Pubblicato in: passeggiate, pensieri, riflessioni, viaggi, watching the world

Due cani

Venerdì ho passato una giornata al lago, un lago che adoro e dove sono già stata diverse volte. Era una giornata ventosa e le acque del lago erano mosse, le onde impetuose, le acque agitate.

A un certo punto, mentre eravamo sul pontile sono arrivati alcuni uomini con due cani di razza tedesca di taglia grande. I due cani erano sfrenati, non si tenevano più per l’eccitazione nel trovarsi di fronte all’acqua, alle onde. Quello che mi ha colpita, è stato il loro comportamento, notevolmente differente proprio per il diverso temperamento dei due animali.

Il primo ha sceso gli scalini che portavano direttamente in acqua e ha immerso il muso nelle onde, mordendole come per fermarle, giocandoci allegramente.

L’altro si è fermato sul pontile, abbaiava e scodinzolava, guardando l’acqua da un punto più riparato. 

Dopo un po’, cani e padroni si sono spostati in una insenatura dove era più facile scendere direttamente in acqua.

Il primo cane ne ha approfittato e si è immerso ancora di più, con il muso tutto nell’acqua a giocare di nuovo con le onde.

Il secondo ha fatto due passi in avanti, quasi tentato dal pensiero di scendere ugualmente in acqua, poi però ha fatto  tre passi indietro e si è posizionato più su per guardare l’acqua e abbaiare in un posto sicuro.

Ho pensato a quanto mi sentissi simile al secondo cane. Nella vita sono sempre stata con tanta voglia di fare le cose che mi piacciono, ma sempre con un freno interiore dettato da tante circostanze della mia esistenza, che hanno forgiato il mio carattere.

Eppure proprio l’esperienza della malattia mi ha insegnato che la vita va assaporata intensamente e non a piccoli sorsi o stando sulla soglia. 

E mi viene in mente L’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, con l’epitaffio di Francis Turner:

“Io non potevo correre né giocare/ quando ero ragazzo./ Quando fui uomo, potei solo sorseggiare/ alla coppa, non bere../perché la scarlattina mi aveva lasciato/ il cuore malato.”

E mi rendo conto che non è cosi che bisogna vivere, si deve invece vivere intensamente, assaporando ogni emozione.

Per me può essere un buon proposito da non dimenticare mai.

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Pubblicato in: Barcellona, viaggi

Con occhi diversi

Nel gennaio 2004 stavo attraversando un periodo emotivamente difficoltoso. Ma ricordo molto bene di aver fatto un viaggio in Spagna con delle amiche, destinazione Barcellona.

Ricordo la bellezza della città, le incantevoli opere di Gaudí, la curiosità di vedere una città per me nuova. Ma ricordo anche la sensazione di peso nel cuore per le tante cose che non andavano bene.

Di li a pochi mesi il cancro che sicuramente già avevo in quei giorni, avrebbe dato i primi segni della propria indesiderata presenza.

Lo scorso weekend sono stata di nuovo a Barcellona. Dopo 13 anni. Ed è stata un’esperienza completamente diversa.  La stessa città è apparsa ai miei occhi solare, tranquilla, piena di vita. Sarà stato anche perché, a differenza di 13 anni fa, ho imparato lo spagnolo e quindi capivo molte più cose, sebbene a Barcellona si parli di più il catalano.

Mi sono ritrovata a girare per  le strade con uno stato d’animo completamente diverso.

Mi sentivo più leggera. Sarà forse l’emozione che scaturisce dalla consapevolezza di avere avuto una seconda chance.

La fortuna di aver trascorso una giornata di sole bellissima al Port Vell,  mi ha dato tantissima energia nonostante la naturale stanchezza per il gran camminare.

Anche se il week-end è trascorso in maniera fin troppo rapida, mi ha fatto molto bene, ma soprattutto mi ha fatto comprendere per la milonesima volta quanto le cose sembrino più belle dopo aver avuto una seconda possibilità.

