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Cisco e i Dinosauri #portadiromalive

Negli ultimi anni ho diradato cosi tanto la frequentazione dei concerti, per una serie di ragioni, che quasi mi sembra strano poter raccontare di nuovo un evento live.

Ieri ho fatto una breve incursione al centro commerciale Porta di Roma per vedere i Dinosauri, ovvero Cisco, Cottica, Rubbiani, con Massimo Giuntini, il cuore pulsante dei primi Modena City Ramblers, formazione che ai tempi comprendeva anche il cantante Alberto Morselli, tra gli altri.

Certamente un centro commerciale non è il luogo più adatto per una band di questo tipo e infatti il saluto iniziale di Cisco con un benvenuti al nostro concerto al centro commerciale Porta di Roma,ha espresso nel tono tutta la gioia per una location così adatta.

Altra scelta abbastanza discutibile, l’utilizzare questo gruppo come opening act per l’orchestra popolare de la notte della Taranta, riservando loro uno spazio di soli 30 minuti. E non mi aspettavo che buona parte di questo spazio temporale sarebbe stato dedicato ai bellissimi brani del Mcr, ma così è stato.

L’apertura è stata con Cosa conta dal disco dei Dinosauri. A seguire Tant per tachèr dal memorabile Riportando tutto a casa.

Poi un paio di brani ancora dal nuovo disco, mi ha colpita in particolare Figurine, con un testo molto bello. E la nemmeno malcelata presa in giro a Vasco e al concerto di Modena Park da parte di Cisco…

A seguire grande emozione con Transamerika, ed eccomi lì a rivivere le emozioni di Terra e Libertà, e il legame con Cent’anni di solitudine di Marquez.

Poi subito Clan Banlieue che porta con sé altri ricordi,tra i più belli, impossibile non emozionarsi. E pensavo, quanti concerti dei Modena City Ramblers ho visto? Ehm, mi sa che ho perso il conto…E, chissà perché, mi veniva in mente un concerto al Frontiera di oltre vent’anni fa.

È stata poi la volta di un medley che comprendeva anche Terra Rossa da La Lunga Notte di Cisco, per sfociare poi ne I cento passi, ancora un momento emozionante.

Ultimo brano, che mi ha lasciata sorpresa e felice è stato In un giorno di pioggia e vederlo eseguire live da parte del gruppo originale, valeva tutta la strada fatta per arrivare fin lí per un set così breve, ma splendido. Io felice. Grazie Cisco, grazie Dinosauri.

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Heroes never die

Oggi se n’è andato anche Chris Cornell, dopo una serie impressionante di lutti nel mondo musicale iniziati nel 2016. David Bowie, Leonard Cohen, George Michael, Prince, Pete Burns, Black.

Eppure si può proprio dire che gli eroi non muoiono mai. Per quello che ci hanno dato. Per quello che hanno rappresentato per noi che eravamo giovani negli anni ’80/90.

È quello spirito di ribellione, quella voglia di cambiare le cose, quella forza travolgente che la musica ci dava, che non andranno mai persi. Perché se la si è vissuta in un modo coinvolgente, come è capitato a me e a tanti miei amici, qualcosa rimane dentro per forza.

Nonostante la routine, la vita quotidiana, le esigenze che nel tempo cambiano. I dolori, le risate e i viaggi, i lutti e gli impegni diversi, gli anni che passano, nel cuore rimane sempre la voglia di chiudere gli occhi e lasciarsi andare ai sogni.

E la musica è sempre lo strumento migliore per farlo. Anche se le cassette non le ascoltiamo più, gli Lp per fortuna ancora qualcuno sì. I Cd a volte. Ma c’è YouTube per trovare subito la canzone da ascoltare.

D’istinto le canzoni che sono andata a cercare oggi sono state Fell on Black Days e The day I tried to live. E le foto scattate a Reading 95. Perché in fondo io sono sempre quella Rosie. Per tante cose la stessa di allora. E scrivo per dire grazie ai miei eroi. Di allora e di oggi.

