Ho riscoperto

Ho riscoperto un piacere semplice. Quello di scrivere a matita su un taccuino Moleskine A4 che ho ricevuto in regalo.

Tante persone si rilassano colorando meravigliosi disegni negli album ispirati alle tematiche più disparate, da Harry Potter ai Mandala. Io ho capito che non è un hobby che fa per me, perché personalmente ho un maggior bisogno di inventare invece di seguire contorni tracciati.

Invece lo scorrere della matita sulla carta, riempiendo il foglio di parole, ha un effetto rasserenante su di me.

E pensare che sono anni che ormai scrivo solo al pc quando ho tempo. E mi ero persa l’effetto benefico di scrivere a mano.

A volte una cosa molto semplice può farci ritrovare un pezzettino di felicità…

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Cose belle

Ho deciso di saltare il post delle letture di maggio, perché, al contrario di aprile ho letto veramente pochissimo, e a due dei libri che ho letto nel mese ho già dedicato un intero post.

Invece voglio condividere qui sul blog una cosa bella, una piccola soddisfazione.

A oggi Viola e Nero è il mio romanzo più venduto e, da autrice di self publishing che fa pochissima promozione, rimane comunque una grande gioia per me. E, mentre ormai il nuovo romanzo ha preso la sua forma quasi definitiva, mi fa piacere poter raccontare che l’ebook di Viola e Nero è stato scelto per la selezione iniziale di Amazon Prime Reading, il nuovo servizio di lettura ebook gratuiti che fa parte dei benefit per gli abbonati di Amazon Prime.

Mesi fa ho ricevuto la proposta di Amazon e ho accettato con piacere. E oggi sono felice di trovare Viola e Nero nel primo gruppo di ebook disponibili sul sito.

Rosanna_Fiorino_Viola_e_nero

La vita che intreccia storie (e libri)

Forse non mi era mai capitato prima d’ora di leggere due libri così intrecciati tra loro, sebbene in parte diversi, da costituire un corpo unico di una vicenda che affonda le radici nella vita reale e nel dolore.

Mi è successo con Le stanze dell’addio di Yari Selvetella, candidato al Premio Strega 2018. Sapevo già che si trattava di un libro sul dolore della perdita della moglie, ero preparata. Ogni tanto mi sono fermata, ho interrotto la lettura, perché il senso di dolore era troppo profondo, troppo vicino a me.

Poi ho ripreso. Mi sono immersa nella storia senza aver cercato prima informazioni su internet, quindi non ero sicura del fatto che fosse o meno una storia vera. Ma i sentimenti e il dolore sono così reali, riflettono talmente la realtà, che non poteva che essere una storia vissuta davvero dal’autore.

La sua compagna si ammala improvvisamente di tumore al midollo, ci sono i giorni della lotta, la chemio, i ricoveri, gli esami diagnostici e la conclusione infausta, per usare un termine che si impara a conoscere quando si entra nel mondo del cancro.

Il protagonista del romanzo, un uomo con i baffi, senza un nome, con tre figli da accudire, rimane intrappolato nel dolore, che si libra come una nuvola gassosa senza una forma precisa tra le varie stanze dell’ospedale dove la moglie è stata ricoverata. C’è il bar interno, ritrovo di medici e pazienti,  l’isola di vita normale, dove si cerca il ristoro tra un’attesa e una visita, forse il luogo più simile al mondo reale che si possa trovare in un posto dove paure, ansia, rassegnazione e tutti i sentimenti che si accompagnano a una malattia, hanno il ruolo primario. È proprio qui che il destino dell’uomo si incrocia con quello del barista, con il quale nasce un rapporto spontaneo di mutua comprensione, di sostegno dettato semplicemente da uno sguardo, da una specie di silenzioso riconoscersi, che li avvicina.

L’uomo con i baffi non è ancora riuscito a superare quello che gli è successo, non è stato ancora in grado di elaborare in sé la realtà del dolore e per questa ragione torna in ospedale, attende la moglie nel reparto dove deve sottoporsi a un esame doloroso, quello con le lunghe siringhe, ma ovviamente non la trova e va a denunciarne la scomparsa. Nel senso di sparizione. L’unica persona che può aiutarlo a capire la realtà è il barista, che si informa, se lo prende a cuore e gli tende la mano. Ed è così, con questo aiuto, che l’uomo inizia il suo percorso di elaborazione del lutto, anche se in realtà è già passato parecchio tempo. E il doloroso iter burocratico che segue la scomparsa, nel senso di morte, di una persona cara è già stato vissuto, portato a compimento.

