Pubblicato in: felicità, passeggiate

Un giorno da favola

Assaporando un sabato di ottobre che assomigliava tanto a uno di maggio, visitando un luogo neanche troppo lontano ma mai esplorato a fondo prima di questo momento, sono riuscita a vivere un giorno da favola.

Uno di quei momenti in cui il sole, la temperatura mite, il vento gradevole e la persona amata accanto, rendono la felicità realmente tangibile.

Avrei voluto che le ore non passassero mai.

Sono stata seduta su uno scoglio a scrivere e ad ascoltare la mia musica preferita per quasi un’ora, con le onde del mare e la gente che si godeva il sole intorno.
Ho scelto alcune foto da pubblicare qui per ricordarmi di questo momento anche in futuro. Perché i giorni così belli si contano sulle dita di una mano  e sono veramente felice di avere vissuto una giornata perfetta.


Per chi fosse curioso di conoscere di quale luogo si tratta, è Civitavecchia,  che non è solo il porto dal quale partono i traghetti e le navi per il quale è nota. C’è anche un bellissimo lungomare con una grande area pedonale e tante panchine dove rilassarsi godendosi la vista del mare. 


Nella parte più a sud, la zona chiamata Pirgo, si trova un’area con una stradina ricca di ristoranti e bar dove godersi i momenti di relax in compagnia.


Mi ha ricordato un po’ Barcellona e la zona della Barceloneta. Che nostalgia…

Un ultimo  commento lo riservo alla bellezza dell’acqua così cristallina e trasparente. Davvero bellissima.

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Pubblicato in: diario, hobby, pensieri

Knitting my soul

Ci sono giorni in cui le cose sembrano più difficili. Giorni in cui pare di soccombere alle difficoltà e tutto ciò di cui si ha bisogno è un po’ di relax.

Nei giorni così mi rivolgo ai miei hobby per cercare tranquillità e uno di essi, come ho raccontato molte volte è il lavoro a maglia.

Il colore dei gomitoli, la consistenza della lana e dei ferri di legno aiutano a liberare la mente dai pensieri e a intrecciare i fili dell’anima verso stati emotivi più sereni.

Meglio ancora se contemporaneamente riesco a guardare un film in streaming. Alla fine la vita è troppo breve per soccombere alle sensazioni negative, meglio colorare il proprio mondo, invece di viverlo in bianco e nero.

Oggi mi esprimo come uno spot pubblicitario ma è cosi che mi sento, con la voglia di reagire ai momenti in cui le cose non vanno proprio come si vorrebbe.

Pubblicato in: diario, i miei libri, scrittura

Un viaggio immaginario in Bretagna

In quest’ultimo periodo mi sono rifugiata in una sorta di viaggio immaginario in Bretagna. Una serie di letture mi hanno portata a interessarmi di questa musica e di questa cultura, che mi sta anche fornendo ispirazioni per continuare un progetto di scrittura iniziato da tempo.

Ho scoperto che immergersi in questa musica fa molto bene all’anima e trasporta in uno stato ideale per l’esplorazione dei sentimenti e delle emozioni. La cosa di cui avevo proprio bisogno in questo periodo.

Non aggiungo altro e lascio parlare questo bellissimo brano, che rientra sempre nelle mie playlist quotidiane.

 

Pubblicato in: felicità, watching the world

Un vizio

Oggi parlando con una persona, raccontavo di come la mattina alle 6,10 quando mi alzo, la prima cosa che faccio è guardare dalla finestra com’è il cielo. Se vedo dei bei colori, metto su il tè per la colazione e scappo subito al balcone a fare una foto. Come questa di stamattina:

“Ma come ti va?” mi diceva questa ragazza. “Appena alzata, poi.”

Non ho dovuto nemmeno pensare, la risposta mi è venuta da sola.
“Perché la vita è bella” ho detto “ed è bello iniziare la giornata con qualcosa di speciale. Perché sono felice di essere ancora viva dopo la brutta esperienza che ho passato – qui mi hanno attraversato la mente le immagini di quando sono rimasta un mese in ospedale, dei sotterranei, i dolori, le flebo, la chemio -, perché un’alba così mi riempie di emozione.”
Ho risposto con una tale veemenza da sembrare esaltata, ma tutto quello che ho detto lo penso veramente.

Dagli sguardi che mi hanno rivolto le altre persone che erano con noi ho capito che forse non è un discorso sempre facile da spiegare fino in fondo, del resto nessuno di noi è immune da problemi ed emozionarsi per un po’ di colori in cielo sembra forse esagerato. Ma se questa è una cosa che mi rende contenta prima di uscire per andare al lavoro, perché non farlo? Sarei anche capace di alzarmi apposta…

E poi, è un vizio del tutto innocuo! 🙂

Pubblicato in: passeggiate, pensieri, riflessioni, viaggi, watching the world

Due cani

Venerdì ho passato una giornata al lago, un lago che adoro e dove sono già stata diverse volte. Era una giornata ventosa e le acque del lago erano mosse, le onde impetuose, le acque agitate.

A un certo punto, mentre eravamo sul pontile sono arrivati alcuni uomini con due cani di razza tedesca di taglia grande. I due cani erano sfrenati, non si tenevano più per l’eccitazione nel trovarsi di fronte all’acqua, alle onde. Quello che mi ha colpita, è stato il loro comportamento, notevolmente differente proprio per il diverso temperamento dei due animali.

Il primo ha sceso gli scalini che portavano direttamente in acqua e ha immerso il muso nelle onde, mordendole come per fermarle, giocandoci allegramente.

