La valigia sul letto…

… non è proprio quella di un lungo viaggio, ma quasi. In pochi giorni infatti ci siamo spostati in diverse città italiane, e ci siamo veramente divertiti un sacco e una sporta, come si dice, grazie anche alla magica compagnia di ziaCris e di tutti i suoi amici.

Così il primo giorno ci siamo fermati a Perugia. Adoro questa città, ultimamente ci andiamo almeno una volta all’anno.

Il secondo giorno lo abbiamo passato sul Lago Trasimeno, e sull’Isola Maggiore. È davvero bello stare fuori dalle solite quattro mura, dalla mattina presto fino alla sera. Anche se mi stanco, ogni tanto fa bene trascorrere tanto tempo all’aria aperta e rendersi conto che la vita è bella anche tra sole, cielo e nuvole. Anche quando il cielo si fa un po’ troppo scuro.

Il terzo giorno ci siamo spostati a Cervia. E qui, in compagnia della Cris, della Tata e del Ferrari, di Marina e Alberto ci siamo veramente sbracati dalle risate, non mi viene un altro termine. Come ai tempi della scuola, quando si ride per ogni stupidaggine. Con lo stesso spirito leggero. E c’è stato anche spazio per prendere un tè insieme ad Annamaria di Unazzurrocielo.

Come mio solito dopo pranzo ogni giorno mi andavo a riposare in hotel per un paio d’ore e ne ho approfittato per leggere molti libri che mi sono davvero piaciuti, La luce sugli oceani che è diventato anche un film che uscirà a breve in America e che andrò sicuramente a vedere quando sarà disponibile nelle sale italiane, (così come il film de La ragazza del treno).  Altri libri molto interessanti, Il profumo delle foglie del tè, e Ogni giorno come fossi bambina.
E sono così passati i giorni di mare, passeggiate e pranzi … beh non proprio abbondanti.. ho accumulato una fame stratosferica!!

Subito dopo ferragosto, invece di tornare verso Roma, ci siamo diretti verso Bologna, e abbiamo fatto un bel giro per la città.

Ho camminato così tanto in questi giorni, che adesso mi sento veramente ko per la stanchezza. Ma non importa perché sono felice.

E ora, ripensandoci, so anche cos’è la valigia sul letto.
È la valigia nella quale ho rinchiuso tutti i problemi della vita quotidiana, lavoro, burocrazia, pagamenti. Ma li ho chiusi così ben stretti che non usciranno da lì fino alla prossima settimana. E di questo sono davvero soddisfatta!🙂

Chiudo con questo bellissimo tramonto a Calderara e con un grazie immenso agli amici che ci hanno ospitato.

Cinque istantanee

Se dovessi riassumere cinque elementi molto importanti nella mia vita sin da quando ero molto giovane (tralasciando per un momento i sentimenti che sono comunque un elemento fondamentale per me), potrei raccoglierli in cinque immagini significative.

Cinque passioni che mi sorreggono e mi tengono su anche nei momenti in cui vengo attraversata da pensieri non propriamente sereni. Cinque passioni che hanno contribuito a costruire la mia vita come è adesso.

1) I viaggi in treno. Chi legge questo blog da tanto lo sa bene, ho passato moltissimi anni sin da quando ero piccola a fare in treno la tratta Roma-Milano. E ogni viaggio era un’avventura. Mi sedevo, mettevo le cuffie e schiacciato il tasto Play nel walkman. Il mondo fuori cominciava a scorrere davanti ai miei occhi e mi sentivo viva come non mai. Spesso ascoltavo Dancing To Restore An Eclipsed Moon dei Red Temple Spirits oppure Ferment dei Catherine Wheel, specialmente Indigo is Blue, oppure ancora Ullyses dei Dead Can Dance. E il mondo sembrava diverso quando il treno partiva.