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Enrico Ruggeri al 2.0 di Pomezia

Era almeno da un mese che aspettavo che arrivasse il 14 novembre, data del concerto di Enrico Ruggeri a Pomezia (Rm).
Nonostante i miei gusti musicali spesso “oscuri e underground”, sono molto legata alla musica di questo cantautore.
Poi ieri c’è stato il risveglio, le notizie tragiche al telegiornale su quanto è successo a Parigi, che hanno reso la giornata cupa e malinconica. Tuttavia sapevo che il concerto ci sarebbe stato comunque. E così io e Fred siamo andati.
Abbiamo scoperto che i posti che avevamo scelto erano fantastici, lato palco ma vicinissimi.

Enrico Ruggeri 2.0 PomeziaImmaginavo che Enrico avrebbe detto qualcosa sulla serata così particolare a inizio concerto, invece lo ha detto alla fine, spiegando come in questi casi si abbiano due scelte, chiudersi in casa, oppure uscire con gli amici per avere conforto.
Per lui il concerto è stato come uscire con degli amici, con lo stesso effetto di calore, ed anche per noi del pubblico è stata la stessa cosa. Ci ha scaldato i cuori, restituendo speranze.

Enrico Ruggeri 2.0 Pomezia

Il concerto si è aperto subito con grandi emozioni. Tra le primissime canzoni, Non finirà che è un brano bellissimo dell’epoca di Enrico VIII.
Poi Tre signori, dedicata a Jannacci, Gaber e Faletti, un brano da ascoltare più volte, che mi fa un po’ tornare alla mente Rien ne va plus. Credevo che il concerto sarebbe stato l’occasione per presentare diversi brani del nuovo disco Un pezzo di vita, invece ci sono stati tantissimi brani del passato che, per molti di noi sono pezzi di vita, proprio come il titolo del suo nuovo lavoro.

Enrico Ruggeri 2.0 Pomezia

Un pezzo che dopo quasi 30 anni amo ancora moltissimo è Il portiere di notte, sempre da Enrico VIII, e per tutta la durata del brano, sono stata con il fiato sospeso per l’emozione. Poi Centri Commerciali, una canzone con un testo sull’alienazione che i giovanissimi (e non solo, sperimentano in questi luoghi scintillanti e confortevoli). E poi, un vero tuffo nelle grandi canzoni del passato, Bianca Balena, Polvere, uno dei suoi brani più belli, vestito di nuove sonorità.

Enrico Ruggeri 2.0 Pomezia

Tempo poi di introdurre Un pezzo di vita, uno dei nuovi brani in cui Enrico si misura con una tematica comune nella vita di coppia, il lasciarsi, che racconta di aver affrontato da diverse angolazioni negli anni, essendo ormai un cantautore âgée (e a vederlo sul palco, con la stessa grinta degli inizi, non si direbbe proprio).

Enrico Ruggeri 2.0 Pomezia

E’ toccato poi ad altri pezzi storici, tra i tanti meravigliosi che Enrico ha scritto, come Ti avrò e Il mare d’inverno. E tutta la poesia dei testi che rimane intatta ancora dopo tanti anni. Tra gli altri brani poi, un omaggio a Lou Reed con Sweet Jane, un altro dei nuovi pezzi, La Donna Vera, e classici come Poco più di niente, e Peter Pan.

Enrico Ruggeri 2.0 Pomezia
Il concerto si è poi concluso con il bis: Quello che le donne non dicono, brano che conosciamo come portato al successo da Fiorella Mannoia, ma sempre scritto da Schiavone-Ruggeri. Contessa, sempre carica di energia e spirito come ai tempi dei Decibel e, per finire, Mistero con cui Ruggeri vinse il Festival di Sanremo del 1993.

Un concerto che mi ha veramente travolta, ricaricata di energia, e che mi ha fatto sorridere di emozione quando poi mi sono fermata a salutare Enrico, con tantissimo piacere, facendomi spazio tra le tantissime persone che lo adorano.
Meno male che ogni tanto arrivano anche i momenti così, che fanno mettere da parte per un paio d’ore i brutti avvenimenti di questo periodo.
Grazie Enrico!

