Opera Bosco, magia e atmosfera

Ieri ho deciso di trascorrere la tradizionale gita di Pasquetta in un modo abbastanza particolare. Avevo voglia di godermi una giornata all’aperto, desiderio un po’ di tutti quando torna ad affacciarsi il sole, ma anche di fare qualcosa di diverso. Ne ho approfittato quindi per andare a vistare l’Opera Bosco, un sito davvero affascinante, in località Colle nella forra della valle del Treja, vicino a Calcata (VT).

Si tratta di un museo all’aperto, con installazioni naturali, disseminate in due ettari di bosco, che incuriosiscono molto. Sono opere che spesso si rigenerano, essendo create con materiali naturali hanno una propria vita destinata a finire, per rinascere poi in altra forma.

Tema spesso ricorrente in queste opere è il trono, declinato in varie forme. Per un’amante di un certo tipo di musica come me, la suggestione più forte era quella di ritrovarmi nelle atmosfere del disco Animi Aegritudo degli Ordo Equitum Solis, la cui copertina raffigura una donna in abito rosso seduta su un trono in un bosco, coincidenza che mi faceva sentire ancor di più a mio agio in un luogo così particolare.

Qui sotto la parte con la stanza ricreata con il tufo, che fornisce la sensazione di uno spazio circoscritto in un’area senza confini come può essere quella di un bosco.

Quest’opera invece si chiama Il trono di Sisifo e certo lo sforzo di Sisifo è reso bene dalla figura antropomorfa ricreata a effetto.

Purtroppo non è stato possibile fotografare tutte le opere esposte e tutte le parti più suggestive, a causa del percorso abbastanza impervio, tanto che all’inizio della visita guidata si viene riforniti di bastone. Ci si guarda stupiti, ma quando si inizia la discesa nel bosco si capisce che senza sarebbe impossibile procedere.

A onor del vero, non mi aspettavo che il percorso fosse così difficile, sentieri stretti e punti in cui per salire e scendere puoi solo fare forza sul bastone e sui rami intorno, per non scivolare giù lungo il dirupo e finire chissà dove. Ma se si ama un pizzico di avventura, e si vive costantemente con la curiosità delle cose come vivo io, questo non deve essere un freno.
Piccola nota, sono orgogliosa delle cose che riesco a fare senza stomaco, anche percorsi di trekking come questo, sebbene nell’ultimo tratto in salita al rientro, mi sia dovuta fermare un po’ perché mi girava la testa e avevo un senso di mancamento. Ma queste cose me le aspetto, fanno parte degli ostacoli di percorso quotidiani nella mia vita.
Poi ci si trova davanti cose particolari come questo nido gigante, a grandezza dinosauro…

Oppure questo sasso su un masso in una radura che dà l’idea di un tempio segreto a chissà quale divinità della Natura.


Meraviglia anche trovare un verde così intenso e zone quasi interamente fiorite.


Ogni angolo nascondeva spettacoli per gli occhi e forniva sensazioni positive di estraniamento dal mondo circostante. Girare in un bosco così grande è stato davvero bello.

Per concludere ci siamo fermati davanti al teatro di Pan (e io pensavo a Message to Pan degli Ordo Equitum Solis, leit motiv della visita). Qui, in questa gradinata naturale, di tanto in tanto vengono tenuti concerti di musica barocca, ecc. fino al tramonto (Ho provato invidia nel sentirlo raccontare, dev’essere molto bello davvero).


Opera Bosco è un’idea degli artisti Anne Demijttenaere e Costantino Morosin.

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Consapevolezze

Sono ricchi di consapevolezza quei momenti in cui ti rendi conto che per alcune cose nella vita non puoi proprio fare nulla.

In alcuni casi il destino ha deciso per te, ad esempio, che tu dovessi incontrare sulla tua strada una determinata persona e da lì sarebbero scaturite poi tutta una serie di accadimenti per i quali la tua vita avrebbe preso una direzione imprevista.

Il destino ha deciso per te che un giorno tu dovessi essere in un determinato luogo al posto di un altro e da lì sarebbero scaturite tutta una serie di cose, anche queste importanti per la tua vita.

Il destino ha deciso per te che un evento dovesse stravolgerti la vita, ma che insieme ai tormenti e alle cose negative, portasse con sé anche strascichi positivi.

