Non ho chiuso il blog :)

Sono consapevole di stare scrivendo sempre di meno in questo blog, ma non sono scomparsa e non ho intenzione di abbandonarlo.

Le cose vanno abbastanza bene. Pasqua è passata in giro per Roma in ottima compagnia, peccato solo per il tempo non molto bello.

Comunque passeggiare per Roma ha sempre tanto fascino.

Anche entrare per la centesima volta nel Pantheon lascia sempre a bocca aperta.

Ed è bello tornare su al Campidoglio e affacciarsi sui Fori.

Ho praticamente camminato per una giornata intera e il giorno dopo ho sentito tutto il peso della stanchezza, ma non ha importanza, perché ero felice.

Per il resto mi sono immersa totalmente nella nuova storia che sto scrivendo e che ormai è davvero quasi conclusa. C’è dentro il racconto di una vicenda che ho sentito molto nelle varie fasi di scrittura.

Chissà se sarò stata in grado di trasmettere le tante emozioni che ho provato nello scriverla. Non ho ancora deciso nulla su come fare uscire questa storia. Ci penserò presto. Comunque andrà, sono contenta di aver portato a conclusione un nuovo romanzo, per me scrivere è sempre di vitale importanza. E mi piace coltivare questa passione.

Finito questo impegno, tornerò a scrivere più spesso su questo blog perché è una cosa di cui non posso fare a meno.😊

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Una bellissima settimana

Come tutti gli anni, per la settimana delle feste natalizie siamo stati a Milano e sono stati giorni pieni di serenità, intensi e sempre in grado di rigenerare.
Ci sono stati tanti momenti belli, nonostante il freddo, nonostante le giornate di nebbia che si sono alternate a quelle di sole. Di salute sono stata molto bene e grazie a questo stato di inaspettata energia ho potuto fare moltissime cose. Dalla passeggiata sul Naviglio della Martesana, a una lunga camminata in compagnia, partendo da Piazza Gae Aulenti che volevo vedere da molto tempo. Mi sono divertita e ho portato con me tante piccole cose belle cui ripensare.
Il 2018 si è chiuso bene e la mia speranza per il 2019 è di poter realizzare alcuni dei miei sogni. Perché senza sogni e obiettivi la vita ha meno senso.
E io non sono proprio così, devo sempre avere qualcosa in mente da perseguire! Intanto, buon 2019 a chi ancora ha la perseveranza di passare sul mio blog…

Keep calm and no panic

Non mi piace quando nella vita si accumula troppo stress, troppe cose fatte di corsa, che mi costringono a dimenticarne per strada almeno la metà.

Ultimamente mi sono abituata a fare mille cose anche contemporaneamente e questo poi si riflette su tutto quello che faccio.

Mi capita infatti di dimenticarmi per strada le cose che dovevo fare, di conservare le cose importanti in posti che dopo poco diventano mistero totale per il mio cervello. Nebbia fitta, come se non fossi nemmeno stata io a scegliere di conservare quella cosa nella tasca del maglione rosso, nel ripiano superiore dell’armadio… ops!

Mi capita di leggere un’email con una cosa da fare la settimana seguente e di arrivare poi alla settimana in questione che non solo non mi ricordo che dovevo fare qualcosa, ma quando poi me ne accorgo (in ritardo), cado veramente dalle nuvole.

Forse è tempo di mettere un po’ di ordine in questo caos totale, e di cercare qualcosa che mi rilassi.

Intanto sicuramente leggere mi fa bene. Ma poi ci vorrebbe qualcosa tipo questo, giusto per ricordarmi che ci sono anche cose tranquille nella vita… 🙂

Le emozioni dell’estate

Le mie vacanze quest’anno sono state particolarmente rilassanti. Anche se non ho fatto nulla di particolare, se non seguire la routine degli anni precedenti, ovvero trascorrere un giorno al lago Trasimeno e poi qualche giorno a Cervia con Cris e tutto il gruppo che si è creato, ridendo e prendendoci in giro nelle situazioni più assurde, questi giorni mi hanno fatto davvero bene.