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I Frozen Autumn al Defrag di Roma 25-09-2015

Ho passato praticamente un anno intero senza quasi vedere concerti, cosa piuttosto inusuale per me.
Ma per i Frozen Autumn a Roma non potevo proprio mancare.

Questa volta il locale era il Defrag, in una zona un po’ scomoda per chi arriva da Roma Sud, ma è valsa la pena perché la serata è stata molto carina e ci voleva. Già entrare nel locale e vedere volti familiari è stato bello, diversi amici da salutare, tra i quali Massimo Moonchild, che non manca mai alla consolle in queste serate.
Non so perché, mi veniva in mente l’epoca di MySpace, sembra così lontana, ma in fondo era solo una manciata di anni fa. Periodo in cui si conoscevano le band musicali anche da lì, quando non era com’è adesso, e mi ricordo degli Infieri e del loro brano ipnotico, Silence, contenuto anche nella compilation Electa Via.
Gli Infieri non ci sono più ma alcuni componenti del gruppo fanno parte degli A Silent Noise che hanno aperto il concerto, come era già accaduto nel 2012 al Big Bang.
A Silent Noise Gli A silent noise suonano bene ed è sempre un piacere ascoltarli. Ormai l’apertura del concerto affidata a loro è un classico.
Un po’ prima di mezzanotte è cominciato il live dei Frozen Autumn con Before the storm.
Questa volta il concerto era a due, Diego e Froxeanne senza The Count ed è stato perfettamente bilanciato tra loro. Un brano cantato da lui, un brano cantato da lei. Ma la cosa più bella è che tutti i brani mi piacciono molto, quindi non ho avuto un solo istante di noia.
Frozen Autumn Roma Si sono alternati brani classici come Is everything real, Polar Plateau, This Time, Second Sight, brani piu recenti come Victory , Last Train, fino ai brani dell’ ultimo vinile del 2014, Lie in Wait: We’ll fly away, White on White, Your Touch…
Frozen Autumn Roma I concerti dei Frozen Autumn hanno un ritmo coinvolgente, e non si può resistere troppo tempo stando fermi. Wave elettronica che ha come marchio di fabbrica il ritmo dei sintetizzatori, a volte sognanti, a volte incalzanti, uniti alla presenza classic dark di Diego Merletto e alla voce, cristallina come il suo sguardo, di Arianna Froxeanne.
Frozen Autumn Roma Mi sono divertita come non mi accadeva da tempo, passano gli anni ma la musica rimane sempre il cuore pulsante della mia vita. Senza veramente non potrei vivere e i concerti sono un’espressione bellissima di questa meravigliosa arte. Mi rammarico solo di non averne visti molti negli ultimi tempi.
Frozen Autumn Roma La serata è stata dunque una di quelle da ricordare. Tra le altre cose sono tornata a casa anche con il cd dei Russian Rose, ma questa è un’altra storia…

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Cose sparse, tutte belle, di due weekend.

Di cose da raccontare ce ne sono tante, ma ho avuto poco tempo per farlo.
Oggi cercherò di rimediare: iniziando da domenica scorsa (giorno che il 99% delle volte passo a casa sul divano, a riposare).
Invece di pomeriggio siamo usciti e siamo andati al centro di Roma, non molto lontano dal Colosseo, alla Libreria Empirìa, per partecipare alla presentazione del disco Amada degli Elva Lutza, gruppo sardo che in questo disco realizza un progetto particolare di unione tra musica sarda e occitana, con il cantante provenzale Renat Sette.
Alla Libreria erano presenti soltanto Gianluca Dessì che suona la chitarra (con grande talento ) e Renat Sette, che canta (mancava Nico Casu che nel disco suona la tromba). È stato un momento molto particolare, per me occasione per rivedere Gianluca, che non vedevo da ben 17 anni, un’amicizia nata in quell’epoca lontana che sono stati gli anni Ottanta.

Renat Sette & Gianluca Dessì

Ecco un assaggio del disco Amada, il singolo La Velha.

