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Così vanno le cose, così devono andare

Sono in una fase della mia vita in cui mi sento molto tranquilla, ormai sono abbastanza consapevole che la mia vita è questa e non può essere altra. Ho elaborato una sorta di “amichevole rassegnazione” che mi è molto utile nel proseguire il mio percorso nella completa accettazione dei limiti che il post cancro mi ha imposto. Ed è anche giusto che sia così, considerati gli anni che sono trascorsi.

Il risveglio della primavera che per me comporta anche un crollo di energie, è di nuovo davanti a me, per la tredicesima volta dopo la malattia e quest’anno ho una grande fame di belle giornate e di tempo libero da passare all’aperto. Pronta ad affrontare l’inevitabile astenia.

Alcuni progetti sono ancora ben radicati in me, altri si sono avviati verso un sipario definitivo, mentre la voglia di fare qualcosa per poter esprimere me stessa è sempre presente.

Intanto vivo, un po’ come la goccia blu che cade in questa foto, in attesa di vedere fin dove si allargheranno i prossimi cerchi.

bluindaco

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Vivere con curiosità 

I giorni stanno trascorrendo veloci e il periodo natalizio sempre più vicino mi riporta con la mente al doloroso periodo dello scorso anno, quando mia madre era stata ricoverata in hospice e aveva iniziato il suo difficile cammino verso la fine della vita, periodo che sarebbe durato circa tre mesi.

Ho sempre avuto il sentore del Natale come di un periodo triste, che accentua la solitudine di chi non ha una famiglia. E che spesso si accompagna a un peggioramento delle condizioni psicologiche di chi sta già vivendo periodi non sereni.

Non è il mio caso per fortuna, io ho sempre la forza e il sostegno immutato da parte di mio marito e della sua famiglia. E ho sempre tanti motivi per vivere con entusiasmo.

Forse per farlo bisogna sempre mantenersi curiosi nei confronti della vita. Anche quando le giornate diventano routine, anche quando la stanchezza a volte impedisce di fare altro dopo il lavoro.

Essere sempre curiosi del mondo che ci circonda può aiutarci a vivere la quotidianità  con occhi diversi e a scoprire piccoli particolari che possono condurci in mondi diversi. Suggerire spunti per nuove storie o solo per farci allontanare per un po’ dalla quotidianità.

Credo che affrontare la vita con questo spirito sia sempre una sorta di valore aggiunto. Io ci provo, non sempre è facile, ma credo che in fondo non bisogna mai dare nulla per scontato… 

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Cosa pensiamo quando sentiamo parlare di cancro

Io non sono una persona che parla molto. Mi identifico di più in una persona che ascolta.

Spesso mi capita di ascoltare i discorsi delle persone e mi accorgo facilmente di come tutto cambia quando si parla di cancro.

Solitamente lo si fa quando si discute di qualche conoscente o amico al quale è stata fatta la nefasta diagnosi.

L’espressione sui volti delle persone si fa mesta, ricca di commiserazione. Si ascoltano le descrizioni dei problemi dovuti alla malattia o alle terapie con uno sconsolato “oh!”.

Ma dentro, nel profondo di noi stessi si fa avanti un altro pensiero, e la verità non si può negare, è un pensiero di puro egoismo: “Meno male che non è toccato a me. Forse dovrei godermi di più la vita.”.

Non nego che probabilmente questo pensiero lo avrò avuto anche io quando ero sana, come tutti. Fa parte della componente umana.

Ma aver vissuto la malattia adesso ha modificato le mie sensazioni, la mia percezione delle cose.

Adesso, quando sento parlare di qualcuno che è ammalato provo un grande senso di empatia, di dispiacere per quello che posso immaginare starà passando. E il mio pensiero si conclude sempre con uno “speriamo che la sua storia possa finire bene come la mia.”

