Pubblicato in: diario, pensieri, ricordi, riflessioni

A pensarci adesso

Qualche settimana fa mi è capitato di parlare con una persona conosciuta da poco, raccontando episodi accaduti nel mio passato, mettendo insieme scene e frammenti di momenti che mi tengo nel cuore.

È stato solo parlandone, che mi sono resa conto di quanto momenti speciali ci siano stati nella mia vita fino ad ora.

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I tanti viaggi, i treni presi, la musica, i piccoli e grandi episodi ad essa legati. Le emozioni di gente conosciuta per caso che poi è entrata stabilmente a far parte della mia vita.

Gli episodi della vita quotidiana che poi sono rimasti scolpiti nella mia mente. Ricordi anche banali come quella sera in cui andai a comprare Ragazza In nel 1983 e ci trovai in copertina Boy George con un vestito variopinto e quell’episodio contribuì non poco a far nascere il mio amore per la musica.

È strano forse provare emozione per le cose vissute nella propria vita, ma forse è anche normale quando si sono vissute cose belle.

La sfida poi è tenere a mente la grande gioia e intensità di sensazioni provate in quei momenti per riportarla nei giorni del presente. Perché è bello avere ricordi ma la vita ce la dobbiamo costruire giorno per giorno. 

Mi sono accorta che ripensare a quante cose belle fortunatamente ho potuto fare nella mia vita è stato per me una sorta di forza propulsiva per cercare di non adagiarmi nella comoda routine della vita quotidiana.

Il bello è poter dire ogni giorno oggi sono riuscita a fare qualcosa di bello. È già importante anche solo provarci. Tenere a mente che possiamo essere felici per cose che sul momento sembrano banali ma che sono invece come piccoli mattoni che costruiscono la splendida vita che vogliamo.

E saranno questi gli episodi, i momenti che, dopo qualche anno, ci sembreranno perfino più speciali di quando li abbiamo vissuti. Posso dire che sono impaziente di viverne ancora.

Pubblicato in: diario, sfoghi, vivere senza stomaco

Ripensare la propria vita in altri termini

Sebbene io mi sia ammalata di cancro ben 12 anni e mezzo fa, questa malattia ha lasciato segni permanenti su di me. Ed è forse per questo che continuo ad avvertire di tanto in tanto la necessità di parlare di quelle che sono le difficoltà quotidiane. È vero, dopo tanti anni subentra una sorta di assuefazione per la quale tanti problemi divengono normale amministrazione e nemmeno ci si fa più troppo caso, come ad esempio il dover fare delle flebo periodicamente. O fare le analisi ogni due mesi. Non sono cose che mi disturbano. Fanno parte della vita “riacquisita” dopo il cancro.

Quello che a volte pesa un po’ è l’aver dovuto ripensare la mia vita in altri termini. Sono consapevole che non sono un caso unico e anzi, ci sono tante persone che stanno peggio di me. Ma forse non avrei immaginato che tutti i miei pomeriggi dal luglio 2004 a oggi li avrei trascorsi almeno per un paio d’ore semi sdraiata su un letto o su un divano, in attesa di digerire. Posso anche non farlo, è vero, ma a prezzo di una sensazione di disagio.

Non avrei mai pensato di avere energie che di colpo crollano, come una specie di palloncino che si sgonfia.

Non necessariamente tutto è solo negativo. Lavorare part time per forza di cose mi lascia molto tempo libero per leggere, specie quando sono sul letto e non dormo, ma semplicemente è un’altra vita rispetto a quella che avrei immaginato.

Non si è mai preparati per questo. Forse ripensarci ancora dopo tanti anni vuole dire che probabilmente questa condizione non si riesce mai ad accettarla proprio del tutto. Si parla tanto della nuova realtà delle persone sopravvissute al cancro, che in Italia e nel mondo sono sempre di più. Dei bisogni non espressi e forse ancora non bene identificati di queste persone.

La realtà che penso di poter descrivere, per quello che mi riguarda, è di trovarmi ad affrontare le situazioni già spesso difficili nella vita con un pezzo in meno e con una condizione di partenza svantaggiata rispetto agli altri.

Non sempre è facile, forse ci vorrebbe un sostegno psicologico prolungato nel tempo, disponibile per tutti. Non saprei in effetti quanto questo possa essere davvero utile, non essendo mai andata da uno psicologo da quando mi sono ammalata, ma molto probabilmente serve, dà comunque un supporto in più.

Alla fine forse è come osservare la luna (credo di aver già fatto questo paragone tempo fa). Queste difficoltà ne rappresentano la faccia scura, ma poi c’è anche il lato illuminato, quello che fa considerare positivamente il fatto di alzarsi ogni mattina e dire “Ce l’ho fatta, sono vivo e posso ancora assaporare le cose belle.”