Oggi invece, come mia abitudine sono stata alla fiera Più Libri Più Liberi. Vado quasi sempre di domenica mattina, in genere perché mi piace come momento, stavolta avevo un motivo in più, volevo andare a sentire al Caffè Letterario la conversazione sui racconti, tra Paolo Cognetti, e Christian Raimo.

Christian Raimo e Paolo Cognetti

Di Cognetti ho amato moltissimo Sofia si veste sempre di nero, di cui avevo parlato qui. Ora è uscito un libro che è una “raccolta di meditazioni sull’arte di scrivere racconti”, intitolato A PESCA NELLE POZZE PIU’ PROFONDE, che naturalmente ho preso e che sarà in cima alle prossime mie letture.

Ho avuto modo di parlare con lui ed è stato gentilissimo.

Finita la presentazione ci siamo ritrovati allo stand dell’editrice Zona con Giorgia e Sten e abbiamo passato un po’ di tempo insieme, non prima di essere passati anche allo stand de La Caravella Editrice e di aver salutato un’altra cara amica, Amalia Scoppola.

rosie_giorgia_amalia

Tanti momenti belli in questi due weekend, anche quando non scrivo per un po’, c’è sempre qualcosa che bolle in pentola!

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Morrissey live@Atlantico Roma 13 ottobre 2014

Dear Morrissey,
ieri sono stata al tuo concerto all’Atlantico.  Se il mio Diario dei concerti non mi tradisce, è stata la quinta volta che ti ho visto suonare, o meglio cantare dal vivo. Prima c’è stato l’Oye Esteban Tour a Milano, il Flippaut 2004 a Bologna, poi Ostia Antica nel 2006 e due anni fa all’Auditorium, forse il concerto più bello.

Ieri, molto emozionata, sono arrivata alle 20 passate e la fila per entrare era enorme. C’erano diversi tavolini con tantissime magliette degli Smiths, ma per chi sono, mi chiedevo…? Per i fans scatenati dell’epoca che ormai sono over 40? Io stessa non sento più l’esigenza di andare in giro con le t-shirt, ma forse c’è ancora qualcuno che le colleziona maniacalmente. Dopo aver letto la tua autobiografia, ho messo da parte qualsiasi speranza di rivedere la band ancora insieme…

Quando finalmente sono entrata, ho notato che la temperatura del tendone era da sauna. Intanto sono trascorsi 40 minuti di attesa davanti a un telo sul quale scorrevano come sempre varie immagini dei tuoi miti, immancabili i New York Dolls, ma anche un Charles Aznavour magrissimo. Poi a ripetizione la scena di un uomo che schiaffeggia un altro, tratta da qualche film in bianco e nero, una donna che grida, ed ecco lo strappo e il telo viene giù.

Silenzio… un intro semi-lirica e poi ecco arrivare la band, e la gente impazzisce per te, come sempre. Sullo schermo la Regina,  con tutte e due le mani con il dito medio alzato, e inizia The Queen is Dead. Travolgente.

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Poi le note che introducono la corrida e the Bullfighter Dies. Hooray, hooray.
Kiss me a Lot  è vorticante, impossibile star fermi,  e sai, sono proprio felice di essere venuta a vederti anche questa volta. Il nuovo disco mi piace, tra l’altro per me è stato un regalo di nozze, ed è una cosa veramente ironica, as you might guess, avere in regalo per le nozze un disco con il brano Kick The Bride Down The Aisle. Ma tanto io mi sono sposata in comune… 🙂

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Tocca quindi a Certain People I Know, e poi a Earth is the loneliest planet, un altro brano che mi piace molto.

Iniza poi How soon is now, che per me è un brano speciale per due motivi: è stato il primo brano degli Smiths che ho ascoltato nel 1985, e 2 anni fa è stato il brano durante il quale repentinamente ti sei diretto verso me e il mio amico T, a scambiare un tocco di mani, il ricordo del quale non ci abbandonerà mai… 🙂

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World peace is none of your business è la title track del nuovo album e sta veramente bene in mezzo agli altri brani più conosciuti.
“Il dottore dice che devo sorridere…” (Consiglio medico legato probabilmente alla recente rivelazione  di aver subito la rimozione di tessuti cancerosi?).  E pensare che quando ero al Flippaut nel 2004 ero io ad avere il cancro senza saperlo, ma ho avuto la fortuna di poter essere ancora qui a vederti dopo 10 anni!
I’m throwing my arms around Paris libera l’energia, e si passa poi a Neal Cassady Drops Dead, altro brano significativo del nuovo disco.

