Fotogrammi di un’estate – parte 3

Oggi concludo il racconto di questa bella estate, anche perché lunedì si ricomincia con il lavoro e voglio terminare la serie di questi 3 post con ancora i ricordi vividi dei bei posti che ho visto.

Ripartiti dall’Umbria ci siamo spostati in Abruzzo fino ad Alba Adriatica. Il viaggio è stato abbastanza particolare, perché abbiamo attraversato zone dove le tracce del terremoto di 3 anni fa sono ancora ben visibili, come Norcia, Castelluccio, Arquata del Tronto. Ci sono ancora strade chiuse e deviazioni, macerie. Si avverte molto forte la ferita dell’Italia Centrale.

In Abruzzo siamo rimasti tre giorni in compagnia di cari amici, e abbiamo girato tra Alba Adriatica, Giulianova e Tortoreto. Con una puntatina fino a Montesilvano per salutare un altro amico. E Montesilvano apre i ricordi ai libri di Silvia Ballestra come La guerra degli Antò che hanno fatto parte dei tanti piccoli frammenti di memoria della mia vita da rockettara,

Tornati dall’Abruzzo, con una serie di giorni liberi davanti a noi, ne abbiamo approfittato per andare anche a fare un giro a Sperlonga, dove il mare è bellissimo e l’atmosfera molto piacevole,

Posso dire che questi giorni che abbiamo vissuto sono stati intensi e rigeneranti e quest’anno più degli altri ne avevo bisogno. Spero di aver fatto abbastanza scorta di distrazioni e relax per poter affrontare la ripresa delle attività quotidiane con leggerezza, almeno per i primi tempi.

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Fotogrammi di un’estate – parte 2

Questa è la seconda parte del racconto del giro estivo che abbiamo fatto. Dopo Assisi e Perugia, come tutti gli anni, il giorno successivo ci siamo spostati a San Feliciano, sulle rive del Lago Trasimeno.

Questo luogo riesce a rilassarmi come pochi altri, veramente.

Mentre le altre volte siamo andati a visitare l’Isola Maggiore, questa volta siamo andati sull’isola Polvese, spesso citata in tanti romanzi.

Siamo andati a curiosare fra le rovine del Castello Medievale. Stupisce che si possa entrare liberamente e girare a proprio piacimento senza nessun tipo di controllo. Si assapora uno strano senso di solitudine.

Anche la passeggiata nel verde è molto piacevole e, tra l’altro, la giornata era calda e stupenda. Quindi l’abbiamo assaporata interamente.

Il resto della serata l’abbiamo spesa di nuovo a San Feliciano per l’imperdibile spettacolo del tramonto, come ogni anno. Devo dire però che nessuno eguaglia quello del settembre 2015, quando il lago si tinse di colori assolutamente fantastici (qui il post di allora)

Comunque, rimanere sulle sponde del lago fino a quando il sole non scompare all’orizzonte e affonda nell’acqua è uno spettacolo emozionante e mancano le parole per descriverlo fino in fondo. Decisamente questo luogo è una vera oasi di pace per me, per questo ci torno tutti gli anni.

Fotogrammi di un’estate – parte 1

Quante cose ho da raccontare di questa estate in cui abbiamo girato tanto, visto città e spiagge, alcune già note, altre meno, ma comunque trascorso molti giorni sereni. Ho visitato diversi posti e scattato tante foto così, per non annoiare, ho deciso di dividere questo post in due o tre parti.

Il primo giorno ci siamo diretti in Umbria, dove passiamo tutti gli anni, ma questa volta appena arrivati siamo andati a fare un giro ad Assisi, perché ancora non ci eravamo stati.

Sono tanti i particolari deliziosi che mi hanno colpita, prima fra tutte questa bicicletta lilla in un negozietto caratteristico dove vendono anche il Tau di San Francesco profumato

È bellissimo camminare per le stradine di Assisi, ma ci vuole anche un po’ di resistenza perché se da una parte si va in discesa, bisogna tenere presente che il ritorno sarà tutto in salita …

Era l’8 agosto e faceva abbastanza caldo quel giorno. Però abbiamo gironzolato lo stesso per tutto il paese, scorgendo cose belle da vedere ovunque.