Forse è quella la faccia su cui bisogna concentrarsi. Ci proverò di nuovo, come ho sempre fatto finora.

Pubblicato in: diario

Frammenti di gennaio

Non sto scrivendo molto nel blog, i giorni si inseguono velocemente e sono sempre un po’ stanca. Però riesco a equilibrare lavoro e riposo per non restare del tutto a terra.

Immagino questo nuovo anno come un diario nel quale scrivere pagine belle, o almeno devo provarci.

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A volte faccio i conti con la stanchezza mentale, il non ricordarmi delle cose, avere una gran confusione nel cervello e mi chiedo se, dopo tanti anni si possa ancora parlare di chemo brain… o è semplicemente stanchezza accumulata, magari associata a qualche carenza vitaminica legata alla vita senza stomaco.

Quando posso mi fermo anche a scrivere qualche riga, probabilmente un nuovo romanzo che prende forma, perché ci sono sempre storie che mi passano per la mente e questa è una cosa che mi piace molto.

Per il resto, quando non c’è molto altro da raccontare vuol dire che di base le cose vanno bene e questo è sempre un risultato notevole, qualcosa da non mettere mai in secondo piano. Raccolgo frammenti di gennaio in pagine che riempio pian piano, in un ritmo un po’ rallentato quasi come se fosse lounge music.

Pubblicato in: amicizie, diario

Quei momenti perfetti

A volte ci sono momenti perfetti. Ma veramente perfetti, e ci si chiede come sia possibile. Forse perché siamo abituati per la maggior parte alle tante difficoltà quotidiane. Eppure esistono anche quei giorni dove tutto sembra bello.

Per me i momenti perfetti sono stati i giorni del periodo natalizio che ho trascorso a Milano. Cercando di essere più serena dello scorso anno e decisamente ci sono riuscita.

Tanti ritagli di serenità, allegria, chiacchiere e calore di persone che, alla fine ho conosciuto quasi tutte grazie a Internet e alla malattia, ma che poi si sono rivelate persone preziose e insostituibili nella mia vita.

A partire dalla passeggiata del 27 dicembre a Milano con ziaCris, il Ferrari, la cara 4P e Nino. Persone con cui basta poco per ridere senza nemmeno sforzarsi di fare le persone serie. E in fondo perché dovremmo? Basta un Muori Preda in una caffetteria, ad esempio.

E poi anche Milano è bella sia di giorno, con gli straordinari 20 gradi, mai sperimentati nel periodo di Natale, ma anche al crepuscolo con le luci e gli addobbi natalizi.

E le bancarelle del mercatino, con il pensiero che correva a Berlino, e a proposito ho voluto provare i Brezel delle bancarelle ma no, non hanno niente a che vedere con quelli originali della Baviera… Tentativo fallito.

Poi a casa di un’amica che non vedevo da un po’ e anche bere una tisana insieme è qualcosa che scalda dentro.

Rivedere un’altra amica che ritengo speciale, è stato un altro momento da ricordare. Un’esperienza dolorosa ci ha fatte incontrare ma tra noi è rimasto tantissimo affetto.

Le passeggiate con mia cognata, il tempo quasi sempre bello, tanto sole, quasi inatteso. Tutto questo mi resterà nel cuore a lungo.

I pranzi e l’atmosfera sempre accogliente e affettuosa dai genitori di Fred. I regalini per me che veramente mi hanno sorpresa. Così tanti e tutti bellissimi, da amici e parenti, che mi hanno fatta sentire felice e amata.

Giorni bellissimi che spero possano essere il preludio per un anno migliore del 2016.

Buon 2017 a tutti, senza mai smettere di sperare!

Pubblicato in: libri, più libri più liberi

Un giro a Più Libri Più Liberi

Anche quest’anno sono andata a fare un giro alla mia amata fiera Più Libri Più Liberi, all’Eur. È stata l’occasione per rivedere una cara amica., per girare tra i banchi dei tanti espositori e … come sempre tornare a casa con qualche libro in più.

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Ogni volta che vado in questo posto mi sento davvero benissimo e torno a casa con tanta energia e tante idee.
Penso che farò presto qualche post sui libri che ho acquistato perché li ritengo molto interessanti.

Sono stati giorni molto belli di un lungo weekend che mi ha portato tante ispirazioni e tante giornate piacevoli.

E oggi che se n’è andata anche Wondy, Francesca Del Rosso, ancora una volta posso dire che apprezzo veramente ogni minuto della vita, ogni particolare, anche i colori del cielo come li ho visti uscendo dalla fiera, con il cuore colmo di soddisfazione.


E ogni giorno apprezzo la fortuna che ho avuto.