In treno2) Poi ci sono stati i tanti concerti e gli anni dei festival. L’emozione di vivere qualcosa di irripetibile. Specialmente quando si arrivava in Inghilterra per i Festival che duravano tre giorni. Seduti a mangiare tra la gente, il caldo e il sole che bruciava il naso e il freddo invernale solo dopo qualche ora, al tramonto. Le bancarelle, gli smart drinks, le magliette e i cappelli da jolly. I gruppi, così tanti, che non sapevi mai quali vedere per non perdere gli altri in contemporanea. Le Signin’ Tents e i Doctor Martens ma anche i braccialetti colorati che sostituivano i biglietti, dopo l’ingresso. Ecco questi festival sono stata proprio felice di averli vissuti e se ancora ci ripenso dopo oltre venti anni, vuol dire che mi hanno lasciato tanto dentro

Concerto

3) Terza, la passione della vita, la scrittura che mi ha sempre accompagnata. Il rifugio dei pensieri ma anche lo strumento che meglio mi permette di esprimermi, con questo blog ma anche con i romanzi che ho scritto. Ripenso a come li ho scritti, Mornington Crescent a penna su un quadernino, in piedi alle fermate degli autobus. Figlie del male quasi sempre in treno, Viola e Nero al PC con The Silver Tree di Lisa Gerrard in loop, e sono felice di avere questa passione da coltivare e amare.
Non c’è niente di più emozionante di sedersi alla tastiera e di non sapere dove l’intreccio di idee porterà.

writing

4) I libri. Quanti ne ho letti in questi anni e quanta forza mi hanno dato.
I libri di Harry Potter mi sono stati di sostegno quando facevo la chemioterapia e volevo spostare i miei pensieri verso qualcos’altro. E poi quello strano rituale che mi ero inventata, per cui ogni libro che compravo serviva ad allungarmi la vita. Non sarei potuta morire se prima non avessi finito di leggere tutti i libri che avevo. Un’idea che mi ero creata per aggrapparmi a qualcosa nei momenti peggiori della paura di morire a causa del cancro.

books and leaves

5) Passeggiare per le città. Fare chilometri a piedi e scoprire le bellezze che ci circondano. Sia di giorno che di sera, camminare per ore, scattare foto, fermarsi in un bar a prendere un caffè e ripartire continua ad essere una delle cose che amo di più fare. Non importa che adesso questa attività per me sia molto più faticosa di prima e spesso comporti la necessità di riposare a letto il giorno successivo. Camminare nelle città è una cosa che mi fa sentire molto bene. E penso sempre alla canzone dei R.E.M. We walk through the world. Spero di poterlo fare ancora per tanti anni.

montmartre at night

Dodicesimo anniversario

Dodici anni oggi dalla gastrectomia. Dodici anni pieni di vita e di amore come ho sempre raccontato in questo blog. Ogni anniversario celebrato qui e anche quest’anno non potevo mancare…

Ma quest’anno ho anche il libro e conservo nel cuore i tanti bei commenti che ho ricevuto in proposito.

Per festeggiare la vita e quello che mi ha dato, solo oggi e domani la versione ebook del mio libro LA MIA VITA SENZA STOMACO – 12 ANNI DA GASTRECTOMIZZATA la trovate a €0,99 sui principali store online:

cover libro sito

Kindle:  https://www.amazon.it/mia-vita-senza-stomaco-gastrectomizzata-ebook/dp/B01DMSV5G4

epub: http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/biografia/233239/la-mia-vita-senza-stomaco/

epub: https://store.kobobooks.com/it-it/ebook/la-mia-vita-senza-stomaco

 

Un grazie a tutti quelli che lo hanno già letto.

Malata di vita di Rita Fantozzi

Malata di vitaUn paio di mesi fa ho sentito nei tg la notizia della scomparsa della giornalista parlamentare Rita Fantozzi.
Ho notato subito che aveva la mia stessa età. Oltre al dispiacere che provo ogni volta che sento di qualcuno che muore di cancro, mi ha colpita il fatto che si facesse cenno al libro che la giornalista aveva scritto per raccontare la propria esperienza di malattia. Malata di vita, il titolo. 
A maggio, quando la giornalista è morta, il libro non era ancora uscito. Ora è finalmente disponibile nelle librerie ed e-book stores, pubblicato da pochissimi giorni.

Attenta come sono a tutte le testimonianze sulla malattia, ho scaricato subito l’ebook e ho iniziato a leggerlo.

E sono entrata così nella vicenda di questa donna che, dopo un viaggio ai Caraibi in cui aveva incontrato la vera serenità dopo un momento difficile sul lavoro, tornata a casa scopre la notizia più devastante. Ha un cancro al pancreas, già in metastasi e l’unica cosa che si può fare per prolungare la sua vita è la chemioterapia.

La scoperta durante una risonanza magnetica effettuata solo per controllare i postumi di una pancreatite avuta qualche mese prima.

Rita è in procinto di fare un viaggio a Malaga e il medico glielo concede lo stesso. Termina gli esami necessari e parte con un’amica.

Al rientro si sottopone all’intervento per l’inserimento del post.