Sono arrivata alla fine del libro  con la sensazione di aver fatto un viaggio nel tabù del dolore, del lutto, argomento di cui non è sempre facile parlare.

Colpita da questa lettura, ho fatto una ricerca su internet, ho trovato così la conferma che si trattava davvero di una storia con base nella realtà, ma non solo, ho trovato anche il libro scritto da lei, che nella vita si occupava di letteratura.

Anche questo un romanzo, ma con elementi tratti dalla realtà, soprattutto la malattia. Qui c’è il racconto di un matrimonio senza figli e di una relazione clandestina con un uomo sposato, padre di una bambina. Ci sono le consuocere, la vita quotidiana prima normale e poi alterata, deformata, dall’ingresso della malattia. Il marito che impegna tutto se stesso, con dedizione, alla cura della moglie e lei che si fa forza in attesa degli sms sempre più rari dell’amante.

C’è quindi un mondo abbastanza diverso dal quello del libro di Selvetella, ma leggendoli tutti e due mi è sembrato di entrare in punta di piedi in una vicenda dolorosa comune a tante persone.

Entrambi i libri mi hanno lasciato tanto e per questo ho voluto dedicare questo post a tutti e due i romanzi.

 

Un compleanno felice

Sabato è stato il mio compleanno, l’ultimo con il numero 4 davanti. Una bella soddisfazione, non mi importa dell’avanzare dell’età, che invece considero una grande fortuna, vista la malattia che ho avuto.

Ho deciso di festeggiare in maniera adeguata questa occasione, regalandomi un bel weekend a Siena con il mio amore.

La fortuna è stata dalla mia parte perché sabato abbiamo trovato un tempo meraviglioso. Ho potuto rivedere alcuni dei miei luoghi preferiti e questo mi ha riempita di gioia perché mi sento particolarmente legata a Siena. Ogni volta che ci torno mi sento a casa. e non c’è niente di più bello di caricarsi di energia in posti che trasmettono benessere. Per prima cosa sono andata nel bosco vicino Rosia, a vedere un luogo che mi ha ispirato una parte della storia che sto scrivendo e che spero di finire entro il 2018.

E poi una giornata intera da trascorrere nel centro città, con un cielo bellissimo e il caldo tepore di una giornata assolata che ormai sta diventando una rarità.

Ho sempre affermato che la felicità si trova nelle piccole cose ed è proprio così, come non sentirsi felici con un cielo così bello?

Anche passare al Meetlifecafè di Via Pantaneto è felicità…

Girare con la testa all’insù è felicità…

Passare per la contrada della Tartuca è felicita, camminando accanto a un gruppo di amici toscani che si scambiavano allegri saluti.

Ma anche ripartire e portare con sé il verde della Toscana sporgendosi dal finestrino per assaporare ogni istante, è felicità.

Posso dirmi davvero contenta di questo splendido compleanno che ho vissuto. E ancora sorrido con tanta serenità dentro di me.

Le letture di aprile 2018

Ed eccomi con il riepilogo delle letture di aprile. In questo mese ho avuto diversi problemi di salute (ma nulla di grave per fortuna) e ho passato più tempo del solito a leggere e riposare sul letto, quindi ho letto davvero molti libri in soli 30 giorni.

l'amore che ti meriti

Il primo è stato L’AMORE CHE TI MERITI di Daria Bignardi, libro che volevo leggere da un po’ e che racconta la storia di due fratelli, Alma e Maio. Alma porta dentro di sé un peso, che la accompagnerà per tutta la vita, e che si genera  improvvisamente quando Alma decide di far provare l’eroina al fratello. Di lì a poco il ragazzo scompare nel nulla. Trent’anni dopo, Antonia, la figlia di Alma, incinta, decide di andare a Ferrara per scoprire cosa sia effettivamente accaduto. E Ferrara accoglie Antonia come una madre misteriosa. Un libro che mi ha riportata a quando ero adolescente e uno dei miei film preferiti era Gli occhiali d’oro di Giuliano Montaldo (un po’ perché seguivo molto Rupert Everett ai tempi). Sono andata a cercarlo su Youtube ed è disponibile. “Sono persone che appartengono solo a se stesse, o almeno così credono…” è una frase dal film che mi è tornata subito alla mente. Una lettura gradevole e che mi è dispiaciuto lasciare quando sono arrivata alla fine.