L’altro si è fermato sul pontile, abbaiava e scodinzolava, guardando l’acqua da un punto più riparato. 

Dopo un po’, cani e padroni si sono spostati in una insenatura dove era più facile scendere direttamente in acqua.

Il primo cane ne ha approfittato e si è immerso ancora di più, con il muso tutto nell’acqua a giocare di nuovo con le onde.

Il secondo ha fatto due passi in avanti, quasi tentato dal pensiero di scendere ugualmente in acqua, poi però ha fatto  tre passi indietro e si è posizionato più su per guardare l’acqua e abbaiare in un posto sicuro.

Ho pensato a quanto mi sentissi simile al secondo cane. Nella vita sono sempre stata con tanta voglia di fare le cose che mi piacciono, ma sempre con un freno interiore dettato da tante circostanze della mia esistenza, che hanno forgiato il mio carattere.

Eppure proprio l’esperienza della malattia mi ha insegnato che la vita va assaporata intensamente e non a piccoli sorsi o stando sulla soglia. 

E mi viene in mente L’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, con l’epitaffio di Francis Turner:

“Io non potevo correre né giocare/ quando ero ragazzo./ Quando fui uomo, potei solo sorseggiare/ alla coppa, non bere../perché la scarlattina mi aveva lasciato/ il cuore malato.”

E mi rendo conto che non è cosi che bisogna vivere, si deve invece vivere intensamente, assaporando ogni emozione.

Per me può essere un buon proposito da non dimenticare mai.

Pubblicato in: cancro, cancro allo stomaco, conseguenze gastrectomia totale, gastrectomia totale, guarire, tumore allo stomaco, vivere senza stomaco

Tumore allo stomaco, si può guarire?

Questa è una domanda che ricorre spesso nei forum di discussione sul cancro gastrico e affini.

La mia esperienza personale può essere testimonianza di come sì, anche una da una malattia brutta come questa, si può guarire e tornare come prima. (Eccetto per le conseguenze fisiche permanenti).

Ho cominciato a sperare di esserne uscita dopo il secondo anno, perché il mio chirurgo aveva detto che dopo due anni dall’intervento il rischio diminuisce. Così, all’inizio del terzo ho iniziato a tirare un sospiro di sollievo.

Poi sono arrivata al quinto anno dalla scoperta del tumore gastrico. Sono andata in oncologia e ho avuto la conferma di essere a un giro di boa importante. Da quel momento i controlli si sono diradati e sono diventati annuali. Ero fuori dal rischio di recidiva.

Al decimo anno ho iniziato ad affrontare i controlli come una routine ormai ben radicata nella mia vita, ma senza piu viverli con estrema ansia. Se ci fosse un indice della paura dei controlli, direi che ormai si attesta sui valori minimi.

(Sono consapevole che non si può mai essere sicuri al 100% di essere completamente fuori dal rischio di un ritorno del cancro, ma io continuo a essere profondamente ottimista)

Oggi 26 luglio, raggiungo la vetta dei 13 anni e mi sento sempre di più di affermare che dal cancro allo stomaco si può guarire.

Pubblicato in: concerti, modena city ramblers

Cisco e i Dinosauri #portadiromalive

Negli ultimi anni ho diradato cosi tanto la frequentazione dei concerti, per una serie di ragioni, che quasi mi sembra strano poter raccontare di nuovo un evento live.

Ieri ho fatto una breve incursione al centro commerciale Porta di Roma per vedere i Dinosauri, ovvero Cisco, Cottica, Rubbiani, con Massimo Giuntini, il cuore pulsante dei primi Modena City Ramblers, formazione che ai tempi comprendeva anche il cantante Alberto Morselli, tra gli altri.

Certamente un centro commerciale non è il luogo più adatto per una band di questo tipo e infatti il saluto iniziale di Cisco con un benvenuti al nostro concerto al centro commerciale Porta di Roma,ha espresso nel tono tutta la gioia per una location così adatta.

Altra scelta abbastanza discutibile, l’utilizzare questo gruppo come opening act per l’orchestra popolare de la notte della Taranta, riservando loro uno spazio di soli 30 minuti. E non mi aspettavo che buona parte di questo spazio temporale sarebbe stato dedicato ai bellissimi brani del Mcr, ma così è stato.

L’apertura è stata con Cosa conta dal disco dei Dinosauri. A seguire Tant per tachèr dal memorabile Riportando tutto a casa.

Poi un paio di brani ancora dal nuovo disco, mi ha colpita in particolare Figurine, con un testo molto bello. E la nemmeno malcelata presa in giro a Vasco e al concerto di Modena Park da parte di Cisco…

A seguire grande emozione con Transamerika, ed eccomi lì a rivivere le emozioni di Terra e Libertà, e il legame con Cent’anni di solitudine di Marquez.

Poi subito Clan Banlieue che porta con sé altri ricordi,tra i più belli, impossibile non emozionarsi. E pensavo, quanti concerti dei Modena City Ramblers ho visto? Ehm, mi sa che ho perso il conto…E, chissà perché, mi veniva in mente un concerto al Frontiera di oltre vent’anni fa.

È stata poi la volta di un medley che comprendeva anche Terra Rossa da La Lunga Notte di Cisco, per sfociare poi ne I cento passi, ancora un momento emozionante.

Ultimo brano, che mi ha lasciata sorpresa e felice è stato In un giorno di pioggia e vederlo eseguire live da parte del gruppo originale, valeva tutta la strada fatta per arrivare fin lí per un set così breve, ma splendido. Io felice. Grazie Cisco, grazie Dinosauri.