Un compleanno felice

Sabato è stato il mio compleanno, l’ultimo con il numero 4 davanti. Una bella soddisfazione, non mi importa dell’avanzare dell’età, che invece considero una grande fortuna, vista la malattia che ho avuto.

Ho deciso di festeggiare in maniera adeguata questa occasione, regalandomi un bel weekend a Siena con il mio amore.

La fortuna è stata dalla mia parte perché sabato abbiamo trovato un tempo meraviglioso. Ho potuto rivedere alcuni dei miei luoghi preferiti e questo mi ha riempita di gioia perché mi sento particolarmente legata a Siena. Ogni volta che ci torno mi sento a casa. e non c’è niente di più bello di caricarsi di energia in posti che trasmettono benessere. Per prima cosa sono andata nel bosco vicino Rosia, a vedere un luogo che mi ha ispirato una parte della storia che sto scrivendo e che spero di finire entro il 2018.

E poi una giornata intera da trascorrere nel centro città, con un cielo bellissimo e il caldo tepore di una giornata assolata che ormai sta diventando una rarità.

Ho sempre affermato che la felicità si trova nelle piccole cose ed è proprio così, come non sentirsi felici con un cielo così bello?

Anche passare al Meetlifecafè di Via Pantaneto è felicità…

Girare con la testa all’insù è felicità…

Passare per la contrada della Tartuca è felicita, camminando accanto a un gruppo di amici toscani che si scambiavano allegri saluti.

Ma anche ripartire e portare con sé il verde della Toscana sporgendosi dal finestrino per assaporare ogni istante, è felicità.

Posso dirmi davvero contenta di questo splendido compleanno che ho vissuto. E ancora sorrido con tanta serenità dentro di me.

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Opera Bosco, magia e atmosfera

Ieri ho deciso di trascorrere la tradizionale gita di Pasquetta in un modo abbastanza particolare. Avevo voglia di godermi una giornata all’aperto, desiderio un po’ di tutti quando torna ad affacciarsi il sole, ma anche di fare qualcosa di diverso. Ne ho approfittato quindi per andare a vistare l’Opera Bosco, un sito davvero affascinante, in località Colle nella forra della valle del Treja, vicino a Calcata (VT).

Si tratta di un museo all’aperto, con installazioni naturali, disseminate in due ettari di bosco, che incuriosiscono molto. Sono opere che spesso si rigenerano, essendo create con materiali naturali hanno una propria vita destinata a finire, per rinascere poi in altra forma.

Tema spesso ricorrente in queste opere è il trono, declinato in varie forme. Per un’amante di un certo tipo di musica come me, la suggestione più forte era quella di ritrovarmi nelle atmosfere del disco Animi Aegritudo degli Ordo Equitum Solis, la cui copertina raffigura una donna in abito rosso seduta su un trono in un bosco, coincidenza che mi faceva sentire ancor di più a mio agio in un luogo così particolare.

Qui sotto la parte con la stanza ricreata con il tufo, che fornisce la sensazione di uno spazio circoscritto in un’area senza confini come può essere quella di un bosco.

Quest’opera invece si chiama Il trono di Sisifo e certo lo sforzo di Sisifo è reso bene dalla figura antropomorfa ricreata a effetto.

Purtroppo non è stato possibile fotografare tutte le opere esposte e tutte le parti più suggestive, a causa del percorso abbastanza impervio, tanto che all’inizio della visita guidata si viene riforniti di bastone. Ci si guarda stupiti, ma quando si inizia la discesa nel bosco si capisce che senza sarebbe impossibile procedere.

A onor del vero, non mi aspettavo che il percorso fosse così difficile, sentieri stretti e punti in cui per salire e scendere puoi solo fare forza sul bastone e sui rami intorno, per non scivolare giù lungo il dirupo e finire chissà dove. Ma se si ama un pizzico di avventura, e si vive costantemente con la curiosità delle cose come vivo io, questo non deve essere un freno.
Piccola nota, sono orgogliosa delle cose che riesco a fare senza stomaco, anche percorsi di trekking come questo, sebbene nell’ultimo tratto in salita al rientro, mi sia dovuta fermare un po’ perché mi girava la testa e avevo un senso di mancamento. Ma queste cose me le aspetto, fanno parte degli ostacoli di percorso quotidiani nella mia vita.
Poi ci si trova davanti cose particolari come questo nido gigante, a grandezza dinosauro…

Oppure questo sasso su un masso in una radura che dà l’idea di un tempio segreto a chissà quale divinità della Natura.


Meraviglia anche trovare un verde così intenso e zone quasi interamente fiorite.


Ogni angolo nascondeva spettacoli per gli occhi e forniva sensazioni positive di estraniamento dal mondo circostante. Girare in un bosco così grande è stato davvero bello.

Per concludere ci siamo fermati davanti al teatro di Pan (e io pensavo a Message to Pan degli Ordo Equitum Solis, leit motiv della visita). Qui, in questa gradinata naturale, di tanto in tanto vengono tenuti concerti di musica barocca, ecc. fino al tramonto (Ho provato invidia nel sentirlo raccontare, dev’essere molto bello davvero).


Opera Bosco è un’idea degli artisti Anne Demijttenaere e Costantino Morosin.