Un periodo positivo

Sono davvero contenta di poter raccontare che il 2018 è iniziato molto bene per me.

La mia positività parte principalmente da uno stato mentale, da una grande voglia di lasciare da parte alcuni problemi e di interessarmi soprattutto del qui e ora.Questo è dovuto anche al periodo delle vacanze natalizie trascorso a Milano. Pochi giorni che mi hanno consentito di rivedere tante persone amiche conosciute per motivi diversi. Ma con tutte sono stata benissimo e non ne avevo dubbi.Non poteva mancare anche una giornata da trascorrere a Milano con Cris, Fabio e la Tata. Peccato per l’assenza di un’altra cara amica che non vedevo l’ora di rivedere. Invece non è stato possibile, beh alla prossima…E mi sono trovata in una magia di colori bellissimi. Come al solito, vorrei trascorrere più giorni a Milano, andare in giro a scoprire i tanti nuovi aspetti della città, ma non riesco mai. Però mi godo gli angoli già ben noti.Sarà stata forse proprio questa vacanza a farmi tornare alla routine quotidiana con una marcia in più.Era da tanto che non sentivo questa grande voglia di fare, di mettere in atto progetti da realizzare concretamente. Ma adesso mi sento così e vorrei giornate lunghe e ricche di tante cose belle da fare.Il nuovo anno è ancora tutto da scrivere ma sono estremamente felice che sia partito così bene.Spero che questa sensazione di pace e di grande carica interiore possa durare a lungo. Buon 2018 a tutti!

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Quel piccolo senso di frustrazione

Ci provo sempre a guardare la vita dal lato mezzo pieno, ovvero provo a mettermi in un punto di vista che mi faccia sempre vedere il lato positivo di quello che è successo… e spesso ci riesco, perché il fatto di essere viva a 7 anni e mezzo dalla scoperta del cancro non è poco. I problemi si sono ridotti rispetto a prima, ma certo un’operazione come l’asportazione dello stomaco lascia comunque conseguenze invalidanti.

Diciamo la verità, tutti nasciamo e viviamo giorno dopo giorno con la convinzione e la certezza che potremo sempre fare le cose che tutti fanno nella vita normale. Non possiamo certo immaginare che un giorno la vita subirà una brusca frenata, un cambiamento che ridurrà la nostra autonomia e la nostra libertà. e forse è anche un bene che non lo immaginiamo, altrimenti non faremmo che angosciarci solo a quel pensiero.

Però poi quando succede siamo impreparati a reagire. E bisogna davvero tirare fuori tutta la forza che abbiamo dentro.

Dicevo che cerco sempre di essere ottimista, ma poi sono i piccoli attimi della vita quotidiana che mi portano a rendermi conto di quello che ho perso: la normalità della vita pienamente attiva che a 42 anni dovrei ancora avere.

Basta un piccolo particolare, – oggi in ufficio una signora con cui stavo parlando per telefono  di un documento e che mi ha detto: “La richiamo verso le 14 e glielo mando”. – 

Ho risposto che faccio part-time e che al pomeriggio sono in ufficio.

Ma poi la mia mente è andata avanti a pensare: dove sono io in realtà alle 14, mentre gli altri lavorano normalmente?

Sono sul letto, appena finito di mangiare, con un senso di peso sulla pancia, neanche avessi mangiato un cinghiale, e con gli occhi che mi si chiudono di un sonno quasi impossibile da gestire, come ho spesso scritto. A volte anche con la nausea.

E’ in quei momenti che mi rendo davvero conto che la mia vita sarà sempre così, dopo tutti questi anni non credo di potermi aspettare nuovi e miracolosi miglioramenti, sono portata a credere che il dopo pasti resterà ormai così (per quanto, vedendo il bicchiere mezzo pieno, mi è pure andata bene, mangio quasi tutto e sempre con molto appetito, anche se il 90% delle volte poi combatto con l’ipoglicemia…).

E allora viene fuori quel piccolo senso di frustrazione, quello struggimento per una vita che avevo e che non ci sarà mai più. E per quanto felice di essere ancora viva e senza ripresa di malattia, un piccolo peso sul cuore lo sento. Eccome, se lo sento…