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Ovviamente la tragedia del ponte di Genova ci ha lasciati attoniti e nelle mie due ore quotidiane di riposo dopo il pranzo non ho fatto altro che seguire telegiornali con i racconti dell’accaduto.

Ma sono anche riuscita a dedicarmi alla lettura. In particolare quest’estate ho ripreso a leggere in inglese e ho trovato per caso un bravissimo autore: James J. Cudney del quale ho letto in serie i due bellissimi romanzi Watching Glass Shatter e Father Figure.

Se leggete in inglese e vi piacciono le storie familiari, vi consiglio i suoi libri, non resterete delusi, sono entrambe letture molto interessanti, su intrecci familiari, bugie e segreti di famiglia.

Infine, ho avuto ancora una settimana di riposo a casa, nella quale mi sono dedicata a concludere la prima versione del nuovo romanzo che sto scrivendo. Ho ancora tanto, tantissimo lavoro da fare prima di arrivare alla versione definitiva, ma sono contenta di avere sempre questa passione da seguire.

Quest’anno l’arrivo di settembre e della normale vita quotidiana sarà forse più leggero dopo questa estate rilassata e mi sento soddisfatta.

Ho riscoperto

Ho riscoperto un piacere semplice. Quello di scrivere a matita su un taccuino Moleskine A4 che ho ricevuto in regalo.

Tante persone si rilassano colorando meravigliosi disegni negli album ispirati alle tematiche più disparate, da Harry Potter ai Mandala. Io ho capito che non è un hobby che fa per me, perché personalmente ho un maggior bisogno di inventare invece di seguire contorni tracciati.

Invece lo scorrere della matita sulla carta, riempiendo il foglio di parole, ha un effetto rasserenante su di me.

E pensare che sono anni che ormai scrivo solo al pc quando ho tempo. E mi ero persa l’effetto benefico di scrivere a mano.

A volte una cosa molto semplice può farci ritrovare un pezzettino di felicità…

Una casa per i pensieri

Ieri ho cambiato il template di questo blog, era da un po’ che non lo facevo. Ed è stato lo spunto per riflettere sul senso di questo strumento dopo quasi 14 anni e diversi cambi di piattaforma.

Qualche volta ho anche pensato di non scrivere più, ma in realtà sono troppo affezionata a questo blog. È la mia casa dei pensieri, dei sogni e dei progetti. Non si abbandona mai un luogo cosi, un luogo che fa bene.

Soprattutto perché, grazie alle parole lasciate su queste pagine negli anni, ho costruito un percorso di accettazione e di superamento della malattia, che qualche volta è stato di utilità anche per gli altri.

E poi, i progetti che ho in mente sono sempre tanti, quindi questo blog rimane, anche se non più aggiornato così di frequente come prima. Ma è comunque un luogo a cui tornare, forse con tempi diversi, ma ancora con tanta voglia di mantenere aperta questa porta sul passaggio segreto dell’anima.

Vi racconto una mia giornata (senza stomaco)

Ieri ho pensato che una cosa che non ho mai fatto qui nel blog, dove spesso racconto la mia esperienza di vita senza stomaco ormai da tanti anni, è narrare una mia giornata tipo, con le conseguenze della gastrectomia che comunque ancora impattano sulla mia vita.

Ecco il diario della giornata di ieri, una giornata come tante.

Lunedì 19 febbraio 2018

Ore 6,25

È il momento di fare colazione. Ci ho messo anni per trovare la colazione che non mi facesse sentire male. La colazione per un gastrectomizzato è sempre il momento più difficile. Rappresenta  uno dei tanti problemi conseguenti all’esportazione dello stomaco.  Io mi trovo bene con pane, marmellata senza zucchero e tè con zucchero di canna. Ovviamente, non può mancare un libro da leggere.

Ore 7,00

Non devo dimenticarmi di preparare gli spuntini da consumare in ufficio. Avrò bisogno di mangiare almeno 4 volte: 2 mele alle 8,30 -9,00. Poi caffè e barretta di cereali alle 10,45 e un pacchetto di crackers alle 12. Per ovvie ragioni uso una bella borsa comoda.