 

LA STRADA DEL RITORNO È SEMPRE PIÙ CORTA di Valentina Farinaccio è un altro libro che ho letto con piacere. Una storia familiare che ha come sfondo il Molise, regione spesso dimenticata. Qui tre donne vivono la loro vita con coraggio, facendo fronte ad abbandoni, lutti e sofferenze celate da un antico pudore che attende solo di essere superato. Santa è donna forte, sposa di Gesualdo e madre di due figli, Camillo e Giordano, il preferito. Ma Santa improvvisamente si trova senza il marito, che un bel giorno sene va e l’abbandona. Inoltre, come quasi tutte le suocere, la donna non ama molto Lia, sua nuora, che le ha portato via l’amato figlio Giordano. Intanto, Lia e Giordano hanno una figlia, Vera. La bambina eredita dal padre la passione per la scrittura e per i libri. Ma la tragedia incombe e Giordano muore giovane di tumore al cervello, mentre la bambina è in viaggio su un camion con il nonno e con l’amico immaginario Ringo Starr.
Sarà un manoscritto di Giordano ritrovato dopo tanti anni grazie a Gesualdo,  a scuotere le esistenze di queste tre donne e a far sì che i nodi che celano misteri, dolori e sotterfugi, si sciolgano, svelando tutti i retroscena di questa vicenda.
Un libro scritto molto bene, che si è dimostrato una lettura appassionante.

 

I FIORI NON HANNO PAURA DEL TEMPORALE di Bianca Rita Cataldi.
Questo libro si lega molto bene con il precedente. Si parla anche qui di vicende familiari e di storie di donne. La vicenda si svolge a fine anni ’90. C’è una ragazza molto giovane che vive a Bologna e la sua esistenza è caratterizzata dall’assenza del padre, che non ha mai conosciuto. Purtroppo il padre muore in un incidente e la ragazza comincia pian piano a conoscerlo attraverso gli oggetti contenuti in una scatola di scarpe che il padre le ha lasciato in eredità. Mi è rimasta impressa moltissimo la cappella delle zie al cimitero, dove la ragazzina viene condotta dalla nonna quando è necessario ricevere consigli. Anche questa è una storia che mi ha appassionata e che ho letto in breve tempo.

 

L’UOMO DEL LABIRINTO di Donato Carrisi. Questo libro, come tutti quelli di Carrisi l’ho divorato, perché la storia è avvincente e certamente non ci si annoia mai. La scena iniziale della ragazzina tredicenne che scompare mi ha riportato alla mente la vicenda della povera Yara. Scopriamo poi che sono passati 15 anni e la ragazzina è riuscita a scampare alla morte. Da lì si sviluppa un’indagine molto interessante, fino al finale con colpo di scena. Tuttavia il finale mi ha lasciata un po’ perplessa, forse per capirlo meglio bisognerebbe rileggere Il suggeritore e L’ipotesi del male e non escludo che prima o poi lo farò per capire meglio il senso della conclusione di questo romanzo. Un libro con diversi piani di interpretazione che si incastrano come il cubo di Rubik, citato nel romanzo.

 

VIA DI QUI di Federica de Paolis

Della De Paolis avevo già letto Lasciami andare diversi anni fa e mi era piaciuto. Per caso ho trovato questo libro di racconti che ho molto apprezzato. I racconti si snodano attraverso vie di Roma, ogni via dà inizio ad un racconto. E le storie colpiscono, sono belle e le ho centellinate per non finirlo troppo presto. Non mi capita spesso di leggere libri di racconti, ma questo l’ho letto veramente con entusiasmo e mi sento di consigliarlo.

 

LA FORTEZZA DEL CASTIGO di Pierpaolo Brunoldi e Antonio Santoro

Un romanzo ambientato in diversi luoghi dell’Italia del 1200. Una reliquia misteriosa, un alchimista e un viaggio sulle tracce di San Francesco.
Un libro che si legge sì con interesse, ma non mi ha eccessivamente appassionata. Non è noioso, ma forse mi è mancato quell’impulso che spinge a voltare le pagine di continuo.

 

 

CHIAMAMI COL TUO NOME di André Aciman

Questo libro ha suscitato molto interesse dopo l’uscita del film omonimo di Luca Guadagnino con il quale James Ivory ha vinto l’Oscar per la miglior sceneggiatura. Ora, siccome io porto in me molto forti i ricordi di tante cose che facevo quando ero più giovane,  durante tutta la lettura di questo libro,  che ha come tema un amore omosessuale tra il giovane Elio e lo scrittore americano Oliver, ho avuto sempre in mente i passaggi del romanzo Maurice di E.M.Forster che leggevo intorno agli anni 90 e che affronta tematiche molto molto simili, anche se con ambientazione diversa. E del resto fu proprio James Ivory a realizzare l’omonimo film, Maurice,  con un giovanissimo Hugh Grant e James Wilby come protagonista.
Il libro è molto piacevole da leggere e non risparmia nulla nei dettagli del rapporto. La percezione che ho avuto è comunque quella di un romanzo notevole che non si dimentica facilmente.