Ma non penso più “meno male che è toccato un altro”. La malattia mi ha insegnato una cosa importante. Troppo spesso diamo per scontato il fatto che avremo una vita lunga fino alla terza età. E ne siamo assolutamente certi. Ma facciamo finta di non vedere le tante persone attorno a noi che, per i più disparati motivi, lasciano questo mondo precocemente.

Il cancro mi ha insegnato che non ha importanza quanto si vive, o meglio certo che ha importanza, ma bisogna darne ancora di più a  come si vive. Nei limiti del possibile non bisogna rimandare nulla, non incamerare soltanto delusioni ma guardare sempre alle cose positive, anche piccole.

E, se arriva il momento in cui è necessario essere forti, bisogna sforzarsi di esserlo anche se abbiamo paura.

Non voglio insegnare la vita con queste mie frasi, non sono nessuno per farlo, ma semplicemente condividere il fatto che ho imparato a vedere le cose intorno a me con un’attenzione più profonda rispetto a prima. Mi sento molto fortunata per aver superato la malattia riprendendo a vivere quasi come prima.

E quando sento parlare di cancro mi sento sempre piuttosto coinvolta a livello emotivo.

Vita

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Riflessioni di un giorno d’estate 

Ieri ho passato un sabato molto sereno, che però mi ha portato a riflettere su alcune cose, argomenti che ho già affrontato nel mio blog.

Siamo andati a passare una giornata al mare a Sperlonga. È un posto molto bello e vale la pena andarci almeno una volta all’anno.

Jpeg

Per arrivare a Sperlonga siamo passati davanti all’hospice dove è stata ricoverata mia madre prima di morire. Questo mi ha causato un dolore profondo, ripensando a quei giorni. Sono scese un po’ di lacrime, ma poi mi sono ripresa.

Ma quando siamo arrivati a destinazione e ho cominciato ad assaporare lo splendore di questa giornata, un pensiero mi ha attraversata e l’ho tenuto con me tutto il giorno.

Jpeg

Guardavo la gente che sguazzava serenamente nel mare, chi stava sdraiato a prendere il sole e pensavo, quante volte ci dimentichiamo delle persone che stanno male, e diamo per scontata la nostra salute.

Mentre noi eravamo lì a vivere un bel sabato di sole, tante persone hanno trascorso la giornata in una stanza di un hospice, imbottiti di morfina e altri antidolorifici, attaccati alle flebo, nella lotta spesso impari per tenere a bada il devastante dolore oncologico. Più o meno consapevoli di non avere più molto da vivere.

È una condizione devastante, che purtroppo riguarda molte persone anche giovani.

Allora quando siamo sereni nei giorni d’estate come ieri …

Jpeg

…fermiamoci a pensare a quanto siamo fortunati. Nessuno di noi può sapere in anticipo se si troverà mai a vivere una situazione di quel tipo e ci auguriamo sempre di no.

Ma impariamo ad assaporare ogni istante di vita che viviamo, impariamo ad apprezzare di più la salute. Non ci rendiamo conto di quanto sia preziosa, se non nei momenti in cui la perdiamo.

Impariamo a non dare mai nulla per scontato. Anche una giornata felice al mare è un dono prezioso, sforziamoci di rendercene conto un po’ di più. Dopotutto, ci vuole veramente poco per cominciare a farlo. E dopo ci sentiremo più felici dentro, ricchi della completezza che deriva anche dalle piccole cose.

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La valigia sul letto…

… non è proprio quella di un lungo viaggio, ma quasi. In pochi giorni infatti ci siamo spostati in diverse città italiane, e ci siamo veramente divertiti un sacco e una sporta, come si dice, grazie anche alla magica compagnia di ziaCris e di tutti i suoi amici.

Così il primo giorno ci siamo fermati a Perugia. Adoro questa città, ultimamente ci andiamo almeno una volta all’anno.