Ed è stato per la gioia che mi ha dato questo viaggio, che ritornare in Spagna al più presto,  è apparso nella mia lista delle cose da fare assolutamente.

Pubblicato in: cancro allo stomaco, conseguenze gastrectomia totale, viaggi, vivere senza stomaco

Tre giorni in Baviera

E così giovedì sera sono tornata a casa dal mio viaggio di lavoro.
È stata una bella sfida per me, ma ho avuto modo di sperimentare ancora una volta come la buona volontà e la determinazione non sempre siano sufficienti a portare a termine tutti gli impegni quando si vive senza stomaco. Il giorno prima di partire non sono stata bene, e il lunedì ci ho messo tutto l’impegno possibile per recuperare un po’ di forze e partire, il volo era nel tardo pomeriggio.

Non ero mai stata in Germania, e questa è stata una buona occasione per vedere uno scorcio di Baviera. Mi trovavo a 50 minuti da Monaco, in uno splendido hotel in campagna, con le cameriere dei ristoranti vestite in costume bavarese.

Ogni mattina la prima cosa che facevo era affacciarmi al balcone e guardare gli stupendi colori dell’alba. Tranne l’ultimo giorno perché eravamo immersi nella nebbia.

Il primo giorno di lavoro è stato molto interessante, però full time e fino alle 18 siamo stati in ufficio.
La sera però, dopo la cena con i colleghi, mi sono resa conto di essere veramente a pezzi. Così, per forza di cose il secondo giorno ho dovuto arrendermi, e non sono andata al training. Ho passato tutto il giorno da sola in Hotel, tranne per i momenti in cui mi sono dovuta allontanare dalla stanza per le pulizie.
Anche se a pezzi, sono uscita a fare due passi, grazie anche  alla giornata per fortuna era splendida.

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Dopo aver fatto tipo 200 metri ero sempre più stanca così sono entrata qui: un tipico forno bavarese dove ho preso una tazzona di caffè formato caffellatte e ho potuto riposare un po’, ero già in allarme rosso per carenza di forze.
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Di fronte a me vedevo questo bellissimo scorcio e la chiesetta con il piccolo cimitero annesso, che ricreava sempre quell’atmosfera gotica che amo tanto. Dopo poco sono tornata in hotel e lì sono rimasta fino a sera.
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Dopo una giornata di riposo totale, il giorno successivo ho potuto partecipare nuovamente al training, esperienza sempre molto ricca di spunti da approfondire.
Fino alle 16, quando siamo ripartiti per l’aeroporto, e ho dovuto dire addio a questo angolo di tranquillità fuori dal mondo, sperando che sia forse un arrivederci.
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In generale posso dire che è è stata un’esperienza molto bella anche se per me parecchio faticosa. Anche bilanciare l’alimentazione con i miei problemi di glicemia è stato un po’ complicato, ma alla fine non è successo nulla di drammatico, tranne uno dei soliti cali di zuccheri.

Ho apprezzato l’opportunità che l’azienda per la quale lavoro ha voluto darmi, anche se come dicevo all’inizio, non basta la buona volontà per riuscire a fare tutto.
E aver subito una gastrectomia totale rimane comunque un intervento invalidante a vita, purtroppo. Ma le cose che si possono fare sono comunque tante, e questo viaggio ne è stato una prova.

Naturalmente adesso non vedo l’ora di tornare in Germania come turista, quando mi  sarà possibile. 🙂

Pubblicato in: diario, la vita dopo, viaggi, vivere senza stomaco

La vita continua dopo il cancro e a volte ti sorprendi

I giorni stanno volando veloci, inframmezzati da i controlli di routine, quest’anno per la prima volta a pagamento (per una serie di ragioni stavolta ho saltato anche la giostra delle prenotazioni via Cup), anche perché il più delle volte si riesce a parlare con un operatore al decimo tentativo e quasi sempre le risposte sono di due tipi:

  • tipo A = non posso prenotare, le liste sono ancora chiuse
  • tipo B = mi dispiace, le liste sono state aperte la settimana scorsa, ma gli appuntamenti sono già tutti presi.