Naturalmente non poteva mancare una visita alla Basilica di San Francesco. Una Chiesa che sembra sospesa tra il verde e il cielo, avvicinandoli come per congiungerli. Basta girarsi un momento per vedere ovunque un prato curatissimo e una bella distesa di verde.

Terminato il giro ad Assisi, compresa la visita alla cattedrale di San Rufino dove mi ha colpita particolarmente questa statua di Santa Chiara, siamo tornati alla macchina. Abbiamo deciso di tenere per una prossima visita l’altra Basilica, quella di Santa Chiara. È bello avere sempre qualcosa ancora da scoprire.

Dopo la passeggiata ad Assisi, ci siamo spostati a Perugia per la cena. È stato bellissimo arrivare nella zona centrale all’ora del tramonto. Anche qui c’è tanto da vedere.

Dopo una pizza, ci siamo spostati in Piazza IV Novembre per riposare un po’ e goderci la serata.

Infine siamo passati dove si ammira la vista più bella della città. Un belvedere che al tramonto diventa ancora più suggestivo e magico.

Così si è conclusa la prima giornata in Umbria che già da sola è valsa una vacanza, e mi ha regalato tanti bei momenti da ricordare.

No, not me.

Da qualche tempo, effettuando una ricerca dei libri online usciti con il mio nome, se n’è aggiunto uno. Si tratta di un testo di battute e frasi divertenti, edito dal Gruppo Albatros Il Filo.

Ovviamente questo testo è distante anni luce dai miei romanzi che invece hanno sempre una venatura introspettiva e spesso dolorosa, quindi penso non ci sia nemmeno bisogno di specificare che non l’ho scritto io.

Mi sono anche immedesimata nell’autrice, attrice romana di teatro, che trova il suo libro in mezzo ai miei che parlano di cancro e altre tragedie…

Purtroppo i casi di omonimia possono verificarsi. Ma ho pensato di scriverlo qui, solo come nota.

E spero che entro qualche mese massimo, ai miei libri Viola e Nero, La mia vita senza stomaco, Mornington Crescent, Figlie del male e Il poeta in nero si possa aggiungere quello che sto terminando, il cui titolo inizia con R… E che sarà un altro romanzo in cui si parlerà di sentimenti e di come il destino possa aiutare a superare momenti difficili.

Il 15esimo anniversario

26 luglio 2004 – 26 luglio 2019.

Vivo senza stomaco da 15 anni. A dire il vero ormai non mi ricordo quasi più come si vive con lo stomaco…

Come ho scritto oggi su Facebook, è stato un lungo percorso, non privo di ostacoli. La difficoltà maggiore, dopo quella oggettiva del vivere con un organo in meno, è stata quella di dover imparare da sola a superare ogni ostacolo.

Ho scritto fiumi di parole su questo problema nel blog. Sono passati appunto 15 anni ma ancora oggi moltissime persone vengono dimesse dall’ospedale con la semplice indicazione di mangiare poco e spesso.

Quanti problemi non detti che ci si trova a fronteggiare poi da soli.

La sudorazione e il sonno dopo i pasti, la sensazione di peso, i picchi glicemici e il conseguente crollo che porta la glicemia fino a valori allarmanti come 30, la diarrea frequente, la mancanza di succhi gastrici che espone maggiormente a infezioni batteriche dell’intestino. Le carenze di calcio e vitamina D, con l’osteoporosi sempre in agguato. Le carenze di ferro frequenti che in molti casi si risolvono solo con le flebo. La stanchezza amplificata, che in certi casi è così profonda che l’ho definita cosmica.

Quelle volte in cui improvvisamente vengono dolori addominali e anche da vomitare con cibi che tante altre volte non hanno fatto niente. L’alimentazione dopo una gastrectomia richiede sempre una serie di aggiustamenti.