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È la volta poi di Trouble Loves Me, che non mi piace moltissimo, seguita da Istanbul che di questi tempi ascolto a ripetizione.  E arriva Kick The Bride Down The Aisle, ma dear Morrissey I forgive you, come potrebbe essere altrimenti? 😀

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Immancabile To Give The Reason I Live, e Meat is Murder, in una versione che sconvolge la gente che ho intorno, mentre io non guardo, come sempre  i filmati della macellazione degli animali sono veramente duri. Mi ricordo di quando portavi la maglietta con scritto I don’t Eat My Friends, devo avere ancora una foto attaccata in qualche armadio, dove ci sono le cose più importanti di quando ero giovane

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Si passa poi a Speedway, da Vauxhall and I…all of the rumours keeping me grounded, I never said that they were completely unfounded… 🙂 e poi I’m not a man, I’d never eat or kill an animal…

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È il momento della quasi ninna nanna Asleep, Sing me to sleep, sing me to sleep I’m tired and I.. I want to go to bed… Mi sono rivista davanti agli occhi la cassettina grigia con etichetta nera e scritte bianche di The World Won’t Listen degli Smiths, non so più quante volte l’ho ascoltata, e facevo sempre mia la conclusione della cassetta: You are sleeping, you do not want to believe, you are sleeping. Quanti anni sono passati, ma sembra ieri!

La band e Morrissey vanno via. Il pubblico intona il solito coro, Morrissey, Morrissey, Morrissey!!

E dopo ecco che ritorni sul palco, maggiore illuminazione, una camicia diversa che poi verrà lanciata al pubblico e strappata dai fans. E inizia Everyday is like sunday.

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Sai, dear Morrissey, io ci sono cresciuta con questa canzone. Mi ricordo bene che le domeniche sono veramente tristi quando sei solo, in una città deprimente. Avevo 19 anni e la tua musica era un raggio di luce. Trudging slowly over wet sand…

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È bellissimo sentirtela intonare di nuovo, con il pubblico traboccante di affetto, e unico momento in cui  una ragazza riesce a salire sul palco, in un concerto molto più ordinato e contenuto rispetto a quello dell’Auditorium del 2012, dove la gente saliva sul palco di continuo ed era tutto un correre avanti e indietro degli addetti alla sicurezza.
Trattengo un po’ di delusione perché il concerto è finito così, alle 22.30.  Ma è stato molto intenso. davvero.

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So dear Morrissey, siamo arrivati alla fine. Grazie per questa serata, un altro ricordo speciale da aggiungere ai tanti legati alla tua musica. Chissà se oggi hai fatto un altro giro per Roma come ieri, e sei rimasto meravigliato di non vedere nemmeno un poster dei tuoi concerti, come hai raccontato ieri! Stasera sarai di nuovo all’Atlantico, io non ci sarò, ma la tua musica è rimasta con me ancora oggi… come del resto ha sempre fatto in questi quasi 30 anni…!

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Giorno 83 – Morrissey date italiane 2014

La foto di oggi non poteva che essere quella di Morrissey, dopo l’annuncio delle date italiane previste tra pochissimo, a ottobre.

Lunedì 13 Ottobre 2014 ROMA Atlantico
Giovedì 16 ottobre 2014 MILANO Teatro Linear
Venerdì 17 ottobre 2014 BOLOGNA Paladozza
Domenica 19 ottobre 2014 PESCARA Pala G.P. II
Martedì 21 ottobre 2014 FIRENZE  Obihall
Mercoledì 22 ottobre 2014 PADOVA Geox Theater

Io felicissima!!! 🙂 (questa foto mossa l’ho scattata io nel 2012 all’Auditorium,chissà se anche questa volta riuscirò a vederlo così da vicino!)

morrissey 2012