Di conseguenza sto facendo molti esami privatamente vicino casa, ma siccome non sono una ricca possidente e tuttora lavoro part time, penso che l’anno prossimo per forza di cose mi dovrò organizzare diversamente. Comunque la cosa positiva è che sono tutti ok. I piccoli disturbi ci sono sempre ma fanno ormai parte della mia vita.

A proposito di lavoro, la prossima settimana mi attende un viaggio. È la prima volta che andrò all’estero per lavoro, e conto di fare tesoro di questa esperienza.

Ho la valigia da preparare, tutta l’adrenalina in corpo di quando si sta per fare un viaggio e la voglia di sentirmi il più possibile normale.
Ci sono momenti in cui, ripensando a quando ero malata, mi sembra di aver fatto un sogno, un sogno che è sempre più lontano dalla mia vita, sebbene il cancro mi abbia costretta a vivere con un organo in meno, ma è sempre vita e può essere anche molto bella.

E a volte mi sorprendo ancora. Sono caduta e mi sono rialzata. Proseguo per la mia strada e ancora oggi mi sembra incredibile.

Penso che il prossimo post lo scriverò al rientro.
Spero di passare dei bei giorni comunque: anche se la maggior parte del tempo la passerò in ufficio, respirerò lo stesso un’aria nuova.

sogni

Pubblicato in: felicità, viaggi, watching the world

La valigia sul letto…

… non è proprio quella di un lungo viaggio, ma quasi. In pochi giorni infatti ci siamo spostati in diverse città italiane, e ci siamo veramente divertiti un sacco e una sporta, come si dice, grazie anche alla magica compagnia di ziaCris e di tutti i suoi amici.

Così il primo giorno ci siamo fermati a Perugia. Adoro questa città, ultimamente ci andiamo almeno una volta all’anno.

Il secondo giorno lo abbiamo passato sul Lago Trasimeno, e sull’Isola Maggiore. È davvero bello stare fuori dalle solite quattro mura, dalla mattina presto fino alla sera. Anche se mi stanco, ogni tanto fa bene trascorrere tanto tempo all’aria aperta e rendersi conto che la vita è bella anche tra sole, cielo e nuvole. Anche quando il cielo si fa un po’ troppo scuro.

Il terzo giorno ci siamo spostati a Cervia. E qui, in compagnia della Cris, della Tata e del Ferrari, di Marina e Alberto ci siamo veramente sbracati dalle risate, non mi viene un altro termine. Come ai tempi della scuola, quando si ride per ogni stupidaggine. Con lo stesso spirito leggero. E c’è stato anche spazio per prendere un tè insieme ad Annamaria di Unazzurrocielo.

Come mio solito dopo pranzo ogni giorno mi andavo a riposare in hotel per un paio d’ore e ne ho approfittato per leggere molti libri che mi sono davvero piaciuti, La luce sugli oceani che è diventato anche un film che uscirà a breve in America e che andrò sicuramente a vedere quando sarà disponibile nelle sale italiane, (così come il film de La ragazza del treno).  Altri libri molto interessanti, Il profumo delle foglie del tè, e Ogni giorno come fossi bambina.
E sono così passati i giorni di mare, passeggiate e pranzi … beh non proprio abbondanti.. ho accumulato una fame stratosferica!!

Subito dopo ferragosto, invece di tornare verso Roma, ci siamo diretti verso Bologna, e abbiamo fatto un bel giro per la città.

Ho camminato così tanto in questi giorni, che adesso mi sento veramente ko per la stanchezza. Ma non importa perché sono felice.

E ora, ripensandoci, so anche cos’è la valigia sul letto.
È la valigia nella quale ho rinchiuso tutti i problemi della vita quotidiana, lavoro, burocrazia, pagamenti. Ma li ho chiusi così ben stretti che non usciranno da lì fino alla prossima settimana. E di questo sono davvero soddisfatta! 🙂

Chiudo con questo bellissimo tramonto a Calderara e con un grazie immenso agli amici che ci hanno ospitato.