 

STRONZE SI NASCE di Felicia Kingsley

Con questo libro ho girato pagina e mi sono dedicata a una lettura piacevole e spensierata. Una delle cose più belle del libro è senz’altro l’introduzione, che spiega benissimo il concetto di “stronza” e sfido chiunque a non riconoscere almeno una conoscente in quanto Felicia Kingsley ha individuato come caratteristiche di ogni donna che si possa definire con tale appellativo. Anche questo libro, come Matrimonio di Convenienza, ricorda molto da vicino lo stile di Sophia Kinsella. Qui però la vicenda è più sul genere  de Il diavolo veste Prada, con colpi di scena lavorativi e amorosi davvero divertenti. Mi sono ritrovata ad aspettare con ansia il prossimo libro della Kingsley perché in pochissimo tempo sono diventata una sua estimatrice (e non solo io, ehm… penso a qualche blogger in particolare…).

E per aprile penso possa bastare così 🙂

 

 

 

Opera Bosco, magia e atmosfera

Ieri ho deciso di trascorrere la tradizionale gita di Pasquetta in un modo abbastanza particolare. Avevo voglia di godermi una giornata all’aperto, desiderio un po’ di tutti quando torna ad affacciarsi il sole, ma anche di fare qualcosa di diverso. Ne ho approfittato quindi per andare a vistare l’Opera Bosco, un sito davvero affascinante, in località Colle nella forra della valle del Treja, vicino a Calcata (VT).

Si tratta di un museo all’aperto, con installazioni naturali, disseminate in due ettari di bosco, che incuriosiscono molto. Sono opere che spesso si rigenerano, essendo create con materiali naturali hanno una propria vita destinata a finire, per rinascere poi in altra forma.

Tema spesso ricorrente in queste opere è il trono, declinato in varie forme. Per un’amante di un certo tipo di musica come me, la suggestione più forte era quella di ritrovarmi nelle atmosfere del disco Animi Aegritudo degli Ordo Equitum Solis, la cui copertina raffigura una donna in abito rosso seduta su un trono in un bosco, coincidenza che mi faceva sentire ancor di più a mio agio in un luogo così particolare.

Qui sotto la parte con la stanza ricreata con il tufo, che fornisce la sensazione di uno spazio circoscritto in un’area senza confini come può essere quella di un bosco.

Quest’opera invece si chiama Il trono di Sisifo e certo lo sforzo di Sisifo è reso bene dalla figura antropomorfa ricreata a effetto.

Purtroppo non è stato possibile fotografare tutte le opere esposte e tutte le parti più suggestive, a causa del percorso abbastanza impervio, tanto che all’inizio della visita guidata si viene riforniti di bastone. Ci si guarda stupiti, ma quando si inizia la discesa nel bosco si capisce che senza sarebbe impossibile procedere.

A onor del vero, non mi aspettavo che il percorso fosse così difficile, sentieri stretti e punti in cui per salire e scendere puoi solo fare forza sul bastone e sui rami intorno, per non scivolare giù lungo il dirupo e finire chissà dove. Ma se si ama un pizzico di avventura, e si vive costantemente con la curiosità delle cose come vivo io, questo non deve essere un freno.
Piccola nota, sono orgogliosa delle cose che riesco a fare senza stomaco, anche percorsi di trekking come questo, sebbene nell’ultimo tratto in salita al rientro, mi sia dovuta fermare un po’ perché mi girava la testa e avevo un senso di mancamento. Ma queste cose me le aspetto, fanno parte degli ostacoli di percorso quotidiani nella mia vita.
Poi ci si trova davanti cose particolari come questo nido gigante, a grandezza dinosauro…

Oppure questo sasso su un masso in una radura che dà l’idea di un tempio segreto a chissà quale divinità della Natura.


Meraviglia anche trovare un verde così intenso e zone quasi interamente fiorite.


Ogni angolo nascondeva spettacoli per gli occhi e forniva sensazioni positive di estraniamento dal mondo circostante. Girare in un bosco così grande è stato davvero bello.