Gli ingorghi se si mangia troppo velocemente e si crea un tappo, il desiderio insoddisfatto di fare cose semplici che prima erano normali, come bere un bicchiere di acqua tutto d’un fiato, mangiare un gelato, bere una coca cola ghiacciata. La necessità quasi improcrastinabile di mettersi semi sdraiati dopo i pasti perché la pancia pesa.

Ho elencato alcuni dei problemi che si devono affrontare vivendo senza stomaco e non sono pochi.

Ma alla fine io sono sempre stata positiva e ottimista in questo percorso.

Ho passato momenti di profonda tristezza quando ho abbandonato il gruppo Facebook che avevo creato seguito per sei anni, ma poi ho avuto la forza di rimboccarmi le maniche e riaprirne un altro dove la gente che vive questo problema possa sentirsi a casa tra amici. Bando quindi ai pensieri cupi. Non c’è ragione di averli.

E allora oggi mi sono presa un giorno di ferie per festeggiare questo secondo compleanno e sono andata come di consuetudine a celebrare l’anniversario mangiando un bel fritto di calamari. Perché dopotutto sarà pesante vivere senza stomaco dopo una gastrectomia totale, ma certi piaceri della tavola sono ancora concessi!😊💪

15 anni, un altro traguardo importante raggiunto.

Uno splendido weekend a Siena

(Nota: avevo scritto questo post un paio di settimane fa, ma poi non sono stata bene e non sono riuscita a pubblicarlo. Ma, anche se sono passati 15 giorni, le emozioni sono rimaste le stesse)

Lo scorso weekend sono stata a Siena ed è stato davvero un momento bellissimo, di relax e di grande emozione per me.

Non saprei spiegare perché provo un’affezione particolare per questa città, ma quando sono qui mi sento veramente a casa e in uno stato d’animo positivo.

Arrivare poi in tarda serata è stato molto suggestivo, così dopo aver cenato siamo rimasti un po’ in giro a goderci la splendida atmosfera…

Si è anche dato il caso che quella sera a Siena ci fosse la notte bianca, quindi la città era ancor più animata.

Quello che mi piace tanto di città come Siena e Perugia è il poter arrivare nel centro della città salendo le scale mobili, partendo dalle zone più a valle dove si parcheggia.

Questo viaggio è stata anche l’occasione per entrare nelle zone reali del nuovo romanzo che ho scritto (ma che sto ancora nuovamente rivedendo, è un parto laborioso 🙂 ). È bellissimo scrivere una storia nei pomeriggi d’inverno a casa immaginando di essere per le strade di Siena e poi andarci e ritrovare le stesse emozioni messe sulla carta. Questo è uno degli spunti del romanzo, un verso tratto dalla Divina Commedia di Dante:

Poi ci sono i panorami meravigliosi come questo:

E poi c’è il Meetlife di Via Pantaneto nel quale siamo stati a prendere un caffè e a rilassarci un po’. Di sicuro il bar che preferisco a Siena!

È stato davvero un weekend che i ha riempita di serenità e come al solito non vedo l’ora di tornare a Siena, spero tanto sarà possibile anche il prossimo anno…

Dead Can Dance live Milano Teatro Arcimboldi 2019

È semplicemente fantastico come possa bastare un concerto per tornare a vivere le forti emozioni che si perdono nella vita quotidiana.

Sapevo che il concerto dei Dead can Dance non avrei voluto perderlo. Un po’ perché quelli degli ultimi anni li ho visti tutti, partendo da quello al Teatro dal Verme del 2005 che, come ho sempre raccontato, mi ha letteralmente riportata alla vita dopo il cancro, un po’ perché sapevo che questo tour era una celebrazione della loro carriera, con brani bellissimi che non avevo mai sentito “live” in passato.

Non ultimo, infine, perché questi meravigliosi concerti sono sempre occasione per rivedere amici, lo zoccolo duro che, nonostante il passare del tempo, si sposta ancora per vivere le emozioni dei live più belli.