Poi l’inizio della chemioterapia forte, che Rita affronta con coraggio. Ogni terapia, con cadenza quindicinale, richiede un ricovero di tre giorni al Campus Biomedico di Roma, che per Rita diviene una seconda casa, il personale una seconda famiglia.

Mi piacciono le metafore usate da Rita nel libro, il cancro diventa “gli inquilini morosi”, l’ospedale “il villaggio vacanze”.

 Rita affronta i percorsi comuni di chi ha avuto il cancro, quindi la perdita dei capelli, l’acquisto della parrucca, il dover abituarsi all’assenza di forze e al cambiamento totale della vita. Il sostegno della fede, la spinta a fare tesoro di ogni momento vissuto.

Gli amici e la mancanza di un vero amore al suo fianco fanno da contorno alla sua storia, assieme alla sua voglia costante di continuare a viaggiare quando possibile.

Durante i vari cicli di chemio nella mente di Rita si sviluppa il progetto di questo libro, scritto con l’intento di dare aiuto a chi, dopo la diagnosi della malattia tende a isolarsi e a lasciarsi sopraffare dalla malattia senza aver la forza di reagire.

Nonostante gli esiti positivi della terapia, che riescono a tenere a bada la malattia per più di un anno, Rita Fantozzi si spegne a maggio 2016.

Ha lasciato questo libro il cui ricavato va alla Banca delle Parrucche, una sua idea.

Mi ha colpita molto questo paragrafo nel libro, nel quale mi sono particolarmente ritrovata: “Ero convinta che questa disavventura non fosse capitata per caso. Spesso malattie così gravi si sviluppano anche in seguito a grandi delusioni. E io avevo subito un bel colpo a settembre quando ero stata messa in cassa integrazione”.

Concordo sul fatto che le malattie possano capitare in periodi di grande stress, anche a me è successo così.

 

In my book of dreams…

Per parafrasare una canzone di Suzanne Vega, potrei dire che… In my book of dreams c’erano diversi sogni in questo weekend.
Uno era quello di fare una cosa pazza, attraversare buona parte del G.R.A di Roma (di venerdì pomeriggio è pura follia, ve lo assicuro), per andare in una zona a nord di Roma a vedere il concerto gratuito di Enrico Ruggeri (che avevo visto anche a novembre, peraltro).

E la cosa pazza è riuscita a diventare realtà.

Enrico Ruggeri live Porta di Roma

Ennrico Ruggeri live Porta di Roma

Gran concerto, molto divertimento, e trovare a sorpresa anche amici che gravitano nel mondo dark da tanti anni…

In my book of dreams c’era poi la voglia di fare un giro di shopping, e questo weekend ne ho fatti ben due, uno sabato e uno lunedì, festa del patrono della cittadina dove vivo.
Abbastanza spensieratamente, ho girato per negozi, e devo dire che, di tanto in tanto, lo shopping è senza dubbio un’attività salutare, che infonde benessere :) e soprattutto diverte. E lo shopping ha avuto anche un prolungamento domenicale.

Hats

In my book of dreams c’era anche il desiderio di trovare qualcosa che mi piacesse (mi scordo facilmente di essere più vicina ai cinquanta che ai quaranta, ma non fateci caso…)
E ho trovato una magliettina che ho deciso di personalizzare, un po’ come si faceva negli anni ’80, aggiungendo le paillettes azzurre alla scritta. Che poi questa magliettina chiude il cerchio con Enrico Ruggeri che al concerto ha cantato anche Punk prima di te…🙂, un vecchio brano storico.

black t-shirt

E queste poche cose (o tante a seconda di come le si guarda, diciamo che quattro giorni in giro per una persona normale possono essere ordinaria amministrazione, per me sono sempre un gran traguardo), posso dire di aver passato veramente un bel weekend lungo.

A perfect day 

Sto rileggendo Vacanze all’isola dei gabbiani di Astrid Lindgren, penso per la decima volta, considerando le volte in cui l’ho letto da piccola.

Sul Kindle ho sottolineato le frasi che esortano a vivere ogni giorno della propria vita come se fosse l’ultimo, senza spendere troppo tempo a pensare ai problemi del futuro.

Ed è capitato che io leggessi queste frasi proprio dopo ieri, che per me è stata veramente una giornata perfetta in tutto.

Siamo stati a Roma dalla tarda mattinata per fare compagnia a ziaCris, e questo ci ha dato la possibilità di vivere la città da turisti, cosa che capita di rado.