Pubblicato in: diario, watching the world

Vivere con curiosità 

I giorni stanno trascorrendo veloci e il periodo natalizio sempre più vicino mi riporta con la mente al doloroso periodo dello scorso anno, quando mia madre era stata ricoverata in hospice e aveva iniziato il suo difficile cammino verso la fine della vita, periodo che sarebbe durato circa tre mesi.

Ho sempre avuto il sentore del Natale come di un periodo triste, che accentua la solitudine di chi non ha una famiglia. E che spesso si accompagna a un peggioramento delle condizioni psicologiche di chi sta già vivendo periodi non sereni.

Non è il mio caso per fortuna, io ho sempre la forza e il sostegno immutato da parte di mio marito e della sua famiglia. E ho sempre tanti motivi per vivere con entusiasmo.

Forse per farlo bisogna sempre mantenersi curiosi nei confronti della vita. Anche quando le giornate diventano routine, anche quando la stanchezza a volte impedisce di fare altro dopo il lavoro.

Essere sempre curiosi del mondo che ci circonda può aiutarci a vivere la quotidianità  con occhi diversi e a scoprire piccoli particolari che possono condurci in mondi diversi. Suggerire spunti per nuove storie o solo per farci allontanare per un po’ dalla quotidianità.

Credo che affrontare la vita con questo spirito sia sempre una sorta di valore aggiunto. Io ci provo, non sempre è facile, ma credo che in fondo non bisogna mai dare nulla per scontato… 

Pubblicato in: cancro allo stomaco, conseguenze gastrectomia totale, viaggi, vivere senza stomaco

Tre giorni in Baviera

E così giovedì sera sono tornata a casa dal mio viaggio di lavoro.
È stata una bella sfida per me, ma ho avuto modo di sperimentare ancora una volta come la buona volontà e la determinazione non sempre siano sufficienti a portare a termine tutti gli impegni quando si vive senza stomaco. Il giorno prima di partire non sono stata bene, e il lunedì ci ho messo tutto l’impegno possibile per recuperare un po’ di forze e partire, il volo era nel tardo pomeriggio.

Non ero mai stata in Germania, e questa è stata una buona occasione per vedere uno scorcio di Baviera. Mi trovavo a 50 minuti da Monaco, in uno splendido hotel in campagna, con le cameriere dei ristoranti vestite in costume bavarese.

Ogni mattina la prima cosa che facevo era affacciarmi al balcone e guardare gli stupendi colori dell’alba. Tranne l’ultimo giorno perché eravamo immersi nella nebbia.

Il primo giorno di lavoro è stato molto interessante, però full time e fino alle 18 siamo stati in ufficio.
La sera però, dopo la cena con i colleghi, mi sono resa conto di essere veramente a pezzi. Così, per forza di cose il secondo giorno ho dovuto arrendermi, e non sono andata al training. Ho passato tutto il giorno da sola in Hotel, tranne per i momenti in cui mi sono dovuta allontanare dalla stanza per le pulizie.
Anche se a pezzi, sono uscita a fare due passi, grazie anche  alla giornata per fortuna era splendida.

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Dopo aver fatto tipo 200 metri ero sempre più stanca così sono entrata qui: un tipico forno bavarese dove ho preso una tazzona di caffè formato caffellatte e ho potuto riposare un po’, ero già in allarme rosso per carenza di forze.
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Di fronte a me vedevo questo bellissimo scorcio e la chiesetta con il piccolo cimitero annesso, che ricreava sempre quell’atmosfera gotica che amo tanto. Dopo poco sono tornata in hotel e lì sono rimasta fino a sera.
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Dopo una giornata di riposo totale, il giorno successivo ho potuto partecipare nuovamente al training, esperienza sempre molto ricca di spunti da approfondire.
Fino alle 16, quando siamo ripartiti per l’aeroporto, e ho dovuto dire addio a questo angolo di tranquillità fuori dal mondo, sperando che sia forse un arrivederci.
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In generale posso dire che è è stata un’esperienza molto bella anche se per me parecchio faticosa. Anche bilanciare l’alimentazione con i miei problemi di glicemia è stato un po’ complicato, ma alla fine non è successo nulla di drammatico, tranne uno dei soliti cali di zuccheri.

Ho apprezzato l’opportunità che l’azienda per la quale lavoro ha voluto darmi, anche se come dicevo all’inizio, non basta la buona volontà per riuscire a fare tutto.
E aver subito una gastrectomia totale rimane comunque un intervento invalidante a vita, purtroppo. Ma le cose che si possono fare sono comunque tante, e questo viaggio ne è stato una prova.

Naturalmente adesso non vedo l’ora di tornare in Germania come turista, quando mi  sarà possibile. 🙂