cuore. Dopodiché fu seppellita nell’incrocio stesso. Lo zio invece fu seppellito con un funerale cristiano.
Il paletto crebbe con gli anni e divenne un albero che si ergeva all’incrocio, nutrito dalle lacrime della madre di Maude. La poveretta, impazzita di dolore, divenne una vagabonda (era stata allontanata dal cottage dove viveva poiché madre di una suicida) e rimase sempre vicino all’albero dove sua figlia era stata impalata.
Un giorno, si narra che passasse di lì il Signore del Maniero di Swindon e che, seccato nel vedere la madre di Maude che piangeva vicino all’albero, ordinasse ai suoi uomini di portarla via a forza.
Ma appena uno dei suoi uomini si avvicinò all’albero, una freccia misteriosa lo trafisse e l’uomo morì lì davanti.
La povera madre di Maude fu accusata dell’omicidio, secondo le credenze del tempo commesso grazie alle arti di stregoneria. Fu quindi incarcerata e processata come strega. Si decise di bruciarla viva proprio all’albero dell’incrocio.
 Mentre  Margaret Bowen, tra indicibili tormenti, stava bruciando sulla pira creata davanti all’albero dell’incrocio, tra le risate della gente che guardava, il Signore del Maniero di Swindon si avvicinò a lei per prenderla in giro. Ma proprio in quel momento, di nuovo dal nulla, spuntò una freccia che trafisse l’uomo. La punizione fu spettacolare. Infatti, l’uomo cadde sulla pira che esplose e prese fuoco assieme a Margaret Bowen ed entrambi i corpi furono bruciati in un attimo.
Tuttavia l’albero sopravvisse al rogo e continuò a crescere. La famiglia del Signore di Swindon fu distrutta di lì a poco da misteriose malattie.
Passò moltissimo tempo prima che si venisse a sapere chi era stato a scoccare le provvidenziali frecce.
 
Dopo oltre cinquant’anni dagli eventi,  uno strano individuo, ormai anziano, prese possesso della casa ormai in rovina di Maude Bowen.
Si trattava di Walter Gray, un tempo amato da Maude Bowen. Era stato lontano dal paese di Swindon per molti molti anni ed ora era tornato per terminare lì i suoi giorni.
Egli raccontò agli abitanti del villaggio la storia accaduta molto tempo prima. Godfrey Bowen aveva tentato di sposare Maude per poter entrare in possesso del cottage. Arrabbiato per il  suo rifiuto, Godfrey si era accordato con il Signore del Maniero che avrebbe voluto la ragazza come amante, ma non vi era riuscito. Fu deciso di stuprarla e di ucciderla.
Walter aveva deciso di vegliare su di lei. Arrivato troppo tardi per impedire lo stupro da parte di Godfrey e del Signore del Maniero, aveva però fatto in tempo ad uccidere l’uomo con la sua freccia e la stessa cosa aveva fatto successivamente con il Signore del Maniero e con il suo attendente. Come un Angelo Vendicatore…
Nel 1922 una tempesta di fulmini incendiò l’albero, tuttavia rimane ancora un cerchio nella strada all’incrocio di Swindon, dove si ergeva l’albero, a testimonianza dell’antica vicenda di Maude Bowen.
Questa storia è raccontata dagli Inkubus Sukkubus in THE RAPE OF MAUDE BOWEN…ed è questa la canzone che stavo ascoltando mentre scrivevo…
 
(Testo liberamente tratto e tradotto da http://www.twistedtree.org.uk)