Ci riflettevo oggi in una Firenze grigia e piovosa, in compagnia degli amici più cari.

Il destino decide tante cose per noi ed è vero che spesso non possiamo farci nulla. Ma forse anche riuscire a imparare lezioni positive da eventi negativi è un grande insegnamento.

Io mi sforzo di farlo, ma ancora non ci sono riuscita in pieno, se ancora mi capita di tormentarmi per alcune avvenimenti. Però forse raggiungere la consapevolezza che tante cose spesso non capitano per caso, può essere di aiuto.

Cosi come si può accettare una giornata di pioggia con il sorriso solo perché trascorsa con le persone che ci fanno stare sempre bene. E guardare con occhi curiosi ogni angolo e scoprire piccoli dettagli interessanti qua e là, è un buon esercizio di apertura al mondo.

Io lo faccio quotidianamente e quando posso scatto foto…

Un periodo positivo

Sono davvero contenta di poter raccontare che il 2018 è iniziato molto bene per me.

La mia positività parte principalmente da uno stato mentale, da una grande voglia di lasciare da parte alcuni problemi e di interessarmi soprattutto del qui e ora.Questo è dovuto anche al periodo delle vacanze natalizie trascorso a Milano. Pochi giorni che mi hanno consentito di rivedere tante persone amiche conosciute per motivi diversi. Ma con tutte sono stata benissimo e non ne avevo dubbi.Non poteva mancare anche una giornata da trascorrere a Milano con Cris, Fabio e la Tata. Peccato per l’assenza di un’altra cara amica che non vedevo l’ora di rivedere. Invece non è stato possibile, beh alla prossima…E mi sono trovata in una magia di colori bellissimi. Come al solito, vorrei trascorrere più giorni a Milano, andare in giro a scoprire i tanti nuovi aspetti della città, ma non riesco mai. Però mi godo gli angoli già ben noti.Sarà stata forse proprio questa vacanza a farmi tornare alla routine quotidiana con una marcia in più.Era da tanto che non sentivo questa grande voglia di fare, di mettere in atto progetti da realizzare concretamente. Ma adesso mi sento così e vorrei giornate lunghe e ricche di tante cose belle da fare.Il nuovo anno è ancora tutto da scrivere ma sono estremamente felice che sia partito così bene.Spero che questa sensazione di pace e di grande carica interiore possa durare a lungo. Buon 2018 a tutti!

Un vizio

Oggi parlando con una persona, raccontavo di come la mattina alle 6,10 quando mi alzo, la prima cosa che faccio è guardare dalla finestra com’è il cielo. Se vedo dei bei colori, metto su il tè per la colazione e scappo subito al balcone a fare una foto. Come questa di stamattina:

“Ma come ti va?” mi diceva questa ragazza. “Appena alzata, poi.”

Non ho dovuto nemmeno pensare, la risposta mi è venuta da sola.
“Perché la vita è bella” ho detto “ed è bello iniziare la giornata con qualcosa di speciale. Perché sono felice di essere ancora viva dopo la brutta esperienza che ho passato – qui mi hanno attraversato la mente le immagini di quando sono rimasta un mese in ospedale, dei sotterranei, i dolori, le flebo, la chemio -, perché un’alba così mi riempie di emozione.”
Ho risposto con una tale veemenza da sembrare esaltata, ma tutto quello che ho detto lo penso veramente.

Dagli sguardi che mi hanno rivolto le altre persone che erano con noi ho capito che forse non è un discorso sempre facile da spiegare fino in fondo, del resto nessuno di noi è immune da problemi ed emozionarsi per un po’ di colori in cielo sembra forse esagerato. Ma se questa è una cosa che mi rende contenta prima di uscire per andare al lavoro, perché non farlo? Sarei anche capace di alzarmi apposta…

E poi, è un vizio del tutto innocuo! 🙂

Due cani

Venerdì ho passato una giornata al lago, un lago che adoro e dove sono già stata diverse volte. Era una giornata ventosa e le acque del lago erano mosse, le onde impetuose, le acque agitate.

A un certo punto, mentre eravamo sul pontile sono arrivati alcuni uomini con due cani di razza tedesca di taglia grande. I due cani erano sfrenati, non si tenevano più per l’eccitazione nel trovarsi di fronte all’acqua, alle onde. Quello che mi ha colpita, è stato il loro comportamento, notevolmente differente proprio per il diverso temperamento dei due animali.

