Ho riscoperto

Ho riscoperto un piacere semplice. Quello di scrivere a matita su un taccuino Moleskine A4 che ho ricevuto in regalo.

Tante persone si rilassano colorando meravigliosi disegni negli album ispirati alle tematiche più disparate, da Harry Potter ai Mandala. Io ho capito che non è un hobby che fa per me, perché personalmente ho un maggior bisogno di inventare invece di seguire contorni tracciati.

Invece lo scorrere della matita sulla carta, riempiendo il foglio di parole, ha un effetto rasserenante su di me.

E pensare che sono anni che ormai scrivo solo al pc quando ho tempo. E mi ero persa l’effetto benefico di scrivere a mano.

A volte una cosa molto semplice può farci ritrovare un pezzettino di felicità…

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Una casa per i pensieri

Ieri ho cambiato il template di questo blog, era da un po’ che non lo facevo. Ed è stato lo spunto per riflettere sul senso di questo strumento dopo quasi 14 anni e diversi cambi di piattaforma.

Qualche volta ho anche pensato di non scrivere più, ma in realtà sono troppo affezionata a questo blog. È la mia casa dei pensieri, dei sogni e dei progetti. Non si abbandona mai un luogo cosi, un luogo che fa bene.

Soprattutto perché, grazie alle parole lasciate su queste pagine negli anni, ho costruito un percorso di accettazione e di superamento della malattia, che qualche volta è stato di utilità anche per gli altri.

E poi, i progetti che ho in mente sono sempre tanti, quindi questo blog rimane, anche se non più aggiornato così di frequente come prima. Ma è comunque un luogo a cui tornare, forse con tempi diversi, ma ancora con tanta voglia di mantenere aperta questa porta sul passaggio segreto dell’anima.

Vi racconto una mia giornata (senza stomaco)

Ieri ho pensato che una cosa che non ho mai fatto qui nel blog, dove spesso racconto la mia esperienza di vita senza stomaco ormai da tanti anni, è narrare una mia giornata tipo, con le conseguenze della gastrectomia che comunque ancora impattano sulla mia vita.

Ecco il diario della giornata di ieri, una giornata come tante.

Lunedì 19 febbraio 2018

Ore 6,25

È il momento di fare colazione. Ci ho messo anni per trovare la colazione che non mi facesse sentire male. La colazione per un gastrectomizzato è sempre il momento più difficile. Rappresenta  uno dei tanti problemi conseguenti all’esportazione dello stomaco.  Io mi trovo bene con pane, marmellata senza zucchero e tè con zucchero di canna. Ovviamente, non può mancare un libro da leggere.

Ore 7,00

Non devo dimenticarmi di preparare gli spuntini da consumare in ufficio. Avrò bisogno di mangiare almeno 4 volte: 2 mele alle 8,30 -9,00. Poi caffè e barretta di cereali alle 10,45 e un pacchetto di crackers alle 12. Per ovvie ragioni uso una bella borsa comoda.

Ore 8,00

Sono in ufficio. La mattinata sarà intensa ma troverò comunque il modo per mangiare negli orari in cui ne ho bisogno.

Ore 10,45

Pausa caffè, anzi quando riesco prendo un cappuccino, tanto quello del distributore automatico non mi dà fastidio, al contrario del latte a colazione.

Ore 13,40

La mattinata in ufficio è finita, ora finalmente posso pranzare tranquilla. Oggi mangio un hamburger di coniglio, verdure saltate in padella e una focaccina. Beh forse ho esagerato un po’ con le verdure, vedremo se mi faranno male, speriamo di no…

Ore 14,15

Adesso inizia il momento più difficile, ovvero quello della digestione. A seconda del picco glicemico conseguente al pasto potrei crollare di sonno per 30 minuti almeno. Può anche darsi che non mi addormenti per nulla, ma devo comunque stare semi-sdraiata perché la pancia diventa pesante e solo stare a riposo può alleviare il fastidio. Intanto leggo, anche se la testa è un pochino più confusa e mi sento le palpebre pesanti.