Così prima abbiamo fatto un giro a Piazza Navona…

C’era caldo ma tutto sommato si stava bene, ogni tanto si alzava un po’ di vento fresco.

In allegra compagnia siamo andati a mangiare, poi ci hanno raggiunti Giorgia e Sten, e abbiamo fatto una passeggiata al Pincio. Siamo poi scesi verso la Barcaccia, ma purtroppo la scalinata di Piazza di Spagna è chiusa per restauro.

Ci siamo fermati alla galleria Alberto Sordi in via del Corso per rifocillarci un po’, poi siamo andati fino al Campidoglio e siamo saliti su un pullman turistico di quelli a modalità hop on hop off.

Per noi era bellissimo vedere Roma dall’alto, insolito e strano, ma molto piacevole.

Ed è un’esperienza particolare immedesimarsi nei turisti, per chi è abituato a vedere spesso questi scorci nella vita quotidiana.

Abbiamo voluto vivere la giornata all’insegna della massima libertà e avventura. Mentre i nostri amici sono scesi per andare in albergo, noi siamo rimasti sul pullman, e siamo passati davanti al Circo Massimo proprio mentre si stavano per aprire i cancelli del concerto di David Gilmour.

Questo ha creato però qualche problema di traffico nella zona e di colpo abbiamo realizzato che si stava facendo davvero troppo tardi. Siamo quindi tornati al Campidoglio, cercando di prendere qualche autobus per raggiungere via Veneto e tornare al parcheggio dove avevamo lasciato la nostra auto, ma non passava nessun mezzo pubblico che andasse nella nostra direzione. Alla fine abbiamo optato per una corsa in taxi, per raggiungere in tempo il parcheggio.

Poi c’è stata la corsa per andare a riprendere i nostri amici (dire corsa a Roma è un eufemismo, si passa più tempo nel traffico che altro…)

Ci siamo quindi diretti dall’altra parte della città per cenare e goderci in pace la partita dell’Italia contro la Germania.

La cena è stata piacevolissima, ricca di risate e commenti vari alla partita che, per motivi interni del ristorante, era priva di audio.

Purtroppo, come è noto la partita non è finita nei tempi classici e ci siamo trovati in auto con gli amici a vivere la tensione degli ultimi momenti, con i rigori per radio.

Poi ci siamo salutati e ci siamo diretti fuori Roma, verso casa.

Ho fatto scorta di risate e serenità totale. E quando penso che queste bellissime amicizie sono nate a causa del cancro, stento a credere che la malattia possa avermi regalato qualcosa di così bello.

È stato davvero un giorno perfetto. Non lo dimenticherò.

Select * from …

Quando, oltre un decennio fa ho studiato e lavorato nell’informatica, utilizzavo molto l’Sql, un linguaggio che consente di estrapolare dei dati da delle tabelle, secondo le richieste effettuate dal sistema, sulla base dei dati che è necessario ottenere.

Spesso si usa questa istruzione: select x,y,z from “nome tabella”, group by x.
“Group by” rappresenta il criterio di raggruppamento dei dati raccolti.

A volte penso che questa istruzione si possa utilizzare anche nella vita.
Seleziona (dalla tua vita) i giorni (felici) group by topic (argomento), es. i giorni felici per i concerti, i giorni felici per i viaggi, i giorni felici per le ore passate in compagnia, i giorni felici per l’amore, i giorni felici perché tutto sembra andare bene, i giorni felici per aver letto un bel libro.

Spesso ci si accorge che questi giorni in realtà sono rari, stravolti e soffocati dalle giornate in cui i problemi prevalgono, in cui non si fa in tempo a tirare il fiato che subito arriva qualcosa di nuovo da affrontare.

Io mi sforzo, giorno dopo giorno, di trovare qualcosa di bello prima che arrivi la sera, di non lasciarmi sopraffare da cattivi pensieri, da tristezze trasversali, da stanchezze cui spesso è facile arrendersi.

Ogni mattina il mio primo pensiero è: devo trovare qualcosa da ricordare in ogni giornata, devo mettercela tutta. E siccome la felicità non è mai scontata, la cerco sempre nelle piccole cose.

Come ad esempio una collana su una maglietta che mi piace, e che parla di me.
(Piccole bugie che mi racconto nei giorni in cui mi sento un po’ meno grintosa, diciamo così).

Jpeg

O il ricordo di una giornata al lago, e niente mi lascia più tranquillità dentro che andare in giro per laghi.
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