Pubblicato in: diario, felicità, viaggi

E poi arriva un weekend stupendo

Chi segue questo mio blog da parecchio tempo, sa quanto io ami viaggiare… In questo ultimo anno, ho viaggiato un po’ di meno a causa di problemi familiari.

Tuttavia, quando possibile, non mi sono tirata indietro all’idea di preparare velocemente una valigia e partire.
E così abbiamo fatto sabato mattina. Un paio di vestiti in una borsa e via, in direzione Toscana.

Prima a Siena, una delle mie città preferite, con l’atmosfera che porta indietro nel tempo.

SienaGrazie al regalo di nostri amici abbiamo soggiornato in una ex abbazia benedettina, con lunghi corridoi, scalinate di pietra, panche di legno… e silenzio, tantissimo silenzio…
Il sabato pomeriggio lo abbiamo dedicato tutto a fare un lungo giro per la città.
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Piazza del Campo era veramente uno spettacolo e ci siamo stati a lungo.
Poi siamo arrivati al Duomo, e il colore del cielo, con il sole che stava per tramontare mi ha trasmesso una grandissima gioia, nonostante tante difficoltà di questo periodo bastano questi momenti per tornare felici, un po’ come quando eravamo sul lago Trasimeno.

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Ecco la trasformazione del Duomo con gli ultimi raggi del sole che scivolavano lungo le guglie e il campanile:

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Ed anche di fianco, lo spettacolo non era da meno.

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Siamo poi tornati e rimasti a Piazza del Campo fino alla sera, un momento speciale, con l’aria più fresca e la folla dei turisti che si andava un po’ diradando.

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Domenica, prima di tornare a casa, siamo andati a vedere San Gimignano, dove incredibilmente non ero mai stata. Ed è una vera meraviglia.

San Gimignano

San Gimignano

Abbiamo pranzato in un ristorante con questa vista spettacolare delle colline toscane.
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Nel primo pomeriggio siamo ripartiti con gli occhi pieni dei colori della Toscana, tanto verde, tanto relax e anche tanta nostalgia.
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Inutile dire che non vedo l’ora di ripartire, appena sarà possibile.

Pubblicato in: cancro, conseguenze gastrectomia totale, viaggi, vivere senza stomaco

Venire a patti con i propri limiti

La prima parte delle vacanze (brevi) è già finita. Ma resta ancora una settimana prima del rientro al lavoro.
Il viaggio di ritorno è stato spunto per riflettere su come sia sempre necessario accettare i propri limiti anche quando si fa fatica a farlo.

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Ho avuto qualche malessere durante il viaggio, di base perché ero molto stanca. Ho cercato di affrontare ogni giornata di questa breve vacanza come se fossi in forma come nella mia “vita precedente”, ma è inevitabile rendersi conto che ci sono dei limiti e che basta superarli, fingere che non esistano, per arrivare poi al crollo.
Bisogna accettarlo, fa parte di quell’altalena quotidiana dopo il cancro in cui da un lato ci si deprime per le difficoltà che persistono dopo tanti anni, dall’altro ci si sente comunque risarciti dal fatto di essere ancora vivi.
E come sempre capita, basta guardare i lati positivi di quanto vissuto, passando subito il cancellino sui malesseri e momenti di defaillance come quelli di ieri, tanto non vale la pena ricordarli.
E dunque sono felice per le giornate trascorse con amici, vecchi e nuovi, persone che riescono a imprimere sul viso un sorriso che sbiadirà solo a fine estate, con il rientro alla vita più impegnativa.
Per il momento dunque un saluto agli ombrelloni, alle giornate al mare, ma spero di riprendere velocemente le forze per andare incontro ad altre giornate interessanti e divertenti. Conscia dei miei limiti che non devo perdere d’occhio!!! Spensieratezza senza strafare, questa è la mia auto-prescrizione.
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