Ore 16,20

Devo sbrigarmi oggi pomeriggio, perché tra poco ho la visita dall’oculista, quindi è già il momento per la merenda. Mi è andata bene, oggi non ho avuto ipoglicemia (cosa che può  accadere come reazione a un picco glicemico troppo alto), quindi tutto è più facile. Mi preparo un caffè e un po’ di biscotti osvego che non fanno alzare troppo la glicemia.

Ore 18,30

Di nuovo a casa. La visita oculistica è andata bene, non ci sono danni al fondo dell’occhio (cosa che temevo visti i picchi glicemici che ho da 14 anni). Ho trovato un oculista simpatico con il quale ho parlato della dumping e lui mi ha chiesto scherzosamente se gradivo una Coca cola… sono felice quando ho a che fare con medici che conoscono i problemi dei gastroresecati.

Ore 19,20

È ora di cena. A volte mangio la pasta di sera altre volte il secondo. Oggi tocca alla pasta con il pesto. Una porzione abbastanza normale. Rispetto a tante altre persone senza stomaco, non mi posso proprio lamentare, perché riesco a mangiare quantità quasi normali di cibo e questo mi ha consentito di riprendere tutti i kg che avevo perso nella prima fase della malattia.

E non può mancare un po’ di insalata fresca…

Ore 20,30

Dopocena, eccomi sul divano. Se tutto va bene riuscirò a rilassarmi un po’ e ad andare a dormire intorno alle 22. Se va male, e spesso capita, a seconda di quanto mi sento la pancia pesante, a breve crollerò a dormire e mi risveglierò solo poco prima di trasferirmi a letto per il riposo notturno.

Ore 22

Non è andata benissimo, mi sono addormentata troppo presto. Dopo un piatto di pasta così, il sonno è inevitabile. Invece se mangio un secondo o pasta e verdure va molto meglio perché la glicemia sale di meno.

***

Questo è il racconto di una mia giornata della settimana lavorativa. Tante volte penso che vorrei essere più dinamica e passare meno tempo tra letto e divano. Ma poi mi rendo conto che è il mio fisico ad averne bisogno e io cerco di non spingere troppo il pedale sull’acceleratore, anche se molto spesso vorrei. Del resto, ormai questi sono i miei ritmi e tutto sommato la mia vita va bene anche così. Ho più tempo per leggere di quando facevo una vita normale… Diverse volte durante la settimana, al pomeriggio esco per camminare un po’ e per non fare una vita troppo sedentaria. Penso che anche quello sia importante. Sicuramente da quando vivo senza stomaco, ho subito una riduzione delle energie disponibili, rispetto a prima. Ma ci si abitua a vivere anche così, non è in fondo un dramma. E, come scrivo sempre, non smetto mai di riflettere su quanto sono fortunata.

Consapevolezze

Sono ricchi di consapevolezza quei momenti in cui ti rendi conto che per alcune cose nella vita non puoi proprio fare nulla.

In alcuni casi il destino ha deciso per te, ad esempio, che tu dovessi incontrare sulla tua strada una determinata persona e da lì sarebbero scaturite poi tutta una serie di accadimenti per i quali la tua vita avrebbe preso una direzione imprevista.

Il destino ha deciso per te che un giorno tu dovessi essere in un determinato luogo al posto di un altro e da lì sarebbero scaturite tutta una serie di cose, anche queste importanti per la tua vita.

Il destino ha deciso per te che un evento dovesse stravolgerti la vita, ma che insieme ai tormenti e alle cose negative, portasse con sé anche strascichi positivi.

Ci riflettevo oggi in una Firenze grigia e piovosa, in compagnia degli amici più cari.

Il destino decide tante cose per noi ed è vero che spesso non possiamo farci nulla. Ma forse anche riuscire a imparare lezioni positive da eventi negativi è un grande insegnamento.