Per concludere ci siamo fermati davanti al teatro di Pan (e io pensavo a Message to Pan degli Ordo Equitum Solis, leit motiv della visita). Qui, in questa gradinata naturale, di tanto in tanto vengono tenuti concerti di musica barocca, ecc. fino al tramonto (Ho provato invidia nel sentirlo raccontare, dev’essere molto bello davvero).


Opera Bosco è un’idea degli artisti Anne Demijttenaere e Costantino Morosin.

Letture di marzo

Ho deciso di dedicare un post al mese ai libri letti di volta in volta negli ultimi 30 giorni. Questo è il post di marzo e devo dire che questo mese le mie letture hanno spaziato in vari generi, ma procediamo con ordine!

Il primo libro che ho letto all’inizio del mese è stato VADO a SANTIAGO e TORNO di La Contessa Bionda, che gentilmente ha voluto regalarmene una copia. E la ringrazio dal profondo perché il libro mi è piaciuto molto. Ho letto una marea di libri sul Cammino a Santiago di Compostela perché l’argomento mi appassiona, ognuno mi ha lasciato qualcosa di speciale dentro, questo però è riuscito a portarmi veramente dentro questa esperienza, forse grazie anche alle tante foto che ci fanno percepire la realtà del viaggio e del luogo. Il racconto del viaggio si dipana con leggerezza e l’unica considerazione negativa è che è veramente troppo corto. E lo dico proprio perché è stato una lettura piacevole. Mi ha fatto compagnia per due pomeriggi perché ho voluto leggerlo poco per volta, centellinandolo.

Seconda lettura del mese, NON TI FACCIO NIENTE di Paola Barbato, Edizioni Piemme. Inizialmente il libro mi aveva preso tantissimo.

L’originalità della storia (non capita spesso un rapitore di bambini che lo faccia per farli stare meglio e non peggio come avviene di solito) mi ha affascinata e sono andata avanti a leggere, avida di scoprire la realtà della vicenda. Ma dopo un po’ mi sono persa. Sarà anche perché è un periodo in cui sono un po’ stanca mentalmente, ma mi sono trovata davanti così tanti personaggi e storie intrecciate del passato e del presente, che un certo punto ho avuto difficoltà a concentrarmi sulla storia. Il finale poi non mi è piaciuto tantissimo e la descrizione delle scene più drammatiche l’ho trovata un po’ troppo splatter per i miei gusti. Tuttavia in tanti mi hanno parlato benissimo di questa autrice, quindi proverò a leggere qualcos’altro di suo. Sicuramente non rimarrò delusa, mi fido dei consigli delle amiche…

A questo punto, ancora un po’ scossa. ho deciso di leggere qualcosa di meno drammatico e mi sono buttata su MATRIMONIO DI CONVENIENZA di Felicia Kingsley, Newton Compton. Di solito è raro che legga libri rosa, preferisco la narrativa contemporanea di altro genere, ma questo libro mi ha divertita e me lo sono goduta per alcuni pomeriggi. Lo stile della Kingsley mi ha ricordato quello della Kinsella, con qualche episodio divertente. Simpatica la vicenda di una ragazza, figli di hippy, che eredita dalla nonna un’ingente somma, ma per poter godere dell’eredità dovrà sposare qualcuno con un titolo nobiliare e di un nobile, Lord Ashford con un grave problema economico. Dopo un po’ di reticenza da parte di entrambi il matrimonio verrà celebrato, ma la forzata vita coniugale non sarà priva di sorprese.

Finito questo, ho trovato in libreria la versione Oscar Modadori di NESSUNO COME NOI di Luca Bianchini che avevo in mente di leggere da tempo. Non sono

rimasta delusa. La vicenda si svolge nel 1987 a Torino e racconta di un gruppo di liceali alle prese con problemi sentimentali e di studio. Spagna è la dark del gruppo e naturalmente è il personaggio che mi è piaciuto di più. Ho una grande memoria di quegli anni, ero diciottenne ma sembra ieri ed è stato piacevole rituffarsi nei ricordi che per me sono ancora così vividi. Tantissimi gli inserimenti di flashback dell’epoca (perfino citazioni di profumi e cibi che erano di gran moda negli anni 80). Alcune volte mi sono sembrati un pochino forzati, ma in generale mi sono piaciuti molto. Uno dei libri di Luca Bianchini che ho gradito di più ( e ne ho letti molti, a partire da Instant Love). Lettura che mi ha lasciata soddisfatta.

Adesso sto leggendo altri due libri, ma siccome marzo sta per finire, rientreranno nel post che farò sulle letture di aprile… Per il momento concludo qui e torno a tuffarmi nel Kindle!