Il primo ha sceso gli scalini che portavano direttamente in acqua e ha immerso il muso nelle onde, mordendole come per fermarle, giocandoci allegramente.

L’altro si è fermato sul pontile, abbaiava e scodinzolava, guardando l’acqua da un punto più riparato. 

Dopo un po’, cani e padroni si sono spostati in una insenatura dove era più facile scendere direttamente in acqua.

Il primo cane ne ha approfittato e si è immerso ancora di più, con il muso tutto nell’acqua a giocare di nuovo con le onde.

Il secondo ha fatto due passi in avanti, quasi tentato dal pensiero di scendere ugualmente in acqua, poi però ha fatto  tre passi indietro e si è posizionato più su per guardare l’acqua e abbaiare in un posto sicuro.

Ho pensato a quanto mi sentissi simile al secondo cane. Nella vita sono sempre stata con tanta voglia di fare le cose che mi piacciono, ma sempre con un freno interiore dettato da tante circostanze della mia esistenza, che hanno forgiato il mio carattere.

Eppure proprio l’esperienza della malattia mi ha insegnato che la vita va assaporata intensamente e non a piccoli sorsi o stando sulla soglia. 

E mi viene in mente L’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, con l’epitaffio di Francis Turner:

“Io non potevo correre né giocare/ quando ero ragazzo./ Quando fui uomo, potei solo sorseggiare/ alla coppa, non bere../perché la scarlattina mi aveva lasciato/ il cuore malato.”

E mi rendo conto che non è cosi che bisogna vivere, si deve invece vivere intensamente, assaporando ogni emozione.

Per me può essere un buon proposito da non dimenticare mai.

Così vanno le cose, così devono andare

Sono in una fase della mia vita in cui mi sento molto tranquilla, ormai sono abbastanza consapevole che la mia vita è questa e non può essere altra. Ho elaborato una sorta di “amichevole rassegnazione” che mi è molto utile nel proseguire il mio percorso nella completa accettazione dei limiti che il post cancro mi ha imposto. Ed è anche giusto che sia così, considerati gli anni che sono trascorsi.

Il risveglio della primavera che per me comporta anche un crollo di energie, è di nuovo davanti a me, per la tredicesima volta dopo la malattia e quest’anno ho una grande fame di belle giornate e di tempo libero da passare all’aperto. Pronta ad affrontare l’inevitabile astenia.

Alcuni progetti sono ancora ben radicati in me, altri si sono avviati verso un sipario definitivo, mentre la voglia di fare qualcosa per poter esprimere me stessa è sempre presente.

Intanto vivo, un po’ come la goccia blu che cade in questa foto, in attesa di vedere fin dove si allargheranno i prossimi cerchi.

bluindaco

Vivere con curiosità 

I giorni stanno trascorrendo veloci e il periodo natalizio sempre più vicino mi riporta con la mente al doloroso periodo dello scorso anno, quando mia madre era stata ricoverata in hospice e aveva iniziato il suo difficile cammino verso la fine della vita, periodo che sarebbe durato circa tre mesi.

Ho sempre avuto il sentore del Natale come di un periodo triste, che accentua la solitudine di chi non ha una famiglia. E che spesso si accompagna a un peggioramento delle condizioni psicologiche di chi sta già vivendo periodi non sereni.

Non è il mio caso per fortuna, io ho sempre la forza e il sostegno immutato da parte di mio marito e della sua famiglia. E ho sempre tanti motivi per vivere con entusiasmo.

Forse per farlo bisogna sempre mantenersi curiosi nei confronti della vita. Anche quando le giornate diventano routine, anche quando la stanchezza a volte impedisce di fare altro dopo il lavoro.

Essere sempre curiosi del mondo che ci circonda può aiutarci a vivere la quotidianità  con occhi diversi e a scoprire piccoli particolari che possono condurci in mondi diversi. Suggerire spunti per nuove storie o solo per farci allontanare per un po’ dalla quotidianità.

Credo che affrontare la vita con questo spirito sia sempre una sorta di valore aggiunto. Io ci provo, non sempre è facile, ma credo che in fondo non bisogna mai dare nulla per scontato…