Io mi sforzo di farlo, ma ancora non ci sono riuscita in pieno, se ancora mi capita di tormentarmi per alcune avvenimenti. Però forse raggiungere la consapevolezza che tante cose spesso non capitano per caso, può essere di aiuto.

Cosi come si può accettare una giornata di pioggia con il sorriso solo perché trascorsa con le persone che ci fanno stare sempre bene. E guardare con occhi curiosi ogni angolo e scoprire piccoli dettagli interessanti qua e là, è un buon esercizio di apertura al mondo.

Io lo faccio quotidianamente e quando posso scatto foto…

Periodo tranquillo

Non sto aggiornando molto il blog ultimamente, ma sto vivendo un bel periodo tranquillo.
L’inizio dell’anno nuovo mi ha portato una rinnovata voglia di fare.
Entro quest’anno mi sono riproposta di finire il romanzo che sto scrivendo e che ormai ha superato la metà della storia. Scrivere per me è sempre un grande piacere e una passione che non si spegne mai. Anche se mi sto ancora chiedendo come abbia fatto a venirmi in mente tutto l’intreccio della trama in un negozio di detersivi. Cosa curiosa 🙂

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A parte queste incursioni nella fantasia, l’anno nuovo mi ha portato anche una grande voglia di fare ordine sia a casa mia che nelle situazioni più complicate che ho vissuto lo scorso anno e, in generale, un atteggiamento più positivo nei confronti della vita quotidiana.

Spero che questo stato di positività possa continuare a lungo, perché mi ci trovo molto bene dentro. 🙂

Un periodo positivo

Sono davvero contenta di poter raccontare che il 2018 è iniziato molto bene per me.

La mia positività parte principalmente da uno stato mentale, da una grande voglia di lasciare da parte alcuni problemi e di interessarmi soprattutto del qui e ora.Questo è dovuto anche al periodo delle vacanze natalizie trascorso a Milano. Pochi giorni che mi hanno consentito di rivedere tante persone amiche conosciute per motivi diversi. Ma con tutte sono stata benissimo e non ne avevo dubbi.Non poteva mancare anche una giornata da trascorrere a Milano con Cris, Fabio e la Tata. Peccato per l’assenza di un’altra cara amica che non vedevo l’ora di rivedere. Invece non è stato possibile, beh alla prossima…E mi sono trovata in una magia di colori bellissimi. Come al solito, vorrei trascorrere più giorni a Milano, andare in giro a scoprire i tanti nuovi aspetti della città, ma non riesco mai. Però mi godo gli angoli già ben noti.Sarà stata forse proprio questa vacanza a farmi tornare alla routine quotidiana con una marcia in più.Era da tanto che non sentivo questa grande voglia di fare, di mettere in atto progetti da realizzare concretamente. Ma adesso mi sento così e vorrei giornate lunghe e ricche di tante cose belle da fare.Il nuovo anno è ancora tutto da scrivere ma sono estremamente felice che sia partito così bene.Spero che questa sensazione di pace e di grande carica interiore possa durare a lungo. Buon 2018 a tutti!

Knitting my soul

Ci sono giorni in cui le cose sembrano più difficili. Giorni in cui pare di soccombere alle difficoltà e tutto ciò di cui si ha bisogno è un po’ di relax.

Nei giorni così mi rivolgo ai miei hobby per cercare tranquillità e uno di essi, come ho raccontato molte volte è il lavoro a maglia.

Il colore dei gomitoli, la consistenza della lana e dei ferri di legno aiutano a liberare la mente dai pensieri e a intrecciare i fili dell’anima verso stati emotivi più sereni.

Meglio ancora se contemporaneamente riesco a guardare un film in streaming. Alla fine la vita è troppo breve per soccombere alle sensazioni negative, meglio colorare il proprio mondo, invece di viverlo in bianco e nero.

Oggi mi esprimo come uno spot pubblicitario ma è cosi che mi sento, con la voglia di reagire ai momenti in cui le cose non vanno proprio come si vorrebbe.