Il concerto di ieri è stato veramente un susseguirsi di capolavori che hanno fatto la storia di questo gruppo.

Si apre con Anywhere out of this world, da Within the Realm of a Dying Sun seguita da Mesmerism da Spleen and Ideal.

Terzo brano Labour of love, originale del 1983 che si trova in una loro raccolta, ma che secondo me avrebbe meritato molto di più, perché è uno dei brani più belli di questo tour.

Successivamente, di nuovo un brano da Spleen and Ideal, Avatar, atmosfere che riportano alla mente tanti ricordi dei periodi vissuti con la loro musica sempre nelle cuffie. Poi, un momento di commozione con In Power We Entrust The Love Advocated, dal primo album Dead Can Dance e una frase che mi ripeto come un mantra: The way lies through our love.

Da un’altra raccolta ecco Bylar, con la voce di Lisa Gerrard sempre protagonista, che ha lasciato poi spazio a uno dei miei brani preferiti che per decenni ho sognato di poter sentire dal vivo, ovvero Xavier da Within the realm of a dying sun. Tantissimi anni fa, credo fosse il 1995, avevo iniziato a scrivere una storia intitolata così, chissà che questo non sia lo spunto per finirla..

Arriva poi un momento da brividi con prima The Wind That Shakes The Barley da Into the Labyrinth e poi Sanvean, uscita in Towards the within e anche nel primo disco solista di Lisa, The Mirror Pool. E la temperatura sale, nonostante faccia già molto caldo all’interno del teatro. È bellissimo notare che dopo ogni brano sia di Lisa che di Brendan o di entrambi, il teatro rischia di crollare per gli applausi intensissimi. I Dead Can Dance hanno veramente un potere magnetico di trasportare le persone in una sorta di realtà parallela…

Torna di nuovo la voce di Brendan Perry con Indoctrination (A design for living) ancora da Spleen and Ideal e Yulunga da Into the Labyrinth, che diventa una danza tribale, nell’acustica meravigliosa del teatro. Sempre dallo stesso album è tratta The Carnival Is Over, qui in versione ancora più “slow ballad”.

The Host of Seraphim ci porta a The Serpent’s Egg, disco prezioso. In questo brano, la voce di Lisa Gerrard incide solchi profondi nell’anima, lasciando cicatrici indelebili nel cuore. Ma ci si riprende subito con Amnesia da Anastasis, che è uno dei brani più belli dei loro dischi più recenti.

Le atmosfere cambiano con Autumn Sun, cover della band Delayaman che è seguita da Dance of the Baccanthes, brano tratto dal nuovo disco Dyonisus. Di nuovo il teatro sembra crollare di applausi quando la band esce, richiamata subito per i bis che iniziano con Song of the siren, brano di Tim Buckley, noto anche per la versione This Mortal Coil, cantata da Brendan Perry. E poi Cantara, da Within the realm of a dying sun, in una versione ridotta ma sempre emozionante.

Il concerto si chiude con The Promised Womb da Aion, davvero stupenda, anche qui sono tantissimi i ricordi che si incrociano nella mia mente. Aion è uno dei loro album che ho ascoltato di più nella mia vita.

La conclusione dello spettacolo ha lasciato qualche perplessità quando, durante l’evocativa Severance da The Serpent’s Egg, Brendan Perry ha improvvisamente girato le spalle e abbandonato il palco senza più tornare nemmeno per i saluti finali del gruppo, lasciando che il brano terminasse strumentale… Tante le supposizioni, un malessere o un momento di nervoso? (Aggiornamento, da un video su YouTube si vede chiaramente il momento di disappunto che ha spinto Brendan Perry a lasciare il palco per un errore dei musicisti…)

Comunque il concerto come sempre è stato straordinario. Sono stata veramente strafelice di aver deciso di andare di nuovo a Milano per loro. Ne vale sempre la pena!!