Ore 8,00

Sono in ufficio. La mattinata sarà intensa ma troverò comunque il modo per mangiare negli orari in cui ne ho bisogno.

Ore 10,45

Pausa caffè, anzi quando riesco prendo un cappuccino, tanto quello del distributore automatico non mi dà fastidio, al contrario del latte a colazione.

Ore 13,40

La mattinata in ufficio è finita, ora finalmente posso pranzare tranquilla. Oggi mangio un hamburger di coniglio, verdure saltate in padella e una focaccina. Beh forse ho esagerato un po’ con le verdure, vedremo se mi faranno male, speriamo di no…

Ore 14,15

Adesso inizia il momento più difficile, ovvero quello della digestione. A seconda del picco glicemico conseguente al pasto potrei crollare di sonno per 30 minuti almeno. Può anche darsi che non mi addormenti per nulla, ma devo comunque stare semi-sdraiata perché la pancia diventa pesante e solo stare a riposo può alleviare il fastidio. Intanto leggo, anche se la testa è un pochino più confusa e mi sento le palpebre pesanti.

Ore 16,20

Devo sbrigarmi oggi pomeriggio, perché tra poco ho la visita dall’oculista, quindi è già il momento per la merenda. Mi è andata bene, oggi non ho avuto ipoglicemia (cosa che può  accadere come reazione a un picco glicemico troppo alto), quindi tutto è più facile. Mi preparo un caffè e un po’ di biscotti osvego che non fanno alzare troppo la glicemia.

Ore 18,30

Di nuovo a casa. La visita oculistica è andata bene, non ci sono danni al fondo dell’occhio (cosa che temevo visti i picchi glicemici che ho da 14 anni). Ho trovato un oculista simpatico con il quale ho parlato della dumping e lui mi ha chiesto scherzosamente se gradivo una Coca cola… sono felice quando ho a che fare con medici che conoscono i problemi dei gastroresecati.

Ore 19,20

È ora di cena. A volte mangio la pasta di sera altre volte il secondo. Oggi tocca alla pasta con il pesto. Una porzione abbastanza normale. Rispetto a tante altre persone senza stomaco, non mi posso proprio lamentare, perché riesco a mangiare quantità quasi normali di cibo e questo mi ha consentito di riprendere tutti i kg che avevo perso nella prima fase della malattia.

E non può mancare un po’ di insalata fresca…

Ore 20,30

Dopocena, eccomi sul divano. Se tutto va bene riuscirò a rilassarmi un po’ e ad andare a dormire intorno alle 22. Se va male, e spesso capita, a seconda di quanto mi sento la pancia pesante, a breve crollerò a dormire e mi risveglierò solo poco prima di trasferirmi a letto per il riposo notturno.

Ore 22

Non è andata benissimo, mi sono addormentata troppo presto. Dopo un piatto di pasta così, il sonno è inevitabile. Invece se mangio un secondo o pasta e verdure va molto meglio perché la glicemia sale di meno.

***

Questo è il racconto di una mia giornata della settimana lavorativa. Tante volte penso che vorrei essere più dinamica e passare meno tempo tra letto e divano. Ma poi mi rendo conto che è il mio fisico ad averne bisogno e io cerco di non spingere troppo il pedale sull’acceleratore, anche se molto spesso vorrei. Del resto, ormai questi sono i miei ritmi e tutto sommato la mia vita va bene anche così. Ho più tempo per leggere di quando facevo una vita normale… Diverse volte durante la settimana, al pomeriggio esco per camminare un po’ e per non fare una vita troppo sedentaria. Penso che anche quello sia importante. Sicuramente da quando vivo senza stomaco, ho subito una riduzione delle energie disponibili, rispetto a prima. Ma ci si abitua a vivere anche così, non è in fondo un dramma. E, come scrivo sempre, non smetto mai di riflettere su quanto sono fortunata.