Il secondo giorno lo abbiamo passato sul Lago Trasimeno, e sull’Isola Maggiore. È davvero bello stare fuori dalle solite quattro mura, dalla mattina presto fino alla sera. Anche se mi stanco, ogni tanto fa bene trascorrere tanto tempo all’aria aperta e rendersi conto che la vita è bella anche tra sole, cielo e nuvole. Anche quando il cielo si fa un po’ troppo scuro.

Il terzo giorno ci siamo spostati a Cervia. E qui, in compagnia della Cris, della Tata e del Ferrari, di Marina e Alberto ci siamo veramente sbracati dalle risate, non mi viene un altro termine. Come ai tempi della scuola, quando si ride per ogni stupidaggine. Con lo stesso spirito leggero. E c’è stato anche spazio per prendere un tè insieme ad Annamaria di Unazzurrocielo.

Come mio solito dopo pranzo ogni giorno mi andavo a riposare in hotel per un paio d’ore e ne ho approfittato per leggere molti libri che mi sono davvero piaciuti, La luce sugli oceani che è diventato anche un film che uscirà a breve in America e che andrò sicuramente a vedere quando sarà disponibile nelle sale italiane, (così come il film de La ragazza del treno).  Altri libri molto interessanti, Il profumo delle foglie del tè, e Ogni giorno come fossi bambina.
E sono così passati i giorni di mare, passeggiate e pranzi … beh non proprio abbondanti.. ho accumulato una fame stratosferica!!

Subito dopo ferragosto, invece di tornare verso Roma, ci siamo diretti verso Bologna, e abbiamo fatto un bel giro per la città.

Ho camminato così tanto in questi giorni, che adesso mi sento veramente ko per la stanchezza. Ma non importa perché sono felice.

E ora, ripensandoci, so anche cos’è la valigia sul letto.
È la valigia nella quale ho rinchiuso tutti i problemi della vita quotidiana, lavoro, burocrazia, pagamenti. Ma li ho chiusi così ben stretti che non usciranno da lì fino alla prossima settimana. E di questo sono davvero soddisfatta! 🙂

Chiudo con questo bellissimo tramonto a Calderara e con un grazie immenso agli amici che ci hanno ospitato.

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Cinque istantanee

Se dovessi riassumere cinque elementi molto importanti nella mia vita sin da quando ero molto giovane (tralasciando per un momento i sentimenti che sono comunque un elemento fondamentale per me), potrei raccoglierli in cinque immagini significative.

Cinque passioni che mi sorreggono e mi tengono su anche nei momenti in cui vengo attraversata da pensieri non propriamente sereni. Cinque passioni che hanno contribuito a costruire la mia vita come è adesso.

1) I viaggi in treno. Chi legge questo blog da tanto lo sa bene, ho passato moltissimi anni sin da quando ero piccola a fare in treno la tratta Roma-Milano. E ogni viaggio era un’avventura. Mi sedevo, mettevo le cuffie e schiacciato il tasto Play nel walkman. Il mondo fuori cominciava a scorrere davanti ai miei occhi e mi sentivo viva come non mai. Spesso ascoltavo Dancing To Restore An Eclipsed Moon dei Red Temple Spirits oppure Ferment dei Catherine Wheel, specialmente Indigo is Blue, oppure ancora Ullyses dei Dead Can Dance. E il mondo sembrava diverso quando il treno partiva.

In treno2) Poi ci sono stati i tanti concerti e gli anni dei festival. L’emozione di vivere qualcosa di irripetibile. Specialmente quando si arrivava in Inghilterra per i Festival che duravano tre giorni. Seduti a mangiare tra la gente, il caldo e il sole che bruciava il naso e il freddo invernale solo dopo qualche ora, al tramonto. Le bancarelle, gli smart drinks, le magliette e i cappelli da jolly. I gruppi, così tanti, che non sapevi mai quali vedere per non perdere gli altri in contemporanea. Le Signin’ Tents e i Doctor Martens ma anche i braccialetti colorati che sostituivano i biglietti, dopo l’ingresso. Ecco questi festival sono stata proprio felice di averli vissuti e se ancora ci ripenso dopo oltre venti anni, vuol dire che mi hanno lasciato tanto dentro

Concerto

3) Terza, la passione della vita, la scrittura che mi ha sempre accompagnata. Il rifugio dei pensieri ma anche lo strumento che meglio mi permette di esprimermi, con questo blog ma anche con i romanzi che ho scritto. Ripenso a come li ho scritti, Mornington Crescent a penna su un quadernino, in piedi alle fermate degli autobus. Figlie del male quasi sempre in treno, Viola e Nero al PC con The Silver Tree di Lisa Gerrard in loop, e sono felice di avere questa passione da coltivare e amare.
Non c’è niente di più emozionante di sedersi alla tastiera e di non sapere dove l’intreccio di idee porterà.

writing

4) I libri. Quanti ne ho letti in questi anni e quanta forza mi hanno dato.
I libri di Harry Potter mi sono stati di sostegno quando facevo la chemioterapia e volevo spostare i miei pensieri verso qualcos’altro. E poi quello strano rituale che mi ero inventata, per cui ogni libro che compravo serviva ad allungarmi la vita. Non sarei potuta morire se prima non avessi finito di leggere tutti i libri che avevo. Un’idea che mi ero creata per aggrapparmi a qualcosa nei momenti peggiori della paura di morire a causa del cancro.

books and leaves

5) Passeggiare per le città. Fare chilometri a piedi e scoprire le bellezze che ci circondano. Sia di giorno che di sera, camminare per ore, scattare foto, fermarsi in un bar a prendere un caffè e ripartire continua ad essere una delle cose che amo di più fare. Non importa che adesso questa attività per me sia molto più faticosa di prima e spesso comporti la necessità di riposare a letto il giorno successivo. Camminare nelle città è una cosa che mi fa sentire molto bene. E penso sempre alla canzone dei R.E.M. We walk through the world. Spero di poterlo fare ancora per tanti anni.

montmartre at night

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Select * from …

Quando, oltre un decennio fa ho studiato e lavorato nell’informatica, utilizzavo molto l’Sql, un linguaggio che consente di estrapolare dei dati da delle tabelle, secondo le richieste effettuate dal sistema, sulla base dei dati che è necessario ottenere.

Spesso si usa questa istruzione: select x,y,z from “nome tabella”, group by x.
“Group by” rappresenta il criterio di raggruppamento dei dati raccolti.

A volte penso che questa istruzione si possa utilizzare anche nella vita.
Seleziona (dalla tua vita) i giorni (felici) group by topic (argomento), es. i giorni felici per i concerti, i giorni felici per i viaggi, i giorni felici per le ore passate in compagnia, i giorni felici per l’amore, i giorni felici perché tutto sembra andare bene, i giorni felici per aver letto un bel libro.

Spesso ci si accorge che questi giorni in realtà sono rari, stravolti e soffocati dalle giornate in cui i problemi prevalgono, in cui non si fa in tempo a tirare il fiato che subito arriva qualcosa di nuovo da affrontare.

Io mi sforzo, giorno dopo giorno, di trovare qualcosa di bello prima che arrivi la sera, di non lasciarmi sopraffare da cattivi pensieri, da tristezze trasversali, da stanchezze cui spesso è facile arrendersi.

Ogni mattina il mio primo pensiero è: devo trovare qualcosa da ricordare in ogni giornata, devo mettercela tutta. E siccome la felicità non è mai scontata, la cerco sempre nelle piccole cose.

Come ad esempio una collana su una maglietta che mi piace, e che parla di me.
(Piccole bugie che mi racconto nei giorni in cui mi sento un po’ meno grintosa, diciamo così).

Jpeg

O il ricordo di una giornata al lago, e niente mi lascia più tranquillità dentro che andare